L'AMORE OMOSESSUALE SEONDO IL PASTORE ALESSANDRO ESPOSITO DELLA CHIESA VALDESE DI TRAPANI
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Lei ama lei
Una sera come tante in un pub, parole dette sottovoce nell’incessante brusio di sottofondo. Tra una chiacchiera e l’altra, qualcuno sussurra, con un tono ancora più basso, quasi a voler sfidare l’attenzione e le capacità uditive dei propri interlocutori: “sapete che a Marsala qualche giorno fa si sono sposate due donne?”. Attimo di silenzio, poi tantissima curiosità, centinaia di domande frullano tutte insieme nella testa. Ma non era vietato? Due donne? In Sicilia? In una Chiesa? Ma soprattutto, come mai la notizia non si è saputa in giro? “No, le due donne hanno chiesto a tutti di mantenere il massimo riserbo – taglia corto l’unico del gruppo al corrente dei fatti – e così è stato”. Va bene, le novelle spose hanno voluto proteggere la privacy del giorno più importante della loro vita. Giusto e legittimo. È così che ci mettiamo alla ricerca del ministro di Dio che ha celebrato le nozze. E la ricerca conduce ad Alessandro Esposito, pastore della comunità Valdese di Trapani e Marsala. Anche a lui è stato chiesto di mantenere il riserbo sull’episodio. Allora proviamo a capire cosa è scattato nel cuore dell’uomo, e del pastore d’anime, per portarlo a celebrare una funzione così atipica. Ci va cauto con le parole, non parla di “matrimonio”. Lui ha incontrato due donne che si amavano. E ha benedetto la loro unione. La fa meravigliosamente facile, Alessandro Esposito. Lo senti parlare d’amore con lo stesso affetto e la stessa soddisfazione con cui un bambino costruisce per la prima volta un puzzle. Tassellino dopo tassellino.
Pastore Esposito, qual è la sua definizione di amore?
“Beh, incominciamo con una domanda piuttosto impegnativa. Se dovessi abbozzare una risposta proverei a ribaltare l’interrogativo. Ovverosia: credo che ciò che di più improprio si possa fare nei confronti dell’amore sia confinarlo nell’angusto perimetro di una definizione. L’amore, difatti, è per antonomasia traboccante, eccedente, ulteriore: ecco perché nei vangeli Amore è l’unico nome attribuibile a Dio, il quale, non a caso, si sottrae ad ogni identificazione, fuorché, per l’appunto, a quella che lo designa come Amore”.
Dove sta il confine tra amore giusto e amore sbagliato?
“L’amore è amore e, come tale, non conosce barriere: a tracciare confini non è lui, siamo noi. Per lo stesso motivo, aggiungo, a sbagliare siamo noi e non lui: e sbagliamo proprio nel momento in cui pretendiamo di imporgli dei limiti che, come tali, sono nostri e non suoi. In sostanza, credo che siamo più noi a creare problemi all’amore che non viceversa”.
Qualcuno la definisce una malattia, qualcun altro un peccato, altri ancora una tendenza che va di moda in questo secolo. Cos’è, secondo lei, l’omosessualità?
“Per procedere nella direzione che stiamo cercando, insieme, di delineare, risponderei che l’omosessualità è uno dei molteplici volti dell’amore: come tale, possiede pari diritti e pari dignità rispetto a tutti gli altri. Dire che sia malattia è frutto dell’ignoranza. Affermare che si tratti di peccato è conseguenza di un fondamentalismo ottuso. In ambo i casi si tratta di una mancanza di sensibilità che mi avvilisce e mi indigna. Certo dovrebbe far riflettere il fatto che ambedue queste definizioni continuino ad attecchire in seno a svariati contesti ecclesiastici. Credo che sia giunto il momento di dire, senza ambiguità e tentennamenti, che a dover compiere un cammino di conversione non sono certo le persone omosessuali, quanto, piuttosto, le chiese. Credo sia tempo di riparare, non con futili esternazioni, ma con gesti concreti e pronunciamenti chiari, all’ingiustizia messa in atto attraverso secoli di pregiudizi ingiustificati e di condanne inescusabili. Sperando che queste sorelle e questi fratelli vogliano accordarci quel perdono che abbiamo il dovere, umano prima ancora che morale, di chiedere loro”.
”Maschio e femmina li creò” e a quello si appella la Chiesa Cattolica, contro le unioni omosessuali. Ma l’amore non dovrebbe stare al di sopra di tutto?
“Difatti è così. Spesso però mi è capitato di constatare che lo spirito del Vangelo venga colto assai più in profondità da quante e quanti non si riconoscono in una struttura ecclesiastica: a molte e molti di costoro sono debitore per il mio cammino di uomo e di discepolo. In fondo, il Vangelo, consiste in un percorso di umanizzazione: perché umani non si è, umani si diventa. La pratica quotidiana del Vangelo dovrebbe semplicemente insegnarci ad essere ciò che diciamo di essere e che, in relatà, non siamo: umani. E chi riconosce che l’amore sta al di sopra di tutto, del Vangelo ha già compreso l’essenziale”.
Sesso e religione: è giusto che questi due universi, estremamente intimi e privati, s’incontrino?
“Certamente: direi che si tratta di un incontro auspicabile, per quanto mi sembri, in generale, piuttosto di là da venire. Inutile dire che, perché possa aver luogo un incontro proficuo tra queste due dimensioni del vivere, gli impedimenti maggiori provengono dall’ambito religioso. La sessualità appartiene alla sfera intima e, come tale, inviolabile, dell’individuo: la religione, pertanto, se vuole porsi al servizio delle donne e degli uomini, dovrebbe limitarsi a riconoscerla e a rispettarla, senza emettere sentenze. Sessualità è relazione (va da sé, tra persone adulte): pertanto, si tratta di una dimensione che va educata, non certo elusa e men che meno demonizzata. E il cammino che molte chiese, in tal senso, devono percorrere, mi sembra ancora lungo”.
Quello tra le due donne è stato il primo matrimonio gay che ha celebrato?
“Si, ma qui è necessario operare alcuni distinguo: a incominciare dal fatto che quella che abbiamo celebrato presso la chiesa valdese di Trapani e Marsala è propriamente una benedizione, nel senso che non ha alcun effetto civile. Questo perché lo Stato italiano, al momento, non riconosce alcun diritto alle coppie di fatto, omosessuali come eterosessuali. Ritengo essenziale, però, sottolineare che tale celebrazione è stata resa possibile da molteplici fattori: vorrei citarne soltanto tre. Il primo è rappresentato dalla disponibilità delle comunità valdesi di Trapani e Marsala, di cui ho il privilegio di essere pastore, le quali hanno dimostrato estrema apertura e sensibilità, sfidando convenzioni e consuetudini. Il secondo consiste nell’estrema maturità teologica, etica ed ecclesiologica dimostrata dalla Chiesa Valedese nel suo insieme, poiché si tratta di una realtà in cui il confronto ed il dibattito sono sempre consentiti e tutelati. Il terzo fattore, infine, lo individuo nel mio percorso biografico, che ha potuto giovarsi del sostegno delle comunità di base, appartenenti al cattolicesimo cosiddetto “del dissenso”. In particolare, sono debitore dello sviluppo di una maggiore sensibilità circa la realtà delle coppie omosessuali e dei loro diritti alla comunità di base di Pinerolo ed al suo presbitero e animatore, Franco Barbero”.
Come ha reagito la società marsalese al matrimonio tra le due donne?
“Beh, staremo a vedere: per quanto ne so, glielo stiamo comunicando con questa intervista”.
di Miriam Di Peri - Live Sicilia
http://www.chiesavaldesetrapani.com/public_html/archivio-articoli/447-lei-ama-lei.html
ARTICOLI E NOTIZIE RIGUARDO L'APOSTASIA CHE STA ENTRANDO IN TUTTE LE CHIESE CRISTIANE
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mercoledì 9 giugno 2010
venerdì 23 aprile 2010
PASTORE OMOSESSUALE IN CASA UCEBI
PASTORE OMOSESSUALE IN CASA UCEBI
di Nicola Martella
1. ENTRIAMO IN TEMA: Che in Italia sia stato consacrato un omosessuale a pastore battista appartenente all’UCEBI (Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia), non ne avremmo saputo nulla per via ufficiale, se sul sito della chiesa battista di Cagliari non fosse comparsa una lettera del «Consiglio di Chiesa di Cagliari al Comitato Esecutivo dell’UCEBI», rimproverando l’intervento della Federazione Battista Europea contro tale decisione, incoraggiando il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ad andare avanti in tale via intrapresa ed esprimendo solidarietà a tale pastore omosessuale battista (6 marzo 2009).
Prima di proseguire, premettiamo che non abbiamo dubbi che nelle chiese battiste dell’UCEBI si trovino tanti veri credenti rigenerati dallo Spirito Santo, timorati di Dio, sottomessi alla sua Parola e desiderosi di onorare il nome di Gesù Cristo nella loro propria vita con parole e fatti.
Abbiamo cercato in rete una dichiarazione della Federazione Battista Europea (EBF) o dell’UCEBI, ma non abbiamo trovato nulla in merito. Se la chiesa battista di Cagliari non ne avesse parlato, non ne sapremmo nulla. È probabile che ci sia la volontà che tutto ciò non si sappia.
2. I FATTI EVINTI: Dalla sunnominata lettera del Consiglio di Chiesa di Cagliari risulta quanto segue:
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI deve aver approvato un battista omosessuale al pastorato oppure confermato un pastore battista nel suo ufficio, anche dopo che egli ha ammesso di essere omosessuale. Il nome di tale pastore non viene fatto. Il tutto dev’essere accaduto già nel 2008.
■ La Federazione Battista Europea deve aver mandato uno scritto, in cui disapprova un tale passo del Comitato Esecutivo dell’UCEBI. Il tutto dev’essere accaduto già alla fine del 2008 o all’inizio del 2009. Purtroppo ci sfugge il suo contenuto.
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ha elaborato un documento di difesa il 16 gennaio 2009 e l’ha inviato a tutti i membri dell’EBF. Purtroppo non sappiamo cosa c’è scritto in esso.
■ Segue tale lettera ad Anna Maffei da parte Consiglio di Chiesa di Cagliari. Le posizioni della presidente sulla famiglia tradizionale sono note da tempo (p.es. qui); non meravigliano quindi neppure quelle sull’omosessualità (p.es. qui).
3. CONVINZIONI BATTISTE A CAGLIARI: Nella lettera risulta evidente l’atteggiamento del Consiglio di Chiesa di Cagliari.
■ Esso desiderava «esprimere tutta la nostra solidarietà» al Comitato Esecutivo dell’UCEBI e al suo documento di difesa.
■ Esso esprimeva «la nostra vicinanza e il nostro sostegno al pastore», di cui si parlava.
■ Secondo i componenti di tale consiglio di chiesa, la vita privata e il ministero di tale conduttore sono stati così impropriamente invasi. «Con stupore e sconcerto siamo costretti a notare, ancora una volta, che questioni tanto sensibili, e che riguardano l’autonomia della persona, la sua autoconsapevolezza e responsabilità di fede, siano affrontate con atteggiamento di giudizio e con procedure sommariamente amministrative». Si fa capire che la pratica omosessuale di tale pastore sarebbe una faccenda privata che non deve interessare a nessuno, tanto meno alla Federazione Battista Europea.
■ Per loro la questione del «sentimento profondo e umano d’ascolto e solidarietà», che «chiede il rispetto di chiunque», è evidentemente la cosa principale.
■ Riguardo a tale pastore omosessuale, essi prendono posizione contro il «giudizio di riprovazione» o «giudizio d’esclusione» da parte della Federazione Battista Europea e contro «i passi biblici citati per sostenere» tutto ciò; si esprimono parimenti a favore dell’approvazione da parte dell’UCEBI. Contrariamente a tale ammonizione, essi considerano l’omosessualità non come depravazione dell’umanità, così come risulta dai brani biblici, ma come «condizione d’esistenza, d’affetto e di relazione». Quindi essi scusano e approvano l’omosessualità. Nonostante ciò parlano riguardo agli altri di «posizioni di censura» e fanno intendere che essi abbiano un «ascolto fedele» della Parola di Dio. Ricorre più volte il termine «fraintendimento» riguardo alla lettura della Bibbia, che fanno gli altri (ossia la FBE), che sarebbe «distante dallo spirito evangelico».
4. UNA MORALE UMANISTA BIBLICIZZATA: Le cose che mi hanno meravigliato in tale atteggiamento in tali asserzioni sono le seguenti.
■ Non viene lontanamente posta la questione della base biblica della moralità dei cristiani, quindi riguardo alla volontà di Dio e a ciò che «sta scritto» nella Parola di Dio.
■ Non viene neppure posta la questione riguardo al comportamento dei credenti verso i fornicatori (1 Cor 5,11) e a coloro che vivono in un disordine morale (2 Ts 3,6) e creano così scandali (Rm 16,17). Invece di turbarsi verso i fornicatori (1 Cor 5,1ss), ci si indigna verso coloro che pongono la questione: la Federazione Battista Europea!
■ Non viene neppure lontanamente posta la questione biblica secondo cui un credente dev’essere «irreprensibile» (gr. anepílēmptos «non esposto ad assalto, intangibile, integerrimo, perfetto») prima di essere approvato al ministero di conduttore (1 Tm 3,2; Tt 1,6s; cfr. 1 Tm 6,14). Secondo loro si può vivere secondo la condotta dei pagani, ottenebrati di mente (Rm 1,21; Ef 4,17ss), senza che ci sia un prima e un poi riguardo al mutamento della condotta di vita. È scritto invece: «Avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; ad essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente, e a rivestire l’uomo nuovo che è creato all’immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità» (Ef 4,22ss). Nel NT viene ribadito che non bisogna illudersi, visto che gli «ingiusti non erediteranno il regno di Dio» e tra di loro vengono menzionati per primi i fornicatori, poi anche gli adulteri, gli effeminati e i sodomiti (1 Cor 6,9s). Poi viene mostrato il necessario cambiamento fra prima e dopo la conversione: «E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo e mediante lo Spirito del Dio nostro» (v. 11).
■ Il cristianesimo viene ridotto a un sentimentalismo umanistico senza interesse per la verità biblica, a un atteggiamento psicologico senza chiedersi quale sia le cose che sono grate a Dio e quali quelle che Dio ha in abominio. «E quando un uomo si giace con un maschio come uno si giace con una donna, entrambi hanno commesso una cosa abominevole. Devono essere messi a morte. Il loro sangue ricadrà su di loro» (Lv 20,13).
■ Si suggerisce che il loro consenso etico contemporaneo, mutuato dalla morale corrente del mondo, sia lo «spirito evangelico». Non interessa quanto quest’ultimo sia distante dall’etica del nuovo patto come risulta da una lettura del NT, basata su un’esegesi contestuale e rigorosa. È il caso di dire riguardo a tale sedicente «spirito evangelico»: «Provate gli spiriti per vedere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo» (1 Gv 4,1).
■ Come si può concludere tale lettera così: «Orientiamoci tutti e tutte, innanzitutto ed essenzialmente, alla sequela di Gesù Cristo e alla fedeltà a Lui in povertà di spirito»? Seguire Gesù Cristo, significa accettare che le sue parole non passeranno (Mt 24,35). Egli si è espresso anche sulla contaminante fornicazione (Mt 15,19), di cui quella omosessuale è una specie. Il Concilio di Gerusalemme ingiunse di astenersi anche dalla fornicazione (At 15,20.29; 21,25). L’insegnamento degli apostoli era contro ogni specie di fornicazione, anche quella omosessuale. Come si può pretendere di essere fedeli a Cristo, agendo contrariamente all’insegnamento che Lui ha affidato ai suoi apostoli?
5. ASPETTI CONCLUSIVI: La cosa preoccupante è che ciò, che i rappresentanti della chiesa di Cagliari hanno espresso, stia diventando un consenso di non pochi battisti. Più di due decenni fa ci fu una scissione in tale chiesa proprio sul tema dell’omosessualità. Infatti la chiesa battista di Cagliari fu la prima a battezzare un omosessuale dichiarato, non pentito e praticante anche dopo. In seguito a questo vi fu appunto tale scissione. Tutto ciò è raccontato dal gruppo omosessuale militante «Gionata», che è operante fra le chiese della FCEI (federazione di battisti, metodisti e valdesi). Se tale lievito della fornicazione eterosessuale ed omosessuale viene tollerata nelle chiese e diventa consenso, è inevitabile che qui si instaurerà un nuovo modello morale e lì ciò creerà defezioni o spaccature.
Che questo possa portare a quella defezione della fede, chiamata «apostasia» e attesa per la fine dei tempi, mi sembra alquanto probabile. Paolo raccomandava a Timoteo quanto segue: «Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno insegnanti secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole» (2 Tm 4,2ss).
Sembra che tali battisti italiani, trovandosi già sull’orlo del precipizio, siano intenzionati a fare un ulteriore passo avanti…
Per gli approfondimenti degli aspetti etici dell'omosessualità rimandiamo alla seguente sezione: ► Etica: Omosessualità e particolarmente ai seguenti scritti:
► La fornicazione omosessuale {Veglio Jugovac} (A)
► Martin Luther King: un modello da imitare? {Nicola Martella} (A)
► Omosessualità è fornicazione? Parliamone {Nicola Martella} (T)
► Pastore omosessuale in casa UCEBI: Abominio in luogo sacro? {Nicola Martella} (T)
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
20-04-2009; Aggiornamento:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
di Nicola Martella
1. ENTRIAMO IN TEMA: Che in Italia sia stato consacrato un omosessuale a pastore battista appartenente all’UCEBI (Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia), non ne avremmo saputo nulla per via ufficiale, se sul sito della chiesa battista di Cagliari non fosse comparsa una lettera del «Consiglio di Chiesa di Cagliari al Comitato Esecutivo dell’UCEBI», rimproverando l’intervento della Federazione Battista Europea contro tale decisione, incoraggiando il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ad andare avanti in tale via intrapresa ed esprimendo solidarietà a tale pastore omosessuale battista (6 marzo 2009).
Prima di proseguire, premettiamo che non abbiamo dubbi che nelle chiese battiste dell’UCEBI si trovino tanti veri credenti rigenerati dallo Spirito Santo, timorati di Dio, sottomessi alla sua Parola e desiderosi di onorare il nome di Gesù Cristo nella loro propria vita con parole e fatti.
Abbiamo cercato in rete una dichiarazione della Federazione Battista Europea (EBF) o dell’UCEBI, ma non abbiamo trovato nulla in merito. Se la chiesa battista di Cagliari non ne avesse parlato, non ne sapremmo nulla. È probabile che ci sia la volontà che tutto ciò non si sappia.
2. I FATTI EVINTI: Dalla sunnominata lettera del Consiglio di Chiesa di Cagliari risulta quanto segue:
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI deve aver approvato un battista omosessuale al pastorato oppure confermato un pastore battista nel suo ufficio, anche dopo che egli ha ammesso di essere omosessuale. Il nome di tale pastore non viene fatto. Il tutto dev’essere accaduto già nel 2008.
■ La Federazione Battista Europea deve aver mandato uno scritto, in cui disapprova un tale passo del Comitato Esecutivo dell’UCEBI. Il tutto dev’essere accaduto già alla fine del 2008 o all’inizio del 2009. Purtroppo ci sfugge il suo contenuto.
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ha elaborato un documento di difesa il 16 gennaio 2009 e l’ha inviato a tutti i membri dell’EBF. Purtroppo non sappiamo cosa c’è scritto in esso.
■ Segue tale lettera ad Anna Maffei da parte Consiglio di Chiesa di Cagliari. Le posizioni della presidente sulla famiglia tradizionale sono note da tempo (p.es. qui); non meravigliano quindi neppure quelle sull’omosessualità (p.es. qui).
3. CONVINZIONI BATTISTE A CAGLIARI: Nella lettera risulta evidente l’atteggiamento del Consiglio di Chiesa di Cagliari.
■ Esso desiderava «esprimere tutta la nostra solidarietà» al Comitato Esecutivo dell’UCEBI e al suo documento di difesa.
■ Esso esprimeva «la nostra vicinanza e il nostro sostegno al pastore», di cui si parlava.
■ Secondo i componenti di tale consiglio di chiesa, la vita privata e il ministero di tale conduttore sono stati così impropriamente invasi. «Con stupore e sconcerto siamo costretti a notare, ancora una volta, che questioni tanto sensibili, e che riguardano l’autonomia della persona, la sua autoconsapevolezza e responsabilità di fede, siano affrontate con atteggiamento di giudizio e con procedure sommariamente amministrative». Si fa capire che la pratica omosessuale di tale pastore sarebbe una faccenda privata che non deve interessare a nessuno, tanto meno alla Federazione Battista Europea.
■ Per loro la questione del «sentimento profondo e umano d’ascolto e solidarietà», che «chiede il rispetto di chiunque», è evidentemente la cosa principale.
■ Riguardo a tale pastore omosessuale, essi prendono posizione contro il «giudizio di riprovazione» o «giudizio d’esclusione» da parte della Federazione Battista Europea e contro «i passi biblici citati per sostenere» tutto ciò; si esprimono parimenti a favore dell’approvazione da parte dell’UCEBI. Contrariamente a tale ammonizione, essi considerano l’omosessualità non come depravazione dell’umanità, così come risulta dai brani biblici, ma come «condizione d’esistenza, d’affetto e di relazione». Quindi essi scusano e approvano l’omosessualità. Nonostante ciò parlano riguardo agli altri di «posizioni di censura» e fanno intendere che essi abbiano un «ascolto fedele» della Parola di Dio. Ricorre più volte il termine «fraintendimento» riguardo alla lettura della Bibbia, che fanno gli altri (ossia la FBE), che sarebbe «distante dallo spirito evangelico».
4. UNA MORALE UMANISTA BIBLICIZZATA: Le cose che mi hanno meravigliato in tale atteggiamento in tali asserzioni sono le seguenti.
■ Non viene lontanamente posta la questione della base biblica della moralità dei cristiani, quindi riguardo alla volontà di Dio e a ciò che «sta scritto» nella Parola di Dio.
■ Non viene neppure posta la questione riguardo al comportamento dei credenti verso i fornicatori (1 Cor 5,11) e a coloro che vivono in un disordine morale (2 Ts 3,6) e creano così scandali (Rm 16,17). Invece di turbarsi verso i fornicatori (1 Cor 5,1ss), ci si indigna verso coloro che pongono la questione: la Federazione Battista Europea!
■ Non viene neppure lontanamente posta la questione biblica secondo cui un credente dev’essere «irreprensibile» (gr. anepílēmptos «non esposto ad assalto, intangibile, integerrimo, perfetto») prima di essere approvato al ministero di conduttore (1 Tm 3,2; Tt 1,6s; cfr. 1 Tm 6,14). Secondo loro si può vivere secondo la condotta dei pagani, ottenebrati di mente (Rm 1,21; Ef 4,17ss), senza che ci sia un prima e un poi riguardo al mutamento della condotta di vita. È scritto invece: «Avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; ad essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente, e a rivestire l’uomo nuovo che è creato all’immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità» (Ef 4,22ss). Nel NT viene ribadito che non bisogna illudersi, visto che gli «ingiusti non erediteranno il regno di Dio» e tra di loro vengono menzionati per primi i fornicatori, poi anche gli adulteri, gli effeminati e i sodomiti (1 Cor 6,9s). Poi viene mostrato il necessario cambiamento fra prima e dopo la conversione: «E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo e mediante lo Spirito del Dio nostro» (v. 11).
■ Il cristianesimo viene ridotto a un sentimentalismo umanistico senza interesse per la verità biblica, a un atteggiamento psicologico senza chiedersi quale sia le cose che sono grate a Dio e quali quelle che Dio ha in abominio. «E quando un uomo si giace con un maschio come uno si giace con una donna, entrambi hanno commesso una cosa abominevole. Devono essere messi a morte. Il loro sangue ricadrà su di loro» (Lv 20,13).
■ Si suggerisce che il loro consenso etico contemporaneo, mutuato dalla morale corrente del mondo, sia lo «spirito evangelico». Non interessa quanto quest’ultimo sia distante dall’etica del nuovo patto come risulta da una lettura del NT, basata su un’esegesi contestuale e rigorosa. È il caso di dire riguardo a tale sedicente «spirito evangelico»: «Provate gli spiriti per vedere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo» (1 Gv 4,1).
■ Come si può concludere tale lettera così: «Orientiamoci tutti e tutte, innanzitutto ed essenzialmente, alla sequela di Gesù Cristo e alla fedeltà a Lui in povertà di spirito»? Seguire Gesù Cristo, significa accettare che le sue parole non passeranno (Mt 24,35). Egli si è espresso anche sulla contaminante fornicazione (Mt 15,19), di cui quella omosessuale è una specie. Il Concilio di Gerusalemme ingiunse di astenersi anche dalla fornicazione (At 15,20.29; 21,25). L’insegnamento degli apostoli era contro ogni specie di fornicazione, anche quella omosessuale. Come si può pretendere di essere fedeli a Cristo, agendo contrariamente all’insegnamento che Lui ha affidato ai suoi apostoli?
5. ASPETTI CONCLUSIVI: La cosa preoccupante è che ciò, che i rappresentanti della chiesa di Cagliari hanno espresso, stia diventando un consenso di non pochi battisti. Più di due decenni fa ci fu una scissione in tale chiesa proprio sul tema dell’omosessualità. Infatti la chiesa battista di Cagliari fu la prima a battezzare un omosessuale dichiarato, non pentito e praticante anche dopo. In seguito a questo vi fu appunto tale scissione. Tutto ciò è raccontato dal gruppo omosessuale militante «Gionata», che è operante fra le chiese della FCEI (federazione di battisti, metodisti e valdesi). Se tale lievito della fornicazione eterosessuale ed omosessuale viene tollerata nelle chiese e diventa consenso, è inevitabile che qui si instaurerà un nuovo modello morale e lì ciò creerà defezioni o spaccature.
Che questo possa portare a quella defezione della fede, chiamata «apostasia» e attesa per la fine dei tempi, mi sembra alquanto probabile. Paolo raccomandava a Timoteo quanto segue: «Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno insegnanti secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole» (2 Tm 4,2ss).
Sembra che tali battisti italiani, trovandosi già sull’orlo del precipizio, siano intenzionati a fare un ulteriore passo avanti…
Per gli approfondimenti degli aspetti etici dell'omosessualità rimandiamo alla seguente sezione: ► Etica: Omosessualità e particolarmente ai seguenti scritti:
► La fornicazione omosessuale {Veglio Jugovac} (A)
► Martin Luther King: un modello da imitare? {Nicola Martella} (A)
► Omosessualità è fornicazione? Parliamone {Nicola Martella} (T)
► Pastore omosessuale in casa UCEBI: Abominio in luogo sacro? {Nicola Martella} (T)
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
20-04-2009; Aggiornamento:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
martedì 21 aprile 2009
PASTORE OMOSESSUALE IN CASA UCEBI
PASTORE OMOSESSUALE IN CASA UCEBI
di Nicola Martella
1. ENTRIAMO IN TEMA: Che in Italia sia stato consacrato un omosessuale a pastore battista appartenente all’UCEBI (Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia), non ne avremmo saputo nulla per via ufficiale, se sul sito della chiesa battista di Cagliari non fosse comparsa una lettera del «Consiglio di Chiesa di Cagliari al Comitato Esecutivo dell’UCEBI», rimproverando l’intervento della Federazione Battista Europea contro tale decisione, incoraggiando il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ad andare avanti in tale via intrapresa ed esprimendo solidarietà a tale pastore omosessuale battista (6 marzo 2009).
Prima di proseguire, premettiamo che non abbiamo dubbi che nelle chiese battiste dell’UCEBI si trovino tanti veri credenti rigenerati dallo Spirito Santo, timorati di Dio, sottomessi alla sua Parola e desiderosi di onorare il nome di Gesù Cristo nella loro propria vita con parole e fatti.
Abbiamo cercato in rete una dichiarazione della Federazione Battista Europea (EBF) o dell’UCEBI, ma non abbiamo trovato nulla in merito. Se la chiesa battista di Cagliari non ne avesse parlato, non ne sapremmo nulla. È probabile che ci sia la volontà che tutto ciò non si sappia.
2. I FATTI EVINTI: Dalla sunnominata lettera del Consiglio di Chiesa di Cagliari risulta quanto segue:
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI deve aver approvato un battista omosessuale al pastorato oppure confermato un pastore battista nel suo ufficio, anche dopo che egli ha ammesso di essere omosessuale. Il nome di tale pastore non viene fatto. Il tutto dev’essere accaduto già nel 2008.
■ La Federazione Battista Europea deve aver mandato uno scritto, in cui disapprova un tale passo del Comitato Esecutivo dell’UCEBI. Il tutto dev’essere accaduto già alla fine del 2008 o all’inizio del 2009. Purtroppo ci sfugge il suo contenuto.
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ha elaborato un documento di difesa il 16 gennaio 2009 e l’ha inviato a tutti i membri dell’EBF. Purtroppo non sappiamo cosa c’è scritto in esso.
■ Segue tale lettera ad Anna Maffei da parte Consiglio di Chiesa di Cagliari. Le posizioni della presidente sulla famiglia tradizionale sono note da tempo (p.es. qui); non meravigliano quindi neppure quelle sull’omosessualità (p.es. qui).
3. CONVINZIONI BATTISTE A CAGLIARI: Nella lettera risulta evidente l’atteggiamento del Consiglio di Chiesa di Cagliari.
■ Esso desiderava «esprimere tutta la nostra solidarietà» al Comitato Esecutivo dell’UCEBI e al suo documento di difesa.
■ Esso esprimeva «la nostra vicinanza e il nostro sostegno al pastore», di cui si parlava.
■ Secondo i componenti di tale consiglio di chiesa, la vita privata e il ministero di tale conduttore sono stati così impropriamente invasi. «Con stupore e sconcerto siamo costretti a notare, ancora una volta, che questioni tanto sensibili, e che riguardano l’autonomia della persona, la sua autoconsapevolezza e responsabilità di fede, siano affrontate con atteggiamento di giudizio e con procedure sommariamente amministrative». Si fa capire che la pratica omosessuale di tale pastore sarebbe una faccenda privata che non deve interessare a nessuno, tanto meno alla Federazione Battista Europea.
■ Per loro la questione del «sentimento profondo e umano d’ascolto e solidarietà», che «chiede il rispetto di chiunque», è evidentemente la cosa principale.
■ Riguardo a tale pastore omosessuale, essi prendono posizione contro il «giudizio di riprovazione» o «giudizio d’esclusione» da parte della Federazione Battista Europea e contro «i passi biblici citati per sostenere» tutto ciò; si esprimono parimenti a favore dell’approvazione da parte dell’UCEBI. Contrariamente a tale ammonizione, essi considerano l’omosessualità non come depravazione dell’umanità, così come risulta dai brani biblici, ma come «condizione d’esistenza, d’affetto e di relazione». Quindi essi scusano e approvano l’omosessualità. Nonostante ciò parlano riguardo agli altri di «posizioni di censura» e fanno intendere che essi abbiano un «ascolto fedele» della Parola di Dio. Ricorre più volte il termine «fraintendimento» riguardo alla lettura della Bibbia, che fanno gli altri (ossia la FBE), che sarebbe «distante dallo spirito evangelico».
4. UNA MORALE UMANISTA BIBLICIZZATA: Le cose che mi hanno meravigliato in tale atteggiamento in tali asserzioni sono le seguenti.
■ Non viene lontanamente posta la questione della base biblica della moralità dei cristiani, quindi riguardo alla volontà di Dio e a ciò che «sta scritto» nella Parola di Dio.
■ Non viene neppure posta la questione riguardo al comportamento dei credenti verso i fornicatori (1 Cor 5,11) e a coloro che vivono in un disordine morale (2 Ts 3,6) e creano così scandali (Rm 16,17). Invece di turbarsi verso i fornicatori (1 Cor 5,1ss), ci si indigna verso coloro che pongono la questione: la Federazione Battista Europea!
■ Non viene neppure lontanamente posta la questione biblica secondo cui un credente dev’essere «irreprensibile» (gr. anepílēmptos «non esposto ad assalto, intangibile, integerrimo, perfetto») prima di essere approvato al ministero di conduttore (1 Tm 3,2; Tt 1,6s; cfr. 1 Tm 6,14). Secondo loro si può vivere secondo la condotta dei pagani, ottenebrati di mente (Rm 1,21; Ef 4,17ss), senza che ci sia un prima e un poi riguardo al mutamento della condotta di vita. È scritto invece: «Avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; ad essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente, e a rivestire l’uomo nuovo che è creato all’immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità» (Ef 4,22ss). Nel NT viene ribadito che non bisogna illudersi, visto che gli «ingiusti non erediteranno il regno di Dio» e tra di loro vengono menzionati per primi i fornicatori, poi anche gli adulteri, gli effeminati e i sodomiti (1 Cor 6,9s). Poi viene mostrato il necessario cambiamento fra prima e dopo la conversione: «E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo e mediante lo Spirito del Dio nostro» (v. 11).
■ Il cristianesimo viene ridotto a un sentimentalismo umanistico senza interesse per la verità biblica, a un atteggiamento psicologico senza chiedersi quale sia le cose che sono grate a Dio e quali quelle che Dio ha in abominio. «E quando un uomo si giace con un maschio come uno si giace con una donna, entrambi hanno commesso una cosa abominevole. Devono essere messi a morte. Il loro sangue ricadrà su di loro» (Lv 20,13).
■ Si suggerisce che il loro consenso etico contemporaneo, mutuato dalla morale corrente del mondo, sia lo «spirito evangelico». Non interessa quanto quest’ultimo sia distante dall’etica del nuovo patto come risulta da una lettura del NT, basata su un’esegesi contestuale e rigorosa. È il caso di dire riguardo a tale sedicente «spirito evangelico»: «Provate gli spiriti per vedere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo» (1 Gv 4,1).
■ Come si può concludere tale lettera così: «Orientiamoci tutti e tutte, innanzitutto ed essenzialmente, alla sequela di Gesù Cristo e alla fedeltà a Lui in povertà di spirito»? Seguire Gesù Cristo, significa accettare che le sue parole non passeranno (Mt 24,35). Egli si è espresso anche sulla contaminante fornicazione (Mt 15,19), di cui quella omosessuale è una specie. Il Concilio di Gerusalemme ingiunse di astenersi anche dalla fornicazione (At 15,20.29; 21,25). L’insegnamento degli apostoli era contro ogni specie di fornicazione, anche quella omosessuale. Come si può pretendere di essere fedeli a Cristo, agendo contrariamente all’insegnamento che Lui ha affidato ai suoi apostoli?
5. ASPETTI CONCLUSIVI: La cosa preoccupante è che ciò, che i rappresentanti della chiesa di Cagliari hanno espresso, stia diventando un consenso di non pochi battisti. Più di due decenni fa ci fu una scissione in tale chiesa proprio sul tema dell’omosessualità. Infatti la chiesa battista di Cagliari fu la prima a battezzare un omosessuale dichiarato, non pentito e praticante anche dopo. In seguito a questo vi fu appunto tale scissione. Tutto ciò è raccontato dal gruppo omosessuale militante «Gionata», che è operante fra le chiese della FCEI (federazione di battisti, metodisti e valdesi). Se tale lievito della fornicazione eterosessuale ed omosessuale viene tollerata nelle chiese e diventa consenso, è inevitabile che qui si instaurerà un nuovo modello morale e lì ciò creerà defezioni o spaccature.
Che questo possa portare a quella defezione della fede, chiamata «apostasia» e attesa per la fine dei tempi, mi sembra alquanto probabile. Paolo raccomandava a Timoteo quanto segue: «Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno insegnanti secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole» (2 Tm 4,2ss).
Sembra che tali battisti italiani, trovandosi già sull’orlo del precipizio, siano intenzionati a fare un ulteriore passo avanti…
Per gli approfondimenti degli aspetti etici dell'omosessualità rimandiamo alla seguente sezione: ► Etica: Omosessualità e particolarmente ai seguenti scritti:
► La fornicazione omosessuale {Veglio Jugovac} (A)
► Martin Luther King: un modello da imitare? {Nicola Martella} (A)
► Omosessualità è fornicazione? Parliamone {Nicola Martella} (T)
► Pastore omosessuale in casa UCEBI: Abominio in luogo sacro? {Nicola Martella} (T)
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
20-04-2009; Aggiornamento:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
di Nicola Martella
1. ENTRIAMO IN TEMA: Che in Italia sia stato consacrato un omosessuale a pastore battista appartenente all’UCEBI (Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia), non ne avremmo saputo nulla per via ufficiale, se sul sito della chiesa battista di Cagliari non fosse comparsa una lettera del «Consiglio di Chiesa di Cagliari al Comitato Esecutivo dell’UCEBI», rimproverando l’intervento della Federazione Battista Europea contro tale decisione, incoraggiando il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ad andare avanti in tale via intrapresa ed esprimendo solidarietà a tale pastore omosessuale battista (6 marzo 2009).
Prima di proseguire, premettiamo che non abbiamo dubbi che nelle chiese battiste dell’UCEBI si trovino tanti veri credenti rigenerati dallo Spirito Santo, timorati di Dio, sottomessi alla sua Parola e desiderosi di onorare il nome di Gesù Cristo nella loro propria vita con parole e fatti.
Abbiamo cercato in rete una dichiarazione della Federazione Battista Europea (EBF) o dell’UCEBI, ma non abbiamo trovato nulla in merito. Se la chiesa battista di Cagliari non ne avesse parlato, non ne sapremmo nulla. È probabile che ci sia la volontà che tutto ciò non si sappia.
2. I FATTI EVINTI: Dalla sunnominata lettera del Consiglio di Chiesa di Cagliari risulta quanto segue:
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI deve aver approvato un battista omosessuale al pastorato oppure confermato un pastore battista nel suo ufficio, anche dopo che egli ha ammesso di essere omosessuale. Il nome di tale pastore non viene fatto. Il tutto dev’essere accaduto già nel 2008.
■ La Federazione Battista Europea deve aver mandato uno scritto, in cui disapprova un tale passo del Comitato Esecutivo dell’UCEBI. Il tutto dev’essere accaduto già alla fine del 2008 o all’inizio del 2009. Purtroppo ci sfugge il suo contenuto.
■ Il Comitato Esecutivo dell’UCEBI ha elaborato un documento di difesa il 16 gennaio 2009 e l’ha inviato a tutti i membri dell’EBF. Purtroppo non sappiamo cosa c’è scritto in esso.
■ Segue tale lettera ad Anna Maffei da parte Consiglio di Chiesa di Cagliari. Le posizioni della presidente sulla famiglia tradizionale sono note da tempo (p.es. qui); non meravigliano quindi neppure quelle sull’omosessualità (p.es. qui).
3. CONVINZIONI BATTISTE A CAGLIARI: Nella lettera risulta evidente l’atteggiamento del Consiglio di Chiesa di Cagliari.
■ Esso desiderava «esprimere tutta la nostra solidarietà» al Comitato Esecutivo dell’UCEBI e al suo documento di difesa.
■ Esso esprimeva «la nostra vicinanza e il nostro sostegno al pastore», di cui si parlava.
■ Secondo i componenti di tale consiglio di chiesa, la vita privata e il ministero di tale conduttore sono stati così impropriamente invasi. «Con stupore e sconcerto siamo costretti a notare, ancora una volta, che questioni tanto sensibili, e che riguardano l’autonomia della persona, la sua autoconsapevolezza e responsabilità di fede, siano affrontate con atteggiamento di giudizio e con procedure sommariamente amministrative». Si fa capire che la pratica omosessuale di tale pastore sarebbe una faccenda privata che non deve interessare a nessuno, tanto meno alla Federazione Battista Europea.
■ Per loro la questione del «sentimento profondo e umano d’ascolto e solidarietà», che «chiede il rispetto di chiunque», è evidentemente la cosa principale.
■ Riguardo a tale pastore omosessuale, essi prendono posizione contro il «giudizio di riprovazione» o «giudizio d’esclusione» da parte della Federazione Battista Europea e contro «i passi biblici citati per sostenere» tutto ciò; si esprimono parimenti a favore dell’approvazione da parte dell’UCEBI. Contrariamente a tale ammonizione, essi considerano l’omosessualità non come depravazione dell’umanità, così come risulta dai brani biblici, ma come «condizione d’esistenza, d’affetto e di relazione». Quindi essi scusano e approvano l’omosessualità. Nonostante ciò parlano riguardo agli altri di «posizioni di censura» e fanno intendere che essi abbiano un «ascolto fedele» della Parola di Dio. Ricorre più volte il termine «fraintendimento» riguardo alla lettura della Bibbia, che fanno gli altri (ossia la FBE), che sarebbe «distante dallo spirito evangelico».
4. UNA MORALE UMANISTA BIBLICIZZATA: Le cose che mi hanno meravigliato in tale atteggiamento in tali asserzioni sono le seguenti.
■ Non viene lontanamente posta la questione della base biblica della moralità dei cristiani, quindi riguardo alla volontà di Dio e a ciò che «sta scritto» nella Parola di Dio.
■ Non viene neppure posta la questione riguardo al comportamento dei credenti verso i fornicatori (1 Cor 5,11) e a coloro che vivono in un disordine morale (2 Ts 3,6) e creano così scandali (Rm 16,17). Invece di turbarsi verso i fornicatori (1 Cor 5,1ss), ci si indigna verso coloro che pongono la questione: la Federazione Battista Europea!
■ Non viene neppure lontanamente posta la questione biblica secondo cui un credente dev’essere «irreprensibile» (gr. anepílēmptos «non esposto ad assalto, intangibile, integerrimo, perfetto») prima di essere approvato al ministero di conduttore (1 Tm 3,2; Tt 1,6s; cfr. 1 Tm 6,14). Secondo loro si può vivere secondo la condotta dei pagani, ottenebrati di mente (Rm 1,21; Ef 4,17ss), senza che ci sia un prima e un poi riguardo al mutamento della condotta di vita. È scritto invece: «Avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; ad essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente, e a rivestire l’uomo nuovo che è creato all’immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità» (Ef 4,22ss). Nel NT viene ribadito che non bisogna illudersi, visto che gli «ingiusti non erediteranno il regno di Dio» e tra di loro vengono menzionati per primi i fornicatori, poi anche gli adulteri, gli effeminati e i sodomiti (1 Cor 6,9s). Poi viene mostrato il necessario cambiamento fra prima e dopo la conversione: «E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo e mediante lo Spirito del Dio nostro» (v. 11).
■ Il cristianesimo viene ridotto a un sentimentalismo umanistico senza interesse per la verità biblica, a un atteggiamento psicologico senza chiedersi quale sia le cose che sono grate a Dio e quali quelle che Dio ha in abominio. «E quando un uomo si giace con un maschio come uno si giace con una donna, entrambi hanno commesso una cosa abominevole. Devono essere messi a morte. Il loro sangue ricadrà su di loro» (Lv 20,13).
■ Si suggerisce che il loro consenso etico contemporaneo, mutuato dalla morale corrente del mondo, sia lo «spirito evangelico». Non interessa quanto quest’ultimo sia distante dall’etica del nuovo patto come risulta da una lettura del NT, basata su un’esegesi contestuale e rigorosa. È il caso di dire riguardo a tale sedicente «spirito evangelico»: «Provate gli spiriti per vedere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo» (1 Gv 4,1).
■ Come si può concludere tale lettera così: «Orientiamoci tutti e tutte, innanzitutto ed essenzialmente, alla sequela di Gesù Cristo e alla fedeltà a Lui in povertà di spirito»? Seguire Gesù Cristo, significa accettare che le sue parole non passeranno (Mt 24,35). Egli si è espresso anche sulla contaminante fornicazione (Mt 15,19), di cui quella omosessuale è una specie. Il Concilio di Gerusalemme ingiunse di astenersi anche dalla fornicazione (At 15,20.29; 21,25). L’insegnamento degli apostoli era contro ogni specie di fornicazione, anche quella omosessuale. Come si può pretendere di essere fedeli a Cristo, agendo contrariamente all’insegnamento che Lui ha affidato ai suoi apostoli?
5. ASPETTI CONCLUSIVI: La cosa preoccupante è che ciò, che i rappresentanti della chiesa di Cagliari hanno espresso, stia diventando un consenso di non pochi battisti. Più di due decenni fa ci fu una scissione in tale chiesa proprio sul tema dell’omosessualità. Infatti la chiesa battista di Cagliari fu la prima a battezzare un omosessuale dichiarato, non pentito e praticante anche dopo. In seguito a questo vi fu appunto tale scissione. Tutto ciò è raccontato dal gruppo omosessuale militante «Gionata», che è operante fra le chiese della FCEI (federazione di battisti, metodisti e valdesi). Se tale lievito della fornicazione eterosessuale ed omosessuale viene tollerata nelle chiese e diventa consenso, è inevitabile che qui si instaurerà un nuovo modello morale e lì ciò creerà defezioni o spaccature.
Che questo possa portare a quella defezione della fede, chiamata «apostasia» e attesa per la fine dei tempi, mi sembra alquanto probabile. Paolo raccomandava a Timoteo quanto segue: «Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno insegnanti secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole» (2 Tm 4,2ss).
Sembra che tali battisti italiani, trovandosi già sull’orlo del precipizio, siano intenzionati a fare un ulteriore passo avanti…
Per gli approfondimenti degli aspetti etici dell'omosessualità rimandiamo alla seguente sezione: ► Etica: Omosessualità e particolarmente ai seguenti scritti:
► La fornicazione omosessuale {Veglio Jugovac} (A)
► Martin Luther King: un modello da imitare? {Nicola Martella} (A)
► Omosessualità è fornicazione? Parliamone {Nicola Martella} (T)
► Pastore omosessuale in casa UCEBI: Abominio in luogo sacro? {Nicola Martella} (T)
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
20-04-2009; Aggiornamento:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Pastore_omosex_ucebi_EnB.htm
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