TG.COM
Pedofilia, 7 anni e mezzo a parroco
17/2/2011
Savona, abusò sessualmente di 11enne
Sette anni e otto mesi di reclusione, 190mila euro di risarcimento alla vittima, adesso 12enne, e alla madre, interdizione perpetua dai pubblici uffici a fini educativi. E' la condanna inflitta dal tribunale di Savona, dopo circa due ore di camera di Consiglio, a don Luciano Massaferro, 46 anni, parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio. L'uomo è stato accusato di molestie sessuali nei confronti della giovane chierichetta, allora 11enne.
Don Massaferro, 46 anni, era stato arrestato il 29 dicembre 2009 dalla squadra mobile della Questura di Savona e dai colleghi del locale commissariato di polizia di Alassio.
L'indagine era nata dopo la segnalazione dei medici del Gaslini di Genova, dove era stata ricoverata la bambina, all'epoca undicenne. L'attività investigativa della squadra mobile è durata un mese e mezzo. Poi il clamoroso arresto e la detenzione prima a Chiavari e poi a Sanremo.
Nel settembre 2010 il sacerdote aveva ottenuto i domiciliari e, dopo un periodo trascorso in un convento di Diano Castello, a gennaio aveva fatto ritorno nella canonica della parrocchia di Alassio, dove ha atteso la sentenza. I legali di don Luciano, Mauro Ronco e Alessandro Chirivì hanno preannunciato che ricorreranno in appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo503506.shtml
ARTICOLI E NOTIZIE RIGUARDO L'APOSTASIA CHE STA ENTRANDO IN TUTTE LE CHIESE CRISTIANE
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lunedì 21 febbraio 2011
venerdì 23 luglio 2010
Pedofilia,da S.Sede norme più dure
Pedofilia,da S.Sede norme più dure
15/7/2010
La prescrizione passa da 10 a 20 anni
Per combattere con maggiore efficiacia la pedofilia, il Vaticano vara norme più severe. La prescrizione per questi reati passa da dieci a vent'anni, gli abusi sessuali su handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce nel codice il "delitto di pedopornografia". Sono queste alcune delle modifiche al documento "Delicta graviora" che era stato elaborato dalla Santa Sede nel 2001. Previste procedure più rapide per i casi gravi.
Le nuove norme sugli abusi sessuali pubblicate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, spiega il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, "prevedono in particolare procedure più rapide per affrontare con efficacia le situazioni più urgenti e gravi, permettono l'inserimento di laici nel personale dei tribunali ed equiparano l'abuso su persone con limitato uso di ragione a quello sui minori".
"Si ripropone - aggiunge Lombardi - la normativa sulla confidenzialità dei processi, a tutela della dignità di tutte le persone coinvolte". Inoltre, precisa il portavoce vaticano, "trattandosi di norme interne all'ordinamento canonico, di competenza cioé della Chiesa, non trattano l'argomento della denuncia alle autorità civili".
"Tuttavia - chiarisce Lombardi - l'adempimento di quanto previsto dalle leggi civili fa parte delle indicazioni impartite dalla Congregazione per la Dottrina della Fede fin dalle fasi preliminari della trattazione dei casi di abuso, come risulta dalle 'Linee guida' già pubblicate in merito".
La Congregazione per la Dottrina della Fede "sta anche lavorando a ulteriori indicazioni per gli episcopati, affinché le direttive da essi emanate in tema di abusi sessuali su minori da parte del clero o in istituzioni connesse con la Chiesa siano sempre più rigorose, coerenti ed efficaci".
Nei delitti contro la fede e in quelli "più gravi" contro i costumi e la morale (in cui rientra la pedofilia), infine, secondo la nuova normativa la Congregazione per la Dottrina della fede "ha il diritto" di giudicare anche i cardinali.
Nuove competenze anche su donne prete
La Congregazione per la Dottrina della Fede acquista competenza, come tribunale di secondo grado, a occuparsi dei delitti di eresia, scisma, apostasia, e il reato (all'interno della Chiesa cattolica) dell'ordinazione delle donne prete. E' quanto stabiliscono le norme vaticane che rivedono il documento sui "Delicta Graviora", pubblicato nel 2001, lo aggiornano nella parte della lotta alla pedofilia e e attribuiscono al dicastero della fede nuove competenze caso di appello.
Il tentativo di ordinare le donne prete è un delitto gravissimo contro la fede, e per tale motivo, se ne occuperà, in appello, l'ex Sant'Uffizio. Tuttavia, nel presentare le nuove regole che aggiornano il documento del 2001 sui "Delicta Graviora", i responsabili della Santa Sede hanno precisato che si tratta di un delitto "gravissimo" contro la fede, ma non può essere equiparato a quelli di pedofilia, che riguardano la dimensione morale.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo486406.shtml
15/7/2010
La prescrizione passa da 10 a 20 anni
Per combattere con maggiore efficiacia la pedofilia, il Vaticano vara norme più severe. La prescrizione per questi reati passa da dieci a vent'anni, gli abusi sessuali su handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce nel codice il "delitto di pedopornografia". Sono queste alcune delle modifiche al documento "Delicta graviora" che era stato elaborato dalla Santa Sede nel 2001. Previste procedure più rapide per i casi gravi.
Le nuove norme sugli abusi sessuali pubblicate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, spiega il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, "prevedono in particolare procedure più rapide per affrontare con efficacia le situazioni più urgenti e gravi, permettono l'inserimento di laici nel personale dei tribunali ed equiparano l'abuso su persone con limitato uso di ragione a quello sui minori".
"Si ripropone - aggiunge Lombardi - la normativa sulla confidenzialità dei processi, a tutela della dignità di tutte le persone coinvolte". Inoltre, precisa il portavoce vaticano, "trattandosi di norme interne all'ordinamento canonico, di competenza cioé della Chiesa, non trattano l'argomento della denuncia alle autorità civili".
"Tuttavia - chiarisce Lombardi - l'adempimento di quanto previsto dalle leggi civili fa parte delle indicazioni impartite dalla Congregazione per la Dottrina della Fede fin dalle fasi preliminari della trattazione dei casi di abuso, come risulta dalle 'Linee guida' già pubblicate in merito".
La Congregazione per la Dottrina della Fede "sta anche lavorando a ulteriori indicazioni per gli episcopati, affinché le direttive da essi emanate in tema di abusi sessuali su minori da parte del clero o in istituzioni connesse con la Chiesa siano sempre più rigorose, coerenti ed efficaci".
Nei delitti contro la fede e in quelli "più gravi" contro i costumi e la morale (in cui rientra la pedofilia), infine, secondo la nuova normativa la Congregazione per la Dottrina della fede "ha il diritto" di giudicare anche i cardinali.
Nuove competenze anche su donne prete
La Congregazione per la Dottrina della Fede acquista competenza, come tribunale di secondo grado, a occuparsi dei delitti di eresia, scisma, apostasia, e il reato (all'interno della Chiesa cattolica) dell'ordinazione delle donne prete. E' quanto stabiliscono le norme vaticane che rivedono il documento sui "Delicta Graviora", pubblicato nel 2001, lo aggiornano nella parte della lotta alla pedofilia e e attribuiscono al dicastero della fede nuove competenze caso di appello.
Il tentativo di ordinare le donne prete è un delitto gravissimo contro la fede, e per tale motivo, se ne occuperà, in appello, l'ex Sant'Uffizio. Tuttavia, nel presentare le nuove regole che aggiornano il documento del 2001 sui "Delicta Graviora", i responsabili della Santa Sede hanno precisato che si tratta di un delitto "gravissimo" contro la fede, ma non può essere equiparato a quelli di pedofilia, che riguardano la dimensione morale.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo486406.shtml
lunedì 17 maggio 2010
Pedofilia:risarcimento da chiesa Vermont
Pedofilia:risarcimento da chiesa Vermont
20 mln a vittime per una trentina di casi che coinvolgono preti
15 maggio, 09:28
(ANSA) - WASHINGTON, 15 MAG - La Chiesa cattolica del Vermont paghera' 20 milioni di dollari di risarcimento per una trentina di casi riguardanti preti pedofili. L'accordo prevede un risarcimento per 17,65 milioni di dollari nei confronti di 26 persone che avevano collettivamente presentato denuncia, che ora sara' lasciata cadere. L'intesa prevede un ulteriore risarcimento di circa 3 milioni di dollari per non procedere con una serie di altre cause che aveva gia' raggiunto l'appello.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/05/15/visualizza_new.html_1792956977.html
20 mln a vittime per una trentina di casi che coinvolgono preti
15 maggio, 09:28
(ANSA) - WASHINGTON, 15 MAG - La Chiesa cattolica del Vermont paghera' 20 milioni di dollari di risarcimento per una trentina di casi riguardanti preti pedofili. L'accordo prevede un risarcimento per 17,65 milioni di dollari nei confronti di 26 persone che avevano collettivamente presentato denuncia, che ora sara' lasciata cadere. L'intesa prevede un ulteriore risarcimento di circa 3 milioni di dollari per non procedere con una serie di altre cause che aveva gia' raggiunto l'appello.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/05/15/visualizza_new.html_1792956977.html
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mercoledì 14 aprile 2010
LA SACRA BIBBIA VIETA LA PEDOFILIA
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
LA SACRA BIBBIA VIETA LA PEDOFILIA
****************************************************************
Oggi molti giornalisti si improvvisano teologi, ma sensa conoscenza delle Sacre Scritture si commettono gravi errori.
Ecco cosa scrive Miriam Della Croce:
Il peccato della pedofilia nella Bibbia è un peccato inesistente
martedì 13 aprile 2010
di miriam della croce
A seguito della mia lettera qui pubblicata, con titolo: “Evangelico errore di noti scrittori”, e uscita poi su La Repubblica il giorno 7 aprile col titolo: “Quel passo del Vangelo male intepretato”, ho ricevuto dal giornalista Piero Schiavello de’ La Repubblica, la seguente mail:
Gentile Della Croce, dopo aver pubblicato la sua lettera continuano le interpretazioni diverse dalla sua sul passo del Vangelo. Ora anche il nostro editorialista Mancuso, uno studioso specialista come lei. Da non specialista, come molti lettori, non so più cosa pensare.
cordialmente
p.schiavello
Ed ecco la mia risposta, che ho inviato ieri a Piero Schiavello, e per conoscenza ad Augias, a Vito Mancuso, e a qualche lettore ancora non persuaso.
Il peccato della pedofilia nella Bibbia è inesistente
Gentile dott. Piero Schiavello, sono stata alcuni giorni lontano da Roma e dal computer, e per questo rispondo solo oggi alla sua cortese lettera. Non ho letto lo scritto di Vito Mancuso, e quindi non posso dare un parere in merito, però sarebbe grave che il noto teologo avesse commesso l’errore da me rilevato. Immagino che Mancuso abbia parlato degli scandali in genere; perché vede, dott. Schiavello, il fatto è che non c’è un bel nulla da interpretare; basta leggere ciò che i sinottici (Marco, Matteo e Luca) riportano chiaramente. Ma lei deve anche sapere che il peccato della pedofilia nella Bibbia (Antico e Nuovo Testamento) è inesistente. Le trascrivo un passo del Talmud (Sanhedrin 55b, 69a) che, confesso, prendo tale e quale, e quindi con beneficio d’inventario, da internet: “Le bambine portano dura punizione su coloro che hanno rapporti con esse quando sono mestruate”.
Ciò significa che il peccato consisteva solo nel fatto di essersi contaminati col sangue mestruale. E ancora: “Quando un adulto ha rapporto con una bambina, è nulla; perché quando la bambina ha meno di tre anni, ciò è come se uno ficca un dito in un occhio. Le lacrime vanno e vengono; così la verginità torna a una bambina sotto i tre anni” (Ketuboth 11b).
Ma, a parte ciò, vogliamo leggere i sinottici? Matteo (18,6): “Ma se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare”. Ed ecco il commento di P.Rossano: “I piccoli sono i seguaci di Cristo, senza preminenza né appoggi umani, perciò più esposti ai pericoli dello scadalo, per altro inevitabile, data la proclività al male della natura umana” (La Bibbia – Edizioni Paoline 1990). Marco (9,42): “Chi poi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui…”. Luca (17, 1s): “E’ inevitabile che succedano scandali; però guai a colui che li provoca. E’ meglio per lui che gli sia appesa al collo…piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli”. Ed ecco il commento di F. Pasquero: “Lo scandalo è conseguenza della corruzione della natura umana. Qui non si tratta di un cattivo esempio sul piano morale, ma ben più gravemente di una condotta che minaccia di traviare i piccoli, cioè quelli ancora deboli nella fede” (La Bibbia – Edizioni Paoline 1990).
Spero di essere stata esauriente.
Miriam Della Croce
P.S. Preciso che non interpreto i testi sacri. Mi sono limitata a leggere il testo tradotto di diversi vangeli commentati e le note relative al versetto in questione. Affermare che lo scandalo della pedofilia fosse nella mente degli evangelisti, mi sembra uno scandalo storico!
http://www.reset-italia.net/2010/04/13/il-peccato-della-pedofilia-nella-bibbia-e-un-peccato-inesistente/
**************************************************************************************************************************
Per quanto riguarda il Vecchio Testamento, vieta i rapporti fuori del matrimonio o concubinato, le fornicazioni e gli adulteri;
Esodo: 20,14; Deuteromonio: 5,18.
Anche il Nuovo Testamento vieta i rapporti fuori dal matrimonio;
"Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo" (1 Corinzi 6:18).
"Né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari... Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro - che è un idolatra - ha eredità nel regno di Cristo e di Dio" (Efesini 5:3-5).
"Questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione, che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore, senza abbandonarsi a passioni disordinate" (1 Tessalonicesi 4:3-5).
"Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio" (Galati 5:19-21).
"Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese" (Apocalisse 22:13-15).
****************************************************************************
Per quanto riguardo il Nuovo Testamento e la pedofilia ecco un buon articolo:
14 04 2010
Pedofilia e Vangelo
Leggo con sconcerto che su Repubblica del 7 aprile è apparso un commento di Miriam Della Croce dal titolo "Quel passo del Vangelo mal interpretato" (clicca qui). Riporto anzitutto il brano di Matteo (cap. 18, vers. 6): "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare".
La Della Croce dice che nella Bibbia la pedofilia non è condannata, poiché perfino in questo brano gli studiosi ritengono che il termine greco mikros ("piccolo") non si riferisce ai bambini ma ai credenti in Gesù Cristo, a coloro che hanno fatto i primi passi nel cammino di fede e quindi sono facilmente "scandalizzabili". Voglio far notare anzitutto un piccolo particolare del testo. Gesù poco prima (al v.5) disse che chi accoglie un solo bambino nel suo nome accoglie lui stesso. Poi, all'inizio del v.6, dice: chi invece scandalizza ... In greco "invece" è tradotto con de ed indica il proseguimento logico dello stesso discorso, dicendo ora che contrariamente a chi accoglie un bambino, chi invece lo scandalizza ...
Certamente, vi è anche il riferimento ai nuovi discepoli di Gesù che sono ancora sprovevduti come dei "bambini" e quindi facilmente scandalizzabili, ma non si può certo negare che i "piccoli" siano anche e primariamente i bambini, che più degli adulti accoglievano Gesù festosamente. Della Croce ha poi forse omesso di citare la traduzione di mikros nel più famoso dizionario di Greco del Nuovo Testamento, quello di Walter Bauer (A Greek-English Lexikon of the New Testament and Other Early Christian Literature), il quale alla pag. 521 inserisce Matteo cap. 6, vers. 6 tra i casi dove mikros indica una persona piccola di età, dunque (anche) un bambino.
Perciò, Matteo 6, vers. 6 si riferisce naturalmente ai bambini e metaforicamente anche ai nuovi discepoli di Gesù, sprovveduti e candidi come bambini.
Simone Venturini
simoneventurini@iesb.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
http://www.studiobiblico.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=533:i-bambini-e-la-bibbia&catid=89:altre-riflessioni&Itemid=206
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Per quanto riguarda il Talmud, davvero non condanna la pedofilia, ma non è la parola di Dio,
ma insegnamenti errati ed umani ecco un articolo:
Il Talmud
uno sguardo alle tradizioni religiose del giudaismo
L'autore del seguente articolo è Irv Spielberg, ebreo, un tempo seguace
del giudaismo, oggi cristiano. Egli scrive:
Questa religione [il giudaismo] ha avuto origine con la comparsa stessa dell'uomo, con Adamo ed Eva. È la religione nata prima di ogni altra forma di culto -- prima dell'Islam (apparso 14 secoli fa), prima dell'Induismo o del Buddismo (apparsi 25 secoli fa), prima dei vari culti pagani della Mesopotamia (60 secoli fa).
In sostanza, i giudei dovevano condursi con giustizia e ubbidienza davanti al loro Dio e Creatore, amandoLo con tutto il loro cuore.
A un certo punto, Dio rivolse ai giudei questo comandamento: "Amate il vostro prossimo - anche lo straniero che abita tra di voi - tanto quanto amate voi stessi". Non passò molto tempo che i giudei cominciarono a ribellarsi contro Dio e a fare di testa loro.
La loro ribellione durò secoli, prima che Dio permettesse la loro sconfitta e deportazione nell'antica Babilonia.
In quel tempo, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove leggi e idee religiose che, secondo loro, servivano a spiegare e a completare i comandamenti che Dio aveva dato nell'Antico Testamento. Eppure, i loro insegnamenti annullavano quelli che Dio aveva dato loro!
Le nuove leggi inventate da quei rabbini sono conosciute come "il Talmud".
Sebbene i rabbini siano esperti del Talmud, probabilmente neppure un ebreo su mille sa esattamente cos'è il Talmud. Ecco allora alcuni insegnamenti del Talmud (con le relative fonti).
3) IL TALMUD ODIA I BAMBINI:
È giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali (Abodah Zarah, 37a; Kethuboth, 11b,39a; Sanhedrin, 55b,69a,b; Yebamoth, 12a,57b,58a,60b).
Quando un uomo ha rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d'età, non è da condannare (Sanhedrin, 54b,55a).
I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d'età sono leciti (Sanhedrin, 69b).
http://camcris.altervista.org/talmud.html
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http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/la-sacra-bibbia-vieta-la-pedofilia
LA SACRA BIBBIA VIETA LA PEDOFILIA
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Oggi molti giornalisti si improvvisano teologi, ma sensa conoscenza delle Sacre Scritture si commettono gravi errori.
Ecco cosa scrive Miriam Della Croce:
Il peccato della pedofilia nella Bibbia è un peccato inesistente
martedì 13 aprile 2010
di miriam della croce
A seguito della mia lettera qui pubblicata, con titolo: “Evangelico errore di noti scrittori”, e uscita poi su La Repubblica il giorno 7 aprile col titolo: “Quel passo del Vangelo male intepretato”, ho ricevuto dal giornalista Piero Schiavello de’ La Repubblica, la seguente mail:
Gentile Della Croce, dopo aver pubblicato la sua lettera continuano le interpretazioni diverse dalla sua sul passo del Vangelo. Ora anche il nostro editorialista Mancuso, uno studioso specialista come lei. Da non specialista, come molti lettori, non so più cosa pensare.
cordialmente
p.schiavello
Ed ecco la mia risposta, che ho inviato ieri a Piero Schiavello, e per conoscenza ad Augias, a Vito Mancuso, e a qualche lettore ancora non persuaso.
Il peccato della pedofilia nella Bibbia è inesistente
Gentile dott. Piero Schiavello, sono stata alcuni giorni lontano da Roma e dal computer, e per questo rispondo solo oggi alla sua cortese lettera. Non ho letto lo scritto di Vito Mancuso, e quindi non posso dare un parere in merito, però sarebbe grave che il noto teologo avesse commesso l’errore da me rilevato. Immagino che Mancuso abbia parlato degli scandali in genere; perché vede, dott. Schiavello, il fatto è che non c’è un bel nulla da interpretare; basta leggere ciò che i sinottici (Marco, Matteo e Luca) riportano chiaramente. Ma lei deve anche sapere che il peccato della pedofilia nella Bibbia (Antico e Nuovo Testamento) è inesistente. Le trascrivo un passo del Talmud (Sanhedrin 55b, 69a) che, confesso, prendo tale e quale, e quindi con beneficio d’inventario, da internet: “Le bambine portano dura punizione su coloro che hanno rapporti con esse quando sono mestruate”.
Ciò significa che il peccato consisteva solo nel fatto di essersi contaminati col sangue mestruale. E ancora: “Quando un adulto ha rapporto con una bambina, è nulla; perché quando la bambina ha meno di tre anni, ciò è come se uno ficca un dito in un occhio. Le lacrime vanno e vengono; così la verginità torna a una bambina sotto i tre anni” (Ketuboth 11b).
Ma, a parte ciò, vogliamo leggere i sinottici? Matteo (18,6): “Ma se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare”. Ed ecco il commento di P.Rossano: “I piccoli sono i seguaci di Cristo, senza preminenza né appoggi umani, perciò più esposti ai pericoli dello scadalo, per altro inevitabile, data la proclività al male della natura umana” (La Bibbia – Edizioni Paoline 1990). Marco (9,42): “Chi poi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui…”. Luca (17, 1s): “E’ inevitabile che succedano scandali; però guai a colui che li provoca. E’ meglio per lui che gli sia appesa al collo…piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli”. Ed ecco il commento di F. Pasquero: “Lo scandalo è conseguenza della corruzione della natura umana. Qui non si tratta di un cattivo esempio sul piano morale, ma ben più gravemente di una condotta che minaccia di traviare i piccoli, cioè quelli ancora deboli nella fede” (La Bibbia – Edizioni Paoline 1990).
Spero di essere stata esauriente.
Miriam Della Croce
P.S. Preciso che non interpreto i testi sacri. Mi sono limitata a leggere il testo tradotto di diversi vangeli commentati e le note relative al versetto in questione. Affermare che lo scandalo della pedofilia fosse nella mente degli evangelisti, mi sembra uno scandalo storico!
http://www.reset-italia.net/2010/04/13/il-peccato-della-pedofilia-nella-bibbia-e-un-peccato-inesistente/
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Per quanto riguarda il Vecchio Testamento, vieta i rapporti fuori del matrimonio o concubinato, le fornicazioni e gli adulteri;
Esodo: 20,14; Deuteromonio: 5,18.
Anche il Nuovo Testamento vieta i rapporti fuori dal matrimonio;
"Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo" (1 Corinzi 6:18).
"Né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari... Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro - che è un idolatra - ha eredità nel regno di Cristo e di Dio" (Efesini 5:3-5).
"Questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione, che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore, senza abbandonarsi a passioni disordinate" (1 Tessalonicesi 4:3-5).
"Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio" (Galati 5:19-21).
"Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese" (Apocalisse 22:13-15).
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Per quanto riguardo il Nuovo Testamento e la pedofilia ecco un buon articolo:
14 04 2010
Pedofilia e Vangelo
Leggo con sconcerto che su Repubblica del 7 aprile è apparso un commento di Miriam Della Croce dal titolo "Quel passo del Vangelo mal interpretato" (clicca qui). Riporto anzitutto il brano di Matteo (cap. 18, vers. 6): "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare".
La Della Croce dice che nella Bibbia la pedofilia non è condannata, poiché perfino in questo brano gli studiosi ritengono che il termine greco mikros ("piccolo") non si riferisce ai bambini ma ai credenti in Gesù Cristo, a coloro che hanno fatto i primi passi nel cammino di fede e quindi sono facilmente "scandalizzabili". Voglio far notare anzitutto un piccolo particolare del testo. Gesù poco prima (al v.5) disse che chi accoglie un solo bambino nel suo nome accoglie lui stesso. Poi, all'inizio del v.6, dice: chi invece scandalizza ... In greco "invece" è tradotto con de ed indica il proseguimento logico dello stesso discorso, dicendo ora che contrariamente a chi accoglie un bambino, chi invece lo scandalizza ...
Certamente, vi è anche il riferimento ai nuovi discepoli di Gesù che sono ancora sprovevduti come dei "bambini" e quindi facilmente scandalizzabili, ma non si può certo negare che i "piccoli" siano anche e primariamente i bambini, che più degli adulti accoglievano Gesù festosamente. Della Croce ha poi forse omesso di citare la traduzione di mikros nel più famoso dizionario di Greco del Nuovo Testamento, quello di Walter Bauer (A Greek-English Lexikon of the New Testament and Other Early Christian Literature), il quale alla pag. 521 inserisce Matteo cap. 6, vers. 6 tra i casi dove mikros indica una persona piccola di età, dunque (anche) un bambino.
Perciò, Matteo 6, vers. 6 si riferisce naturalmente ai bambini e metaforicamente anche ai nuovi discepoli di Gesù, sprovveduti e candidi come bambini.
Simone Venturini
simoneventurini@iesb.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
http://www.studiobiblico.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=533:i-bambini-e-la-bibbia&catid=89:altre-riflessioni&Itemid=206
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Per quanto riguarda il Talmud, davvero non condanna la pedofilia, ma non è la parola di Dio,
ma insegnamenti errati ed umani ecco un articolo:
Il Talmud
uno sguardo alle tradizioni religiose del giudaismo
L'autore del seguente articolo è Irv Spielberg, ebreo, un tempo seguace
del giudaismo, oggi cristiano. Egli scrive:
Questa religione [il giudaismo] ha avuto origine con la comparsa stessa dell'uomo, con Adamo ed Eva. È la religione nata prima di ogni altra forma di culto -- prima dell'Islam (apparso 14 secoli fa), prima dell'Induismo o del Buddismo (apparsi 25 secoli fa), prima dei vari culti pagani della Mesopotamia (60 secoli fa).
In sostanza, i giudei dovevano condursi con giustizia e ubbidienza davanti al loro Dio e Creatore, amandoLo con tutto il loro cuore.
A un certo punto, Dio rivolse ai giudei questo comandamento: "Amate il vostro prossimo - anche lo straniero che abita tra di voi - tanto quanto amate voi stessi". Non passò molto tempo che i giudei cominciarono a ribellarsi contro Dio e a fare di testa loro.
La loro ribellione durò secoli, prima che Dio permettesse la loro sconfitta e deportazione nell'antica Babilonia.
In quel tempo, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove leggi e idee religiose che, secondo loro, servivano a spiegare e a completare i comandamenti che Dio aveva dato nell'Antico Testamento. Eppure, i loro insegnamenti annullavano quelli che Dio aveva dato loro!
Le nuove leggi inventate da quei rabbini sono conosciute come "il Talmud".
Sebbene i rabbini siano esperti del Talmud, probabilmente neppure un ebreo su mille sa esattamente cos'è il Talmud. Ecco allora alcuni insegnamenti del Talmud (con le relative fonti).
3) IL TALMUD ODIA I BAMBINI:
È giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali (Abodah Zarah, 37a; Kethuboth, 11b,39a; Sanhedrin, 55b,69a,b; Yebamoth, 12a,57b,58a,60b).
Quando un uomo ha rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d'età, non è da condannare (Sanhedrin, 54b,55a).
I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d'età sono leciti (Sanhedrin, 69b).
http://camcris.altervista.org/talmud.html
************************************************************
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/la-sacra-bibbia-vieta-la-pedofilia
VANGELO E PEDOFILIA
14 04 2010
Pedofilia e Vangelo
Leggo con sconcerto che su Repubblica del 7 aprile è apparso un commento di Miriam Della Croce dal titolo "Quel passo del Vangelo mal interpretato" (clicca qui). Riporto anzitutto il brano di Matteo (cap. 18, vers. 6): "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare".
La Della Croce dice che nella Bibbia la pedofilia non è condannata, poiché perfino in questo brano gli studiosi ritengono che il termine greco mikros ("piccolo") non si riferisce ai bambini ma ai credenti in Gesù Cristo, a coloro che hanno fatto i primi passi nel cammino di fede e quindi sono facilmente "scandalizzabili". Voglio far notare anzitutto un piccolo particolare del testo. Gesù poco prima (al v.5) disse che chi accoglie un solo bambino nel suo nome accoglie lui stesso. Poi, all'inizio del v.6, dice: chi invece scandalizza ... In greco "invece" è tradotto con de ed indica il proseguimento logico dello stesso discorso, dicendo ora che contrariamente a chi accoglie un bambino, chi invece lo scandalizza ...
Certamente, vi è anche il riferimento ai nuovi discepoli di Gesù che sono ancora sprovevduti come dei "bambini" e quindi facilmente scandalizzabili, ma non si può certo negare che i "piccoli" siano anche e primariamente i bambini, che più degli adulti accoglievano Gesù festosamente. Della Croce ha poi forse omesso di citare la traduzione di mikros nel più famoso dizionario di Greco del Nuovo Testamento, quello di Walter Bauer (A Greek-English Lexikon of the New Testament and Other Early Christian Literature), il quale alla pag. 521 inserisce Matteo cap. 6, vers. 6 tra i casi dove mikros indica una persona piccola di età, dunque (anche) un bambino.
Perciò, Matteo 6, vers. 6 si riferisce naturalmente ai bambini e metaforicamente anche ai nuovi discepoli di Gesù, sprovveduti e candidi come bambini.
Simone Venturini
simoneventurini@iesb.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
http://www.studiobiblico.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=533:i-bambini-e-la-bibbia&catid=89:altre-riflessioni&Itemid=206
Pedofilia e Vangelo
Leggo con sconcerto che su Repubblica del 7 aprile è apparso un commento di Miriam Della Croce dal titolo "Quel passo del Vangelo mal interpretato" (clicca qui). Riporto anzitutto il brano di Matteo (cap. 18, vers. 6): "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare".
La Della Croce dice che nella Bibbia la pedofilia non è condannata, poiché perfino in questo brano gli studiosi ritengono che il termine greco mikros ("piccolo") non si riferisce ai bambini ma ai credenti in Gesù Cristo, a coloro che hanno fatto i primi passi nel cammino di fede e quindi sono facilmente "scandalizzabili". Voglio far notare anzitutto un piccolo particolare del testo. Gesù poco prima (al v.5) disse che chi accoglie un solo bambino nel suo nome accoglie lui stesso. Poi, all'inizio del v.6, dice: chi invece scandalizza ... In greco "invece" è tradotto con de ed indica il proseguimento logico dello stesso discorso, dicendo ora che contrariamente a chi accoglie un bambino, chi invece lo scandalizza ...
Certamente, vi è anche il riferimento ai nuovi discepoli di Gesù che sono ancora sprovevduti come dei "bambini" e quindi facilmente scandalizzabili, ma non si può certo negare che i "piccoli" siano anche e primariamente i bambini, che più degli adulti accoglievano Gesù festosamente. Della Croce ha poi forse omesso di citare la traduzione di mikros nel più famoso dizionario di Greco del Nuovo Testamento, quello di Walter Bauer (A Greek-English Lexikon of the New Testament and Other Early Christian Literature), il quale alla pag. 521 inserisce Matteo cap. 6, vers. 6 tra i casi dove mikros indica una persona piccola di età, dunque (anche) un bambino.
Perciò, Matteo 6, vers. 6 si riferisce naturalmente ai bambini e metaforicamente anche ai nuovi discepoli di Gesù, sprovveduti e candidi come bambini.
Simone Venturini
simoneventurini@iesb.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Chiesa e pedofilia. Lo scandalo parte dai Vangeli. Ovvero dalla loro traduzione.
Chiesa e pedofilia. Lo scandalo parte dai Vangeli. Ovvero dalla loro traduzione.
Pubblicato da Pietro Cambi alle 01:01 in Bugie, Reimparare, Vita quotidiana
Debora, qualche giorno fa, ha scritto un post alquanto "dibattuto" sulla vicenda dei preti pedofili.
Giustamente si scandalizzava del fatto che si parlasse di scandalo e non del male che si fa ai bambini, in particolar modo facendo riferimento al passo del Vangelo secondo San Matteo18:1-10.
[6]Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. [7]Guai al mondo per gli scandali! E' inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
Dopo qualche titubanza, perchè quando si tocca la religione si solleva SEMPRE un vespaio, ho deciso di dire, per quel che vale, la mia in merito a questo punto ( ed anche al contorno).
Lo scandalo è, a mio avviso che QUESTA e non altre sia la traduzione RITENUTA CORRETTA dalla Chiesa Cattolica.
Perchè mostra una cosa che NON si può negare in alcun modo, ovvero che queste cose siano successe e siano state, ove possibile, coperte, minimizzate, derubricate a "scandali" da anni, decenni, secoli.
Lo scandalo è nell'usare, nel testo ufficiale riconosciuto dalla CEI, con una lingua ricca di sfumature come l'italiano la parola SCANDALO.
Perchè dico questo?
Perchè altre traduzioni, in altre lingue NON usano affatto questa parola, scandalo, ma quella, molto più chiara, di PECCATO.
Ad esempio in inglese (peccato è SIN, in inglese e to SIN vuol dire peccare):
6But if anyone causes one of these little ones who believe in me to sin, it would be better for him to have a large millstone hung around his neck and to be drowned in the depths of the sea.
7"Woe to the world because of the things that cause people to sin! Such things must come, but woe to the man through whom they come! 8If your hand or your foot causes you to sin, cut it off and throw it away. It is better for you to enter life maimed or crippled than to have two hands or two feet and be thrown into eternal fire. 9And if your eye causes you to sin, gouge it out and throw it away. It is better for you to enter life with one eye than to have two eyes and be thrown into the fire of hell.
Ok. Ma chi ha ragione?
Fatevi una idea voi stessi:
Qui potrete trovare il vangelo nella sua forma originale in greco.
Ὃς δ' ἂν σκανδαλίσῃ ἕνα τῶν μικρῶν....
Il verbo usato, σκανδαλίσῃ deriva da: σκανδαλίζω,v {skan-dal-id'-zo}
riporto i possibili significati, in inglese:
1) to put a stumbling block or impediment in the way, upon which another may trip and fall, metaph. to offend 1a) to entice to sin 1b) to cause a person to begin to distrust and desert one whom he ought to trust and obey 1b1) to cause to fall away 1b2) to be offended in one, i.e. to see in another what I disapprove of and what hinders me from acknowledging his authority 1b3) to cause one to judge unfavourably or unjustly of another 1c) since one who stumbles or whose foot gets entangled feels annoyed 1c1) to cause one displeasure at a thing 1c2) to make indignant 1c3) to be displeased, indignant
Il significato che viene usato nella versione ufficiale, lo vedete da voi, è L'ULTIMO tra quelli normalmente associati al verbo in questione ( ed al relativo sostantivo).
Pochi dubbi, ragazzi: si parla di peccato, di peccare e di indurre al peccato.
Parole, concetti, verbi di cui sono pieni i Vangeli, anche nella traduzione ufficiale.
MENO che in questo passo.
Dove il peccatore è, con ottima probabilità, vista l'insolita durezza usata, che non si riscontra nei confronti di altri peccati e peccatori, anche su tematiche sessuali ( famoso l'episodio dell'adultera) un pedofilo.
Non ditemi che si tratta di un caso.
Niente è lasciato al caso, nei testi ufficiali e sopratutto in quelli dei Vangeli canonici. Ci sono stati scismi, con il contorno consueto di autodafé e guerre di religione varie, per molto meno, anche solo per la presenza o assenza di una semplice congiunzione nella liturgia ( sullo Spirito Santo ad esempio, in merito al fatto che provenisse dal padre E dal figlio o solo dal padre).
Si tratta di un intento ben preciso, dietro cui, senza alcun ombra di dubbio, si nasconde quello che Debora ha cosi ben mostrato nel suo post.
Non ci credete ancora?
Allora cercate pure, quanto volete, nell'esegesi CATTOLICA di quel passo del Vangelo.
Un link per tutti ( ne troverete quante ne vorrete) qui.
Riporto un passaggio:
lo scandalo (18, 6-9). Nel linguaggio biblico lo scandalo si colloca sul piano della fede e non tanto sul piano della morale. Scandalo è tutto ciò che disorienta la fede. Gesù condanna coloro che scandalizzano i “piccoli” che credono in lui. Piccoli non sono più i bambini di cui abbiamo parlato prima, ma i fedeli semplici, incapaci di sopportare le novità e le arditezza dei “maturi”: la loro fede è fragile, forse immatura, scandalizzabile: anche costoro rientrano nel numero dei piccoli che hanno diritto al primo posto nella comunità.
Dove c'era IL PECCATO, subentra lo scandalo. Che, nel disegno del commentatore ( che è in OTTIMA e NUMEROSA compagnia) consisterebbe nel "disorientare i fedeli".
Chissà quanti saranno i passi distorti in questo modo, nelle interpretazioni ufficiali.
Accontentiamoci, per ora, di questo, per le conseguenze dirette ed immediate che ha comportato e comporta. Mi fermo. Stiamo ai fatti.
Dietro questo schermo di parole , dietro il paravento dello "scandalo" si nasconde un disegno, omertoso, autoassolutorio, antimoderno, che con il messaggio cristiano non ha assolutamente niente a che vedere.
Si nasconde da anni, decenni, secoli.
Forse è ora di cambiare.
http://crisis.blogosfere.it/2010/04/chiesa-e-pedofilia-lo-scandalo-parte-dai-vangeli.html
Pubblicato da Pietro Cambi alle 01:01 in Bugie, Reimparare, Vita quotidiana
Debora, qualche giorno fa, ha scritto un post alquanto "dibattuto" sulla vicenda dei preti pedofili.
Giustamente si scandalizzava del fatto che si parlasse di scandalo e non del male che si fa ai bambini, in particolar modo facendo riferimento al passo del Vangelo secondo San Matteo18:1-10.
[6]Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. [7]Guai al mondo per gli scandali! E' inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
Dopo qualche titubanza, perchè quando si tocca la religione si solleva SEMPRE un vespaio, ho deciso di dire, per quel che vale, la mia in merito a questo punto ( ed anche al contorno).
Lo scandalo è, a mio avviso che QUESTA e non altre sia la traduzione RITENUTA CORRETTA dalla Chiesa Cattolica.
Perchè mostra una cosa che NON si può negare in alcun modo, ovvero che queste cose siano successe e siano state, ove possibile, coperte, minimizzate, derubricate a "scandali" da anni, decenni, secoli.
Lo scandalo è nell'usare, nel testo ufficiale riconosciuto dalla CEI, con una lingua ricca di sfumature come l'italiano la parola SCANDALO.
Perchè dico questo?
Perchè altre traduzioni, in altre lingue NON usano affatto questa parola, scandalo, ma quella, molto più chiara, di PECCATO.
Ad esempio in inglese (peccato è SIN, in inglese e to SIN vuol dire peccare):
6But if anyone causes one of these little ones who believe in me to sin, it would be better for him to have a large millstone hung around his neck and to be drowned in the depths of the sea.
7"Woe to the world because of the things that cause people to sin! Such things must come, but woe to the man through whom they come! 8If your hand or your foot causes you to sin, cut it off and throw it away. It is better for you to enter life maimed or crippled than to have two hands or two feet and be thrown into eternal fire. 9And if your eye causes you to sin, gouge it out and throw it away. It is better for you to enter life with one eye than to have two eyes and be thrown into the fire of hell.
Ok. Ma chi ha ragione?
Fatevi una idea voi stessi:
Qui potrete trovare il vangelo nella sua forma originale in greco.
Ὃς δ' ἂν σκανδαλίσῃ ἕνα τῶν μικρῶν....
Il verbo usato, σκανδαλίσῃ deriva da: σκανδαλίζω,v {skan-dal-id'-zo}
riporto i possibili significati, in inglese:
1) to put a stumbling block or impediment in the way, upon which another may trip and fall, metaph. to offend 1a) to entice to sin 1b) to cause a person to begin to distrust and desert one whom he ought to trust and obey 1b1) to cause to fall away 1b2) to be offended in one, i.e. to see in another what I disapprove of and what hinders me from acknowledging his authority 1b3) to cause one to judge unfavourably or unjustly of another 1c) since one who stumbles or whose foot gets entangled feels annoyed 1c1) to cause one displeasure at a thing 1c2) to make indignant 1c3) to be displeased, indignant
Il significato che viene usato nella versione ufficiale, lo vedete da voi, è L'ULTIMO tra quelli normalmente associati al verbo in questione ( ed al relativo sostantivo).
Pochi dubbi, ragazzi: si parla di peccato, di peccare e di indurre al peccato.
Parole, concetti, verbi di cui sono pieni i Vangeli, anche nella traduzione ufficiale.
MENO che in questo passo.
Dove il peccatore è, con ottima probabilità, vista l'insolita durezza usata, che non si riscontra nei confronti di altri peccati e peccatori, anche su tematiche sessuali ( famoso l'episodio dell'adultera) un pedofilo.
Non ditemi che si tratta di un caso.
Niente è lasciato al caso, nei testi ufficiali e sopratutto in quelli dei Vangeli canonici. Ci sono stati scismi, con il contorno consueto di autodafé e guerre di religione varie, per molto meno, anche solo per la presenza o assenza di una semplice congiunzione nella liturgia ( sullo Spirito Santo ad esempio, in merito al fatto che provenisse dal padre E dal figlio o solo dal padre).
Si tratta di un intento ben preciso, dietro cui, senza alcun ombra di dubbio, si nasconde quello che Debora ha cosi ben mostrato nel suo post.
Non ci credete ancora?
Allora cercate pure, quanto volete, nell'esegesi CATTOLICA di quel passo del Vangelo.
Un link per tutti ( ne troverete quante ne vorrete) qui.
Riporto un passaggio:
lo scandalo (18, 6-9). Nel linguaggio biblico lo scandalo si colloca sul piano della fede e non tanto sul piano della morale. Scandalo è tutto ciò che disorienta la fede. Gesù condanna coloro che scandalizzano i “piccoli” che credono in lui. Piccoli non sono più i bambini di cui abbiamo parlato prima, ma i fedeli semplici, incapaci di sopportare le novità e le arditezza dei “maturi”: la loro fede è fragile, forse immatura, scandalizzabile: anche costoro rientrano nel numero dei piccoli che hanno diritto al primo posto nella comunità.
Dove c'era IL PECCATO, subentra lo scandalo. Che, nel disegno del commentatore ( che è in OTTIMA e NUMEROSA compagnia) consisterebbe nel "disorientare i fedeli".
Chissà quanti saranno i passi distorti in questo modo, nelle interpretazioni ufficiali.
Accontentiamoci, per ora, di questo, per le conseguenze dirette ed immediate che ha comportato e comporta. Mi fermo. Stiamo ai fatti.
Dietro questo schermo di parole , dietro il paravento dello "scandalo" si nasconde un disegno, omertoso, autoassolutorio, antimoderno, che con il messaggio cristiano non ha assolutamente niente a che vedere.
Si nasconde da anni, decenni, secoli.
Forse è ora di cambiare.
http://crisis.blogosfere.it/2010/04/chiesa-e-pedofilia-lo-scandalo-parte-dai-vangeli.html
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lunedì 12 aprile 2010
Abusi, "Vaticano ostacola indagini"
Abusi, "Vaticano ostacola indagini"
8/3/2010
Accusa ministro della Giustizia tedesco
Il ministro della Giustizia tedesco, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha accusato il Vaticano di aver ostacolato le indagini sugli episodi di abusi sessuali commessi nelle scuole cattoliche tedesche. "In numerose scuole e istituti - ha spiegato - c'è stato un muro di silenzio. Fatto in linea con una direttiva del 2001 secondo cui abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all'esterno".
"Penso che proprio questo muro di silenzio sia legato certamente nelle scuole cattoliche anche al fatto che, in linea con una direttiva del 2001, abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all'esterno della Chiesa", ha spiegato infatti Leutheusser-Schnarrenberger.
Secondo questa direttiva, i casi di sospetti abusi sessuali vengono esaminati internamente alla Chiesa, ha proseguito il ministro, sottolineando che la direttiva non prevede in modo specifico l'intervento immediato della Procura.
Il ministro dell'Istruzione chiede tolleranza zero
Sulla vicenda interviene anche il ministro dell'Istruzione Annette Schavan, che chiede tolleranza zero per i sospetti casi di pedofilia nelle scuole e nei collegi tedeschi. "Gli abusi commessi sugli studenti costituiscono la più grave violazione immaginabile del rapporto di fiducia", ha detto la Schavan, evidenziando che "non ci deve essere alcuna tolleranza in caso di sospetto di abusi sessuali o di violenze verso bambini e adolescenti nelle scuole o nei collegi. Si dovrà fare luce su tutto".
Intanto comunque la Santa Sede, in una nota pubblicata sull'Osservatore Romano, ha annunciato di voler fare "chiarezza" con l'obiettivo principale "di rendere giustizia alle eventuali vittime". Il Vaticano, comunque, nella stessa nota ha auspicato "che altrettanta chiarezza venga fatta anche all'interno di altre istituzioni pubbliche e private, se veramente sta a cuore di tutti il bene dell'infanzia".
Del resto, secondo alcune indiscrezioni, la lettera pastorale che Benedetto XVI sta preparando per i casi di abusi sessuali in Irlanda, potrebbe subire qualche modifica proprio alla luce degli scandali emersi anche in Germania, suo Paese d'origine, rendendo la linea vaticana, che già prometteva rigore, ancor più implacabile. E venerdì prossimo, intanto, è previsto l'atteso faccia a faccia tra il pontefice, che ha visto indirettamente toccato dallo scandalo anche il fratello maggiore, don Georg Ratzinger, come ex direttore del Coro di Ratisbona, e il capo della Chiesa tedesca Robert Zollitsc.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo475917.shtml
8/3/2010
Accusa ministro della Giustizia tedesco
Il ministro della Giustizia tedesco, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha accusato il Vaticano di aver ostacolato le indagini sugli episodi di abusi sessuali commessi nelle scuole cattoliche tedesche. "In numerose scuole e istituti - ha spiegato - c'è stato un muro di silenzio. Fatto in linea con una direttiva del 2001 secondo cui abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all'esterno".
"Penso che proprio questo muro di silenzio sia legato certamente nelle scuole cattoliche anche al fatto che, in linea con una direttiva del 2001, abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all'esterno della Chiesa", ha spiegato infatti Leutheusser-Schnarrenberger.
Secondo questa direttiva, i casi di sospetti abusi sessuali vengono esaminati internamente alla Chiesa, ha proseguito il ministro, sottolineando che la direttiva non prevede in modo specifico l'intervento immediato della Procura.
Il ministro dell'Istruzione chiede tolleranza zero
Sulla vicenda interviene anche il ministro dell'Istruzione Annette Schavan, che chiede tolleranza zero per i sospetti casi di pedofilia nelle scuole e nei collegi tedeschi. "Gli abusi commessi sugli studenti costituiscono la più grave violazione immaginabile del rapporto di fiducia", ha detto la Schavan, evidenziando che "non ci deve essere alcuna tolleranza in caso di sospetto di abusi sessuali o di violenze verso bambini e adolescenti nelle scuole o nei collegi. Si dovrà fare luce su tutto".
Intanto comunque la Santa Sede, in una nota pubblicata sull'Osservatore Romano, ha annunciato di voler fare "chiarezza" con l'obiettivo principale "di rendere giustizia alle eventuali vittime". Il Vaticano, comunque, nella stessa nota ha auspicato "che altrettanta chiarezza venga fatta anche all'interno di altre istituzioni pubbliche e private, se veramente sta a cuore di tutti il bene dell'infanzia".
Del resto, secondo alcune indiscrezioni, la lettera pastorale che Benedetto XVI sta preparando per i casi di abusi sessuali in Irlanda, potrebbe subire qualche modifica proprio alla luce degli scandali emersi anche in Germania, suo Paese d'origine, rendendo la linea vaticana, che già prometteva rigore, ancor più implacabile. E venerdì prossimo, intanto, è previsto l'atteso faccia a faccia tra il pontefice, che ha visto indirettamente toccato dallo scandalo anche il fratello maggiore, don Georg Ratzinger, come ex direttore del Coro di Ratisbona, e il capo della Chiesa tedesca Robert Zollitsc.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo475917.shtml
GERMANIA: CHIESA RISARCISCA VITTIME DI PEDOFILIA
GERMANIA: CHIESA RISARCISCA VITTIME DI PEDOFILIA
(AGI) - Berlino, 9 mar. - La Chiesa tedesca deve indennizzare le vittime di abusi sessuali compiuti negli istituti di istruzione ecclesiastici. Lo chiede oggi dalle colonne del quotidiano 'Sueddeutsche Zeitung' il ministro federale della Giustizia, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, secondo la quale "e' necessario un chiaro segnale indirizzato alle vittime, come ad esempio una discussione su risarcimenti volontari nei casi in cui e' avvenuta la prescrizione giudiziaria". Il ministro sottolinea che questo gesto di riparazione materiale significa "rendere in parte giustizia alle vittime, anche se l'ingiustizia sofferta non e' quantizzabile materialmente". Sulla stessa lunghezza d'onda e' anche il segretario del partito socialdemocratico, Andrea Nahles, che estende la richiesta di risarcimento anche agli istituti laici in cui si sono verificati abusi. La signora Nahles spiega alla 'Sueddeutsche' che un risarcimento anche simbolico "sarebbe un'offerta adeguata alle vittime di allora", aggiungendo che "bisogna fare chiarezza ovunque si sono tenuti nascosti per anni abusi sistematici, affinche' essi non si ripetano". Nel frattempo il ministro della Giustizia bavarese, Beate Merk (Csu), chiede sul quotidiano 'Die Welt' di elevare le pene riguardanti gli abusi sessuali, poiche' ogni reato del genere e' "un crimine che deve essere nuovamente bollato allo stesso modo in cui cio' avveniva con la vecchia legislazione e come continua a rimanere nella percezione dei cittadini". In termini concreti la signora Merk chiede che "la pena minima venga aumentata dal minimo attuale di sei mesi ad un anno", poiche' "gli abusi sessuali sono le cose piu' ripugnanti che una persona possa fare all'animo innocente di un bambino".
http://www.agi.it/estero/notizie/201003091046-est-rt10032-germania_ministro_giustizia_chiesa_risarcisca_vittime_pedofilia
(AGI) - Berlino, 9 mar. - La Chiesa tedesca deve indennizzare le vittime di abusi sessuali compiuti negli istituti di istruzione ecclesiastici. Lo chiede oggi dalle colonne del quotidiano 'Sueddeutsche Zeitung' il ministro federale della Giustizia, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, secondo la quale "e' necessario un chiaro segnale indirizzato alle vittime, come ad esempio una discussione su risarcimenti volontari nei casi in cui e' avvenuta la prescrizione giudiziaria". Il ministro sottolinea che questo gesto di riparazione materiale significa "rendere in parte giustizia alle vittime, anche se l'ingiustizia sofferta non e' quantizzabile materialmente". Sulla stessa lunghezza d'onda e' anche il segretario del partito socialdemocratico, Andrea Nahles, che estende la richiesta di risarcimento anche agli istituti laici in cui si sono verificati abusi. La signora Nahles spiega alla 'Sueddeutsche' che un risarcimento anche simbolico "sarebbe un'offerta adeguata alle vittime di allora", aggiungendo che "bisogna fare chiarezza ovunque si sono tenuti nascosti per anni abusi sistematici, affinche' essi non si ripetano". Nel frattempo il ministro della Giustizia bavarese, Beate Merk (Csu), chiede sul quotidiano 'Die Welt' di elevare le pene riguardanti gli abusi sessuali, poiche' ogni reato del genere e' "un crimine che deve essere nuovamente bollato allo stesso modo in cui cio' avveniva con la vecchia legislazione e come continua a rimanere nella percezione dei cittadini". In termini concreti la signora Merk chiede che "la pena minima venga aumentata dal minimo attuale di sei mesi ad un anno", poiche' "gli abusi sessuali sono le cose piu' ripugnanti che una persona possa fare all'animo innocente di un bambino".
http://www.agi.it/estero/notizie/201003091046-est-rt10032-germania_ministro_giustizia_chiesa_risarcisca_vittime_pedofilia
Pedofilia,la Chiesa olandese indaga
Pedofilia,la Chiesa olandese indaga
9/3/2010
Inchiesta su abusi in scuole cattoliche
La Conferenza episcopale olandese ha annunciato che sarà avviata un'inchiesta per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. Lo hanno reso noto diversi media olandesi. L'indagine sulle presunte violenze sessuali, spiegano i vescovi, sarà "vasta, esterna e indipendente".
I vescovi olandesi sono "profondamente colpiti" dalle storie sui minori emerse in queste ultime settimane. Il caso è scoppiato una decina di giorni fa. Anche alcune suore, non solo quindi sacerdoti, di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni '50, di abusi. Un giornale olandese riporta la storia di Herman Harends, oggi 63enne, che ricorda i turbamenti subiti quando, 11enne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi.
"Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare. Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo - ha aggiunto si trattasse di un caso solato''.
Già l'ordine dei Salesiani aveva annunciato che un'inchiesta sarebbe stata aperta per i presunti abusi sessuali commessi da membri del clero in uno studentato della regione di Arnhem negli anni '60. Da allora, una commissione consultiva episcopale, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 200 testimonianze.
Sugli scandali che hanno colpito la Chiesa in diversi Paesi, dalla Germania all'Irlanda, il Vaticano ha preso una netta posizione. La Chiesa ha "affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione", ha dichiarato il portavoce, padre Federico Lombardi. In una nota per la Radio Vaticana, il religioso spiega anche come "concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva".
"Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte" nella vicenda "hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa". E' quanto rileva padre Lombardi in una lunga nota dedicata al caso degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti e alle reazione della Santa Sede.
"Così facendo - ha aggiunto Lombardi - hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo476028.shtml
9/3/2010
Inchiesta su abusi in scuole cattoliche
La Conferenza episcopale olandese ha annunciato che sarà avviata un'inchiesta per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. Lo hanno reso noto diversi media olandesi. L'indagine sulle presunte violenze sessuali, spiegano i vescovi, sarà "vasta, esterna e indipendente".
I vescovi olandesi sono "profondamente colpiti" dalle storie sui minori emerse in queste ultime settimane. Il caso è scoppiato una decina di giorni fa. Anche alcune suore, non solo quindi sacerdoti, di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni '50, di abusi. Un giornale olandese riporta la storia di Herman Harends, oggi 63enne, che ricorda i turbamenti subiti quando, 11enne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi.
"Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare. Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo - ha aggiunto si trattasse di un caso solato''.
Già l'ordine dei Salesiani aveva annunciato che un'inchiesta sarebbe stata aperta per i presunti abusi sessuali commessi da membri del clero in uno studentato della regione di Arnhem negli anni '60. Da allora, una commissione consultiva episcopale, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 200 testimonianze.
Sugli scandali che hanno colpito la Chiesa in diversi Paesi, dalla Germania all'Irlanda, il Vaticano ha preso una netta posizione. La Chiesa ha "affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione", ha dichiarato il portavoce, padre Federico Lombardi. In una nota per la Radio Vaticana, il religioso spiega anche come "concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva".
"Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte" nella vicenda "hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa". E' quanto rileva padre Lombardi in una lunga nota dedicata al caso degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti e alle reazione della Santa Sede.
"Così facendo - ha aggiunto Lombardi - hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo476028.shtml
«Pedofilia, in gioco la credibilità della Chiesa»
«Pedofilia, in gioco
la credibilità della Chiesa»
28 marzo 2010 | Francesco Peloso
LA CHIESA si gioca la sua credibilità sulla questione “cruciale” dello scandalo degli abusi sessuali da parte dei preti: tutto dipende dal tipo di risposta che saprà dare. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, torna a commentare le polemiche che infuriano sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, questa volta non per urlare al complotto contro la Santa Sede, ma per dire che la Chiesa deve andare fino in fondo nell’opera di pulizia. Poi spiega che da parte dei media c’è un interesse naturale verso la vicenda, anche se alcuni mezzi di informazione hanno davvero attaccato il Papa. Ancora si rileva che la linea dura, a cominciare da quella messa in campo dalla Chiesa degli Stati Uniti che per prima ha affrontato lo scandalo, ha dato i suoi buoni frutti. La strada da seguire è dunque già tracciata - spiega il gesuita - ed è la stessa indicata dal Pontefice nella sua lettera ai cattolici irlandesi.
La lunga nota di padre Lombardi è in equilibrio, ma i toni non sono più quelli della crociata. Il fatto che «la questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato ad essere largamente presente sui media di molti Paesi - ha detto Lombardi - non è una sorpresa. L’argomento è di natura tale da attirare di per sé l’attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità morale».
Molti casi sono vecchi, ha spiegato il portavoce vaticano, e tuttavia «riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia e di quella “purificazione della memoria” che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro». Poi c’è il riferimento alla Chiesa degli States che, con linea intransigente, è riuscita a ridurre, nell’ultimo anno, del 30% le denunce di abusi sessuali. Un buon segno che non deve far «indulgere a compiacimenti fuori luogo», e tuttavia si dimostra che la strada seguita è efficace. Infine si rileva che gli attacchi più recenti al Papa non lo indeboliscono, anzi la sua autorità esce rafforzata nel perseguire la via del «rinnovamento e della riparazione».
In Irlanda è in gioco il futuro del cardinale Sean Brady, primate della Chiesa cattolica del suo Paese, del quale l’opinione pubblica chiede a gran voce le dimissioni per aver taciuto del suo coinvolgimento nella copertura di abusi sessuali ai danni di bambini. Il cardinale che ha nascosto le proprie responsabilità anche agli altri vescovi e al Pontefice, sarebbe vicino alle dimissioni. In Vaticano si auspica che il porporato abbia il buon senso di lasciare il suo posto per evitare un braccio di ferro con Roma, ma se un cardinale fosse costretto alle dimissioni, il fatto avrebbe connotati clamorosi.
L’Osservatore romano, infine, ha pubblicato un intervento dell’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, nel quale il prelato dice che di fronte a notizie di abusi sessuali da parte di preti, i vescovi devono rivolgersi alla polizia; non vi è alcun impedimento nella legge canonica - rileva Nichols - in questo senso. Anzi l’arcivescovo si spinge oltre e chiede che il processo penale anticipi quello canonico, capovolgendo tutta l’impostazione data fin qui al tema dalle alte gerarchie ecclesiastiche.
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2010/03/28/AMwRxuXD-pedofilia_credibilita_chiesa.shtml
la credibilità della Chiesa»
28 marzo 2010 | Francesco Peloso
LA CHIESA si gioca la sua credibilità sulla questione “cruciale” dello scandalo degli abusi sessuali da parte dei preti: tutto dipende dal tipo di risposta che saprà dare. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, torna a commentare le polemiche che infuriano sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, questa volta non per urlare al complotto contro la Santa Sede, ma per dire che la Chiesa deve andare fino in fondo nell’opera di pulizia. Poi spiega che da parte dei media c’è un interesse naturale verso la vicenda, anche se alcuni mezzi di informazione hanno davvero attaccato il Papa. Ancora si rileva che la linea dura, a cominciare da quella messa in campo dalla Chiesa degli Stati Uniti che per prima ha affrontato lo scandalo, ha dato i suoi buoni frutti. La strada da seguire è dunque già tracciata - spiega il gesuita - ed è la stessa indicata dal Pontefice nella sua lettera ai cattolici irlandesi.
La lunga nota di padre Lombardi è in equilibrio, ma i toni non sono più quelli della crociata. Il fatto che «la questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato ad essere largamente presente sui media di molti Paesi - ha detto Lombardi - non è una sorpresa. L’argomento è di natura tale da attirare di per sé l’attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità morale».
Molti casi sono vecchi, ha spiegato il portavoce vaticano, e tuttavia «riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia e di quella “purificazione della memoria” che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro». Poi c’è il riferimento alla Chiesa degli States che, con linea intransigente, è riuscita a ridurre, nell’ultimo anno, del 30% le denunce di abusi sessuali. Un buon segno che non deve far «indulgere a compiacimenti fuori luogo», e tuttavia si dimostra che la strada seguita è efficace. Infine si rileva che gli attacchi più recenti al Papa non lo indeboliscono, anzi la sua autorità esce rafforzata nel perseguire la via del «rinnovamento e della riparazione».
In Irlanda è in gioco il futuro del cardinale Sean Brady, primate della Chiesa cattolica del suo Paese, del quale l’opinione pubblica chiede a gran voce le dimissioni per aver taciuto del suo coinvolgimento nella copertura di abusi sessuali ai danni di bambini. Il cardinale che ha nascosto le proprie responsabilità anche agli altri vescovi e al Pontefice, sarebbe vicino alle dimissioni. In Vaticano si auspica che il porporato abbia il buon senso di lasciare il suo posto per evitare un braccio di ferro con Roma, ma se un cardinale fosse costretto alle dimissioni, il fatto avrebbe connotati clamorosi.
L’Osservatore romano, infine, ha pubblicato un intervento dell’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, nel quale il prelato dice che di fronte a notizie di abusi sessuali da parte di preti, i vescovi devono rivolgersi alla polizia; non vi è alcun impedimento nella legge canonica - rileva Nichols - in questo senso. Anzi l’arcivescovo si spinge oltre e chiede che il processo penale anticipi quello canonico, capovolgendo tutta l’impostazione data fin qui al tema dalle alte gerarchie ecclesiastiche.
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2010/03/28/AMwRxuXD-pedofilia_credibilita_chiesa.shtml
Pedofilia, donna gestirà inchiesta
Pedofilia, donna gestirà inchiesta
28/3/2010
Austria, nominata come indipendente
La Chiesa cattolica austriaca ha deciso di nominare un "rappresentante indipendente" delle vittime per indagare sui casi di abusi sessuali. Lo ha detto, alla tv di Stato, l'arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, annunciando che il ruolo sarà affidato ad una donna, Waltraud Klasnic, ex governatrice regionale. "Vogliamo far uscire le indagini dalla Chiesa ed affidarle ad un rappresentante indipendente", ha detto il vescovo.
La rappresentante assumerà l'incarico quanto prima e provvederà a nominare una equipe, di cui non potrà far parte nessun ecclesiastico, per il lavoro di indagine.
"In primo luogo - ha sottolineato infatti il vescovo - vogliamo garantire l'indipendenza di chi conduce le indagini". La signora Klasnic lavorerà parallelamente agli uffici della Chiesa che finanzierà il lavoro della sua squadra della quale - è ribadito - non potranno far parte preti. Tra i suoi compiti ci sarà anche quello di individuare i risarcimenti per le vittime, ha precisato il cardinale.
La Chiesa "può e deve imparare ad essere più trsaprente", ha aggiunto Schoenborn sottolineando che "tutti i tentativi per coprire questi abusi sono incompatibili con gli insegnamenti del Vangelo".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477670.shtml
28/3/2010
Austria, nominata come indipendente
La Chiesa cattolica austriaca ha deciso di nominare un "rappresentante indipendente" delle vittime per indagare sui casi di abusi sessuali. Lo ha detto, alla tv di Stato, l'arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, annunciando che il ruolo sarà affidato ad una donna, Waltraud Klasnic, ex governatrice regionale. "Vogliamo far uscire le indagini dalla Chiesa ed affidarle ad un rappresentante indipendente", ha detto il vescovo.
La rappresentante assumerà l'incarico quanto prima e provvederà a nominare una equipe, di cui non potrà far parte nessun ecclesiastico, per il lavoro di indagine.
"In primo luogo - ha sottolineato infatti il vescovo - vogliamo garantire l'indipendenza di chi conduce le indagini". La signora Klasnic lavorerà parallelamente agli uffici della Chiesa che finanzierà il lavoro della sua squadra della quale - è ribadito - non potranno far parte preti. Tra i suoi compiti ci sarà anche quello di individuare i risarcimenti per le vittime, ha precisato il cardinale.
La Chiesa "può e deve imparare ad essere più trsaprente", ha aggiunto Schoenborn sottolineando che "tutti i tentativi per coprire questi abusi sono incompatibili con gli insegnamenti del Vangelo".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477670.shtml
Abusi, Chiesa: "Ammettere colpe"
Abusi, Chiesa: "Ammettere colpe"
27/3/2010
Padre Lombardi: "Così si fa giustizia"
Gli episodi di pedofilia nel clero rappresentano un tema "cruciale per la credibilità morale" della Chiesa. Si tratta di casi "avvenuti generalmente diverso tempo fa, anche decenni addietro, ma riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia". Lo sottolinea padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, in un commento alla Radio Vaticana.
La nota è stata diffusa in vista della Settimana Santa. Nel testo Padre Lombardi sottolinea appunto che, pur trattandosi di fatti molto lontani nel tempo, riconoscerli rappresenta, oltre al prezzo da pagare per ristabilire la giustizia, anche "di quella 'purificazione' della memoria che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro".
"A questa fiducia - continua la nota - contribuiscono i numerosi segnali positivi venuti da diverse conferenze episcopali, vescovi e istituzioni cattoliche di vari Paesi nei diversi continenti: le direttive per la corretta gestione e la prevenzione degli abusi aggiornate e rinnovate in Germania, Austria, Australia, Canada e così via. La questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato a essere largamente presente sui media di molti Paesi, in particolare in Europa e in America del nord anche negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione della Lettera del Papa ai cattolici irlandesi. Non è una sorpresa, l'argomento è di natura tale da attirare di per sè l'attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità".
Dagli Stati Uniti, sottolinea poi padre Lombardi, arrivano notizie positive. Infatti il numero di accuse di abuso è sceso nel corso dell'ultimo anno del 30%. Quindi in relazione alle misure prese dalla Chiesa americana, la nota afferma: "Si deve riconoscere che le misure decise e in corso di attuazione si stanno manifestando efficaci. La Chiesa negli Stati Uniti ha preso la strada buona per rinnovarsi".
Guardian: Italia e Vaticano "contro il resto del mondo"
Lo scandalo sui preti cattolici pedofili, sollevando accuse di copertura o di omissione anche contro il papa Benedetto XVI, "ha fatto emergere una forte differenza fra la visione dell'Italia e del Vaticano da una parte, e quelle degli altri paesi". A scriverlo in una cronaca da Roma è il Guardian, principale giornale progressista britannico, che ricorda un sondaggio della rivista tedesca "Stern", secondo cui in Germania la fiducia dei cattolici nel papa sia crollata dalla fine di gennaio dal 62% al 39%.
Ma mentre i cattolici e biografi oltre confine, come il britannico Michael Walsh ritengono che il pontefice e la Chiesa "sono destinati a subire danni" dalla vicenda, a Roma l'impressione è esattamente opposta. Così, il quotidiano londinese cita il vaticanista Sandro Magister che pensa che le critiche a Benedetto XVI "ne stanno rafforzando l'autorità, sia rispetto ai vescovi che ai fedeli. Ne sta uscendo più forte di prima, come un uomo molto deciso che è visto nella chiesa come colui che ha fatto più di tutti per combattere la piaga degli abusi pedofili", grazie alla linea "tolleranza zero" intrapresa da quando è asceso al soglio.
In un editoriale intitolato "Fede nel futuro", il Guardian parla di "tragedia e disastro", la prima per le vittime, il secondo per la Chiesa. "Nessuno sa esattamente quante migliaia di vittime ci siano state", ricorda il giornale, sono "centinaia in Irlanda, più di 1000 negli Stati uniti e sempre di più in Germania, Svizzera e Francia", mentre nuovi casi emergono in America Latina. Il quotidiano scrive che "in un'altra istituzione sarebbe impossibile immaginare che un leader politico anche marginalmente coinvolto in un tradimento così terribile dei suoi obiettivi fondanti possa sopravvivere". Forse, conclude il Guardian, in futuro la prossima generazione di cardinali e vescovi potrebbero chiedere una riforma che dia loro più potere: "Per ora il Vaticano non mostra entusiasmo (per una simile riforma, ndr). Ma potrebbe scoprire che la sua sopravvivenza dipende da questa".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477604.shtml
27/3/2010
Padre Lombardi: "Così si fa giustizia"
Gli episodi di pedofilia nel clero rappresentano un tema "cruciale per la credibilità morale" della Chiesa. Si tratta di casi "avvenuti generalmente diverso tempo fa, anche decenni addietro, ma riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia". Lo sottolinea padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, in un commento alla Radio Vaticana.
La nota è stata diffusa in vista della Settimana Santa. Nel testo Padre Lombardi sottolinea appunto che, pur trattandosi di fatti molto lontani nel tempo, riconoscerli rappresenta, oltre al prezzo da pagare per ristabilire la giustizia, anche "di quella 'purificazione' della memoria che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro".
"A questa fiducia - continua la nota - contribuiscono i numerosi segnali positivi venuti da diverse conferenze episcopali, vescovi e istituzioni cattoliche di vari Paesi nei diversi continenti: le direttive per la corretta gestione e la prevenzione degli abusi aggiornate e rinnovate in Germania, Austria, Australia, Canada e così via. La questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato a essere largamente presente sui media di molti Paesi, in particolare in Europa e in America del nord anche negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione della Lettera del Papa ai cattolici irlandesi. Non è una sorpresa, l'argomento è di natura tale da attirare di per sè l'attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità".
Dagli Stati Uniti, sottolinea poi padre Lombardi, arrivano notizie positive. Infatti il numero di accuse di abuso è sceso nel corso dell'ultimo anno del 30%. Quindi in relazione alle misure prese dalla Chiesa americana, la nota afferma: "Si deve riconoscere che le misure decise e in corso di attuazione si stanno manifestando efficaci. La Chiesa negli Stati Uniti ha preso la strada buona per rinnovarsi".
Guardian: Italia e Vaticano "contro il resto del mondo"
Lo scandalo sui preti cattolici pedofili, sollevando accuse di copertura o di omissione anche contro il papa Benedetto XVI, "ha fatto emergere una forte differenza fra la visione dell'Italia e del Vaticano da una parte, e quelle degli altri paesi". A scriverlo in una cronaca da Roma è il Guardian, principale giornale progressista britannico, che ricorda un sondaggio della rivista tedesca "Stern", secondo cui in Germania la fiducia dei cattolici nel papa sia crollata dalla fine di gennaio dal 62% al 39%.
Ma mentre i cattolici e biografi oltre confine, come il britannico Michael Walsh ritengono che il pontefice e la Chiesa "sono destinati a subire danni" dalla vicenda, a Roma l'impressione è esattamente opposta. Così, il quotidiano londinese cita il vaticanista Sandro Magister che pensa che le critiche a Benedetto XVI "ne stanno rafforzando l'autorità, sia rispetto ai vescovi che ai fedeli. Ne sta uscendo più forte di prima, come un uomo molto deciso che è visto nella chiesa come colui che ha fatto più di tutti per combattere la piaga degli abusi pedofili", grazie alla linea "tolleranza zero" intrapresa da quando è asceso al soglio.
In un editoriale intitolato "Fede nel futuro", il Guardian parla di "tragedia e disastro", la prima per le vittime, il secondo per la Chiesa. "Nessuno sa esattamente quante migliaia di vittime ci siano state", ricorda il giornale, sono "centinaia in Irlanda, più di 1000 negli Stati uniti e sempre di più in Germania, Svizzera e Francia", mentre nuovi casi emergono in America Latina. Il quotidiano scrive che "in un'altra istituzione sarebbe impossibile immaginare che un leader politico anche marginalmente coinvolto in un tradimento così terribile dei suoi obiettivi fondanti possa sopravvivere". Forse, conclude il Guardian, in futuro la prossima generazione di cardinali e vescovi potrebbero chiedere una riforma che dia loro più potere: "Per ora il Vaticano non mostra entusiasmo (per una simile riforma, ndr). Ma potrebbe scoprire che la sua sopravvivenza dipende da questa".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477604.shtml
Pedofilia, un complotto contro il Papa. Il retroscena
Pedofilia, un complotto contro il Papa. Il retroscena
Sabato 27.03.2010 15:38
Che cosa sta succedendo? C'è un complotto contro la Chiesa? I casi di pedofilia si susseguono sulle pagine dei giornali. Quasi uno al giorno. Che cosa c'è di vero e di non vero in questa vicenda? E perché stanno venendo fuori tutti ora i casi di pedofilia (gravissimi) all'interno della Chiesa? Qualcuno vuole "fare fuori" Benedetto XVI? Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it da fonti accreditate vicine al Vaticano, la volontà è proprio quella di infangare la Chiesa. Si tratta, insomma, di una vera e propria campagna mediatica contro il Papa.
Un complotto, una deriva anticattolica di una certa cultura presente in Occidente. La voce della Chiesa, agli occhi di questa cultura, essendo libera e non manipolabile, crea non pochi problemi (si pensi alla costante difesa della vita e della dignità della persona contro gli interessi di parte). Non è un caso che molti di questi "episodi" e accuse di pedofilia vengano dall'estero. E non è un caso che la parola "lobby" sia stata coniata proprio nei paesi in cui è più presente questa matrice culturale. Ma andiamo con ordine.
Stiamo assistendo è un vero e proprio attacco che mira a screditare la Chiesa e il Pontefice attraverso armi principalmente mediatiche. Basta prendere in rassegna i casi che stanno riempiendo le pagine dei giornali. Hanno tutti la caratteristica di essere episodi del passato, già chiusi e noti, in gran parte già ripresi a suo tempo dai media. Che ora vengono ritirati fuori uno a uno, con una certa cadenza per massimizzare l'effetto.
Fin dall'inizio la manovra è stata chiara: arrivare al Pontefice. Si è partiti dal tentativo di coinvolgimento del fratello del Papa, riportando i due casi di abuso nel coro di Ratisbona che in realtà erano avvenuti anni prima dell'incarico di Georg Ratzinger e soprattutto erano già noti e chiusi giuridicamente. Ma il nome "Ratzinger" è comunque rimasto nei titoli. Poi è stato tirato fuori un altro caso noto e chiuso, quello del cosiddetto "padre H" nella arcidiocesi di Monaco all'inizio degli anni '80. Anche questo un caso trattato già a suo tempo, in cui l'estraneità dell'allora arcivescovo Ratzinger era stata chiaramente accertata, persino dal tribunale che giudicò l'accusato. L'ultimo caso uscito sul New York Times è un ulteriore tentativo: anche qui le carte dicono che la Congregazione per la Dottrina della Fede, consultata 20 anni dopo i fatti (gli abusi erano avvenuti negli anni '70), invitò a tenere il sacerdote in questione comunque alla larga dalle attività pastorali nonostante fossero passati così tanti anni senza evidenze di altri crimini e nonostante la stessa giustizia civile aveva archiviato il caso.
I NUMERI - Allo stillicidio dei casi singoli (sempre gli stessi da decenni rispolverati ad hoc) si unisce il gonfiamento delle cifre per dare l'idea di un fenomeno esteso e incontrollabile. Un esempio lampante è la cifra di 4000 casi di abuso negli Stati Uniti che continuamente viene ripetuta. Quello che si omette di dire è che su quelle 4000 accuse (non sentenze), quelle riguardanti casi di pedofilia sono state 950, che hanno portato a 54 condanne, in un periodo di quarant'anni. I sacerdoti negli Stati Uniti sono 109.000.
I DOCUMENTI .- Un altro elemento è la citazione impropria dei documenti come se ne esistessero di segreti redatti per coprire i crimini dei pedofili. La realtà è che nei due documenti più importanti (pubblici e consultabili anche online) il "Crimen sollicitationis" del 1922 riedito nel 1962 da Giovanni XXIII e nel "De delictis gravioribus" del 2001 firmato dall'allora Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede il Cardinal Ratinger c'è scritto chiaro e tondo che i crimini vanno puntualmente denunciati e perseguiti canonicamente. Il problema è che i documenti sono redatti in latino ed alcune cattiva traduzioni, unite a malafede, hanno portato a confondere frasi per il loro contrario. Ma anche qui nei titoli è rimasta la sensazione di disposizioni di occultamento dei casi dall'alto.
La realtà è che un sacerdote che si macchia del reato di pedofilia è una cosa ripugnante anche se è uno solo. Così come è terribile il fatto che qualche esponente della Chiesa abbia insabbiato e nascosto i casi. Ma dipingere la Chiesa come un covo di pedofili e il Papa e le gerarchie impegnate a nascondere non solo è falso, è esattamente il contrario della realtà.
IL RUOLO DEL PAPA E I CASI DI PEDOFILIA - Papa Benedetto XVI tra i papi contemporanei è senza dubbio quello che più si è speso per correggere questa piaga della Chiesa. Per farsi un’idea del suo atteggiamento nei confronti dei casi di abuso è da leggere la recente Lettera ai cattolici irlandesi dove il Pontefice stigmatizza con determinazione il fenomeno, ne indica la radice nell’allontanamento dalla vita di fede da parte di alcuni membri della Chiesa e più in generale in certe confusioni dovute alla secolarizzazione e alla cattiva interpretazione del Concilio Vaticano II; e invita con forza i vescovi che hanno coperto o non reagito adeguatamente a prendersi le responsabilità dei propri atti per far sì che non accada in futuro. Stessa chiarezza e determinazione che il Papa ha mostrato durante il suo viaggio negli USA quando ha incontrato le vittime degli abusi, così come ha fatto in Australia.
CASI IN DIMINUZIONE - Nel frattempo un recente rapporto della Conferenza Episcopale USA (http://www.usccb.org/comm/archives/2010/10-052.shtml) rileva che il numero delle denunce di presunti casi di pedofilia da parte di ecclesiastici ha raggiunto il minimo storico dal 2004 (da quando si sono iniziati a registrare). Un segnale in più che la “politica” di Benedetto XVI sta portando i suoi effetti. Come si è visto più che di un’emergenza incontrollata, qui si tratta di una piaga riguardante soprattutto il passato, a cui si sta mettendo mano con efficacia per raddrizzare le cose.
La realtà, dunque, sembra diversa. Mentre più di 400.000 sacerdoti e un miliardo di fedeli nel mondo si danno costantemente da fare, qualcuno sta puntando i riflettori su qualche decina di poveri malati per screditare l'intera Chiesa, Benedetto XVI in testa.
Di Benedetta Sangirardi
tags: pedofilia retroscena Papa
http://www.affaritaliani.it/cronache/pedofilia_retroscena250310.html
Sabato 27.03.2010 15:38
Che cosa sta succedendo? C'è un complotto contro la Chiesa? I casi di pedofilia si susseguono sulle pagine dei giornali. Quasi uno al giorno. Che cosa c'è di vero e di non vero in questa vicenda? E perché stanno venendo fuori tutti ora i casi di pedofilia (gravissimi) all'interno della Chiesa? Qualcuno vuole "fare fuori" Benedetto XVI? Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it da fonti accreditate vicine al Vaticano, la volontà è proprio quella di infangare la Chiesa. Si tratta, insomma, di una vera e propria campagna mediatica contro il Papa.
Un complotto, una deriva anticattolica di una certa cultura presente in Occidente. La voce della Chiesa, agli occhi di questa cultura, essendo libera e non manipolabile, crea non pochi problemi (si pensi alla costante difesa della vita e della dignità della persona contro gli interessi di parte). Non è un caso che molti di questi "episodi" e accuse di pedofilia vengano dall'estero. E non è un caso che la parola "lobby" sia stata coniata proprio nei paesi in cui è più presente questa matrice culturale. Ma andiamo con ordine.
Stiamo assistendo è un vero e proprio attacco che mira a screditare la Chiesa e il Pontefice attraverso armi principalmente mediatiche. Basta prendere in rassegna i casi che stanno riempiendo le pagine dei giornali. Hanno tutti la caratteristica di essere episodi del passato, già chiusi e noti, in gran parte già ripresi a suo tempo dai media. Che ora vengono ritirati fuori uno a uno, con una certa cadenza per massimizzare l'effetto.
Fin dall'inizio la manovra è stata chiara: arrivare al Pontefice. Si è partiti dal tentativo di coinvolgimento del fratello del Papa, riportando i due casi di abuso nel coro di Ratisbona che in realtà erano avvenuti anni prima dell'incarico di Georg Ratzinger e soprattutto erano già noti e chiusi giuridicamente. Ma il nome "Ratzinger" è comunque rimasto nei titoli. Poi è stato tirato fuori un altro caso noto e chiuso, quello del cosiddetto "padre H" nella arcidiocesi di Monaco all'inizio degli anni '80. Anche questo un caso trattato già a suo tempo, in cui l'estraneità dell'allora arcivescovo Ratzinger era stata chiaramente accertata, persino dal tribunale che giudicò l'accusato. L'ultimo caso uscito sul New York Times è un ulteriore tentativo: anche qui le carte dicono che la Congregazione per la Dottrina della Fede, consultata 20 anni dopo i fatti (gli abusi erano avvenuti negli anni '70), invitò a tenere il sacerdote in questione comunque alla larga dalle attività pastorali nonostante fossero passati così tanti anni senza evidenze di altri crimini e nonostante la stessa giustizia civile aveva archiviato il caso.
I NUMERI - Allo stillicidio dei casi singoli (sempre gli stessi da decenni rispolverati ad hoc) si unisce il gonfiamento delle cifre per dare l'idea di un fenomeno esteso e incontrollabile. Un esempio lampante è la cifra di 4000 casi di abuso negli Stati Uniti che continuamente viene ripetuta. Quello che si omette di dire è che su quelle 4000 accuse (non sentenze), quelle riguardanti casi di pedofilia sono state 950, che hanno portato a 54 condanne, in un periodo di quarant'anni. I sacerdoti negli Stati Uniti sono 109.000.
I DOCUMENTI .- Un altro elemento è la citazione impropria dei documenti come se ne esistessero di segreti redatti per coprire i crimini dei pedofili. La realtà è che nei due documenti più importanti (pubblici e consultabili anche online) il "Crimen sollicitationis" del 1922 riedito nel 1962 da Giovanni XXIII e nel "De delictis gravioribus" del 2001 firmato dall'allora Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede il Cardinal Ratinger c'è scritto chiaro e tondo che i crimini vanno puntualmente denunciati e perseguiti canonicamente. Il problema è che i documenti sono redatti in latino ed alcune cattiva traduzioni, unite a malafede, hanno portato a confondere frasi per il loro contrario. Ma anche qui nei titoli è rimasta la sensazione di disposizioni di occultamento dei casi dall'alto.
La realtà è che un sacerdote che si macchia del reato di pedofilia è una cosa ripugnante anche se è uno solo. Così come è terribile il fatto che qualche esponente della Chiesa abbia insabbiato e nascosto i casi. Ma dipingere la Chiesa come un covo di pedofili e il Papa e le gerarchie impegnate a nascondere non solo è falso, è esattamente il contrario della realtà.
IL RUOLO DEL PAPA E I CASI DI PEDOFILIA - Papa Benedetto XVI tra i papi contemporanei è senza dubbio quello che più si è speso per correggere questa piaga della Chiesa. Per farsi un’idea del suo atteggiamento nei confronti dei casi di abuso è da leggere la recente Lettera ai cattolici irlandesi dove il Pontefice stigmatizza con determinazione il fenomeno, ne indica la radice nell’allontanamento dalla vita di fede da parte di alcuni membri della Chiesa e più in generale in certe confusioni dovute alla secolarizzazione e alla cattiva interpretazione del Concilio Vaticano II; e invita con forza i vescovi che hanno coperto o non reagito adeguatamente a prendersi le responsabilità dei propri atti per far sì che non accada in futuro. Stessa chiarezza e determinazione che il Papa ha mostrato durante il suo viaggio negli USA quando ha incontrato le vittime degli abusi, così come ha fatto in Australia.
CASI IN DIMINUZIONE - Nel frattempo un recente rapporto della Conferenza Episcopale USA (http://www.usccb.org/comm/archives/2010/10-052.shtml) rileva che il numero delle denunce di presunti casi di pedofilia da parte di ecclesiastici ha raggiunto il minimo storico dal 2004 (da quando si sono iniziati a registrare). Un segnale in più che la “politica” di Benedetto XVI sta portando i suoi effetti. Come si è visto più che di un’emergenza incontrollata, qui si tratta di una piaga riguardante soprattutto il passato, a cui si sta mettendo mano con efficacia per raddrizzare le cose.
La realtà, dunque, sembra diversa. Mentre più di 400.000 sacerdoti e un miliardo di fedeli nel mondo si danno costantemente da fare, qualcuno sta puntando i riflettori su qualche decina di poveri malati per screditare l'intera Chiesa, Benedetto XVI in testa.
Di Benedetta Sangirardi
tags: pedofilia retroscena Papa
http://www.affaritaliani.it/cronache/pedofilia_retroscena250310.html
Anglicani e pedofilia. Una storia di travi e pagliuzze
Anglicani e pedofilia. Una storia di travi e pagliuzze
di Massimo Introvigne
Quattrocento.bambini molestati, un’intera zona infestata da ministri di culto pedofili che i superiori per quarant’anni si limitano a trasferire da una parrocchia all’altra, ostacolando in ogni modo le indagini della polizia. Una commissione d’inchiesta, condanne, scuse pubbliche che secondo le vittime non possono bastare, un vescovo che si dimette. L’ennesimo episodio di pedofilia nella Chiesa Cattolica? Niente affatto: si tratta dello scandalo dei pastori pedofili nella Chiesa Anglicana dell’Australia del Nord, scoperto nel 2003. La Comunione Anglicana fin dagli anni 1980 è stata devastata da alcuni dei più clamorosi scandali di abusi di minori e di pedofilia dell’intero mondo anglosassone. Nel giorno di venerdì santo del 2002 William Persell, vescovo di Chicago della Chiesa Episcopaliana – la branca statunitense della Comunione Anglicana – dichiarava in un sermone: “Saremmo ingenui e disonesti se dicessimo che quello della pedofilia è un problema della Chiesa Cattolica e non ha nulla a che fare con noi anglicani perché abbiamo preti sposati e donne prete. Non è così”.
Per questo i commenti dell’arcivescovo di Canterbury e responsabile mondiale della Comunione Anglicana, Rowan Williams, che il 3 aprile ha scatenato un attacco senza precedenti contro la Chiesa Cattolica, unendo la sua voce all’assalto di una lobby internazionale contro Benedetto XVI, sono apparsi a molti specialisti di abusi compiuti da religiosi come un pesce d’aprile di cattivo gusto e in ritardo di due giorni. Ma come? Il capo di una comunità dove gli abusi sono iniziati addirittura nel XIX secolo e continuano ampiamente ancora oggi si permette di attaccare il Papa? Non conosce forse la pagina del Vangelo sulla pagliuzza e sulla trave?
Statisticamente, Williams – che contrappone i protestanti ai cattolici – non potrebbe avere più torto. Secondo il sociologo Philip Jenkins, uno dei maggiori studiosi mondiali della questione degli abusi pedofili, il tasso di sacerdoti condannati per abusi su minori a seconda delle aree geografiche varia dallo 0,2 all’1,7% del totale, mentre per i ministri protestanti va dal 2 al 3%. Un rapporto del 2002 di un’agenzia protestante americana, Christian Ministry Resources, concludeva che “i cattolici ricevono tutta l’attenzione nei media, ma il problema è maggiore nelle Chiese protestanti” dove le accuse (certo da non confondersi con le condanne) negli Stati Uniti erano arrivate al bel numero di settanta alla settimana. Nella sole congregazioni della Comunione Anglicana i siti specializzati riportano centinaia di casi.
Questo dimostra, fra l’altro, che il celibato non c’entra: la maggior parte dei pastori protestanti in genere e anglicani in specie è sposata. Nel 2002 in Australia il pastore anglicano Robert Ellmore, sposato, fu condannato per avere abusato di numerosi bambini, fra cui la sua nipotina di cinque anni. Un pastore episcopaliano di Tucson, in Arizona, Stephen P. Apthorp, nel 1992 era stato condannato per avere violentato 830 volte la figliastra, inducendola a tentare il suicidio, a partire da quando aveva dieci anni. In Australia nel 1995 la Chiesa Anglicana aveva deciso di occuparsi del problema costituendo un “Comitato della Chiesa sugli abusi sessuali”. Uno dei membri più noti del comitato era il canonico anglicano Ross Leslie McAuley. Quando lo nominarono, i vertici della Chiesa Anglicana sapevano già che era sotto inchiesta per diversi casi di abusi omosessuali. Più tardi sarebbe stato descritto dai suoi stessi superiori come “un predatore sessuale”. Il 12 marzo 2009 in Australia un ex responsabile della Church of England Boys Society è stato condannato a diciotto anni di carcere per una lunga catena di abusi sui bambini. E le condanne continuano.
Sarebbe sbagliato qualunque atteggiamento del tipo “mal comune, mezzo gaudio”, né certamente la Chiesa Cattolica intende assumerlo. Al contrario, il Papa è impegnato a denunciare – come ha scritto nella “Lettera ai cattolici dell’Irlanda” – “la vergogna e il disonore” dei preti pedofili. Ma il capo anglicano Rowan Williams – che mantiene aperto il sacerdozio e l’episcopato agli omosessuali e ha auspicato l’introduzione in Gran Bretagna della legge islamica, la shari’a, per i musulmani – dovrebbe smetterla con il patetico tentativo di usare la questione della pedofilia per frenare la massiccia emorragia di anglicani che tornano alla Chiesa di Roma disgustati dalla sua gestione, lasciare al Papa il suo lavoro e occuparsi semmai di fare pulizia in casa sua.
www.itresentieri.it
www.studiapologeticijo.com
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Quattrocento.bambini molestati, un’intera zona infestata da ministri di culto pedofili che i superiori per quarant’anni si limitano a trasferire da una parrocchia all’altra, ostacolando in ogni modo le indagini della polizia. Una commissione d’inchiesta, condanne, scuse pubbliche che secondo le vittime non possono bastare, un vescovo che si dimette. L’ennesimo episodio di pedofilia nella Chiesa Cattolica? Niente affatto: si tratta dello scandalo dei pastori pedofili nella Chiesa Anglicana dell’Australia del Nord, scoperto nel 2003. La Comunione Anglicana fin dagli anni 1980 è stata devastata da alcuni dei più clamorosi scandali di abusi di minori e di pedofilia dell’intero mondo anglosassone. Nel giorno di venerdì santo del 2002 William Persell, vescovo di Chicago della Chiesa Episcopaliana – la branca statunitense della Comunione Anglicana – dichiarava in un sermone: “Saremmo ingenui e disonesti se dicessimo che quello della pedofilia è un problema della Chiesa Cattolica e non ha nulla a che fare con noi anglicani perché abbiamo preti sposati e donne prete. Non è così”.
Per questo i commenti dell’arcivescovo di Canterbury e responsabile mondiale della Comunione Anglicana, Rowan Williams, che il 3 aprile ha scatenato un attacco senza precedenti contro la Chiesa Cattolica, unendo la sua voce all’assalto di una lobby internazionale contro Benedetto XVI, sono apparsi a molti specialisti di abusi compiuti da religiosi come un pesce d’aprile di cattivo gusto e in ritardo di due giorni. Ma come? Il capo di una comunità dove gli abusi sono iniziati addirittura nel XIX secolo e continuano ampiamente ancora oggi si permette di attaccare il Papa? Non conosce forse la pagina del Vangelo sulla pagliuzza e sulla trave?
Statisticamente, Williams – che contrappone i protestanti ai cattolici – non potrebbe avere più torto. Secondo il sociologo Philip Jenkins, uno dei maggiori studiosi mondiali della questione degli abusi pedofili, il tasso di sacerdoti condannati per abusi su minori a seconda delle aree geografiche varia dallo 0,2 all’1,7% del totale, mentre per i ministri protestanti va dal 2 al 3%. Un rapporto del 2002 di un’agenzia protestante americana, Christian Ministry Resources, concludeva che “i cattolici ricevono tutta l’attenzione nei media, ma il problema è maggiore nelle Chiese protestanti” dove le accuse (certo da non confondersi con le condanne) negli Stati Uniti erano arrivate al bel numero di settanta alla settimana. Nella sole congregazioni della Comunione Anglicana i siti specializzati riportano centinaia di casi.
Questo dimostra, fra l’altro, che il celibato non c’entra: la maggior parte dei pastori protestanti in genere e anglicani in specie è sposata. Nel 2002 in Australia il pastore anglicano Robert Ellmore, sposato, fu condannato per avere abusato di numerosi bambini, fra cui la sua nipotina di cinque anni. Un pastore episcopaliano di Tucson, in Arizona, Stephen P. Apthorp, nel 1992 era stato condannato per avere violentato 830 volte la figliastra, inducendola a tentare il suicidio, a partire da quando aveva dieci anni. In Australia nel 1995 la Chiesa Anglicana aveva deciso di occuparsi del problema costituendo un “Comitato della Chiesa sugli abusi sessuali”. Uno dei membri più noti del comitato era il canonico anglicano Ross Leslie McAuley. Quando lo nominarono, i vertici della Chiesa Anglicana sapevano già che era sotto inchiesta per diversi casi di abusi omosessuali. Più tardi sarebbe stato descritto dai suoi stessi superiori come “un predatore sessuale”. Il 12 marzo 2009 in Australia un ex responsabile della Church of England Boys Society è stato condannato a diciotto anni di carcere per una lunga catena di abusi sui bambini. E le condanne continuano.
Sarebbe sbagliato qualunque atteggiamento del tipo “mal comune, mezzo gaudio”, né certamente la Chiesa Cattolica intende assumerlo. Al contrario, il Papa è impegnato a denunciare – come ha scritto nella “Lettera ai cattolici dell’Irlanda” – “la vergogna e il disonore” dei preti pedofili. Ma il capo anglicano Rowan Williams – che mantiene aperto il sacerdozio e l’episcopato agli omosessuali e ha auspicato l’introduzione in Gran Bretagna della legge islamica, la shari’a, per i musulmani – dovrebbe smetterla con il patetico tentativo di usare la questione della pedofilia per frenare la massiccia emorragia di anglicani che tornano alla Chiesa di Roma disgustati dalla sua gestione, lasciare al Papa il suo lavoro e occuparsi semmai di fare pulizia in casa sua.
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