LA BENEDIZIONE ALLE COPPE OMOSESSUALI SECONDO LA CHIESA VALDESE DI TRAPANI
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Dio vuole l’amore, non lo giudica
In data 7 aprile 2010, presso i locali di culto della chiesa valdese di Trapani e Marsala, ha avuto luogo la prima celebrazione di una benedizione omosessuale in una chiesa protestante italiana: ne diamo notizia soltanto adesso poiché abbiamo inteso rispettare la riservatezza richiestaci in merito dalla coppia nonché dalla sua chiesa di appartenenza, che hanno congiuntamente ritenuto di voler prima discutere della questione nell’ambito del proprio Sinodo. Auspicando che anche il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste decida di dibattere più approfonditamente la questione relativa alla benedizione di coppie omosessuali, fornendo in tal modo alle chiese un orientamento più esplicito al riguardo, intendiamo chiarire quali siano state le motivazioni che ci hanno animate ed animati a svolgere tale celebrazione.In seno al Consiglio di chiesa è emerso, anzitutto, un consenso unanime circa il fatto che essere stati chiamati a riconoscere piena legittimità in ambito ecclesiale alla convivenza e all’amore tra due persone dello stesso sesso abbia rappresentato una benedizione di Dio. Affermiamo questo nell’assoluta convinzione del fatto che le parole e la prassi di Gesù, così come esse ci sono testimoniate nei vangeli, non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta che si rivelino improntate all’amore: nell’ambito di questa prospettiva, la distinzione tra eterosessualità ed omosessualità ci appare del tutto marginale ed ininfluente. Suffraghiamo inoltre questo nostro fermo convincimento con quanto espresso all’interno del documento elaborato dal Gruppo di lavoro sull’omosessualità (Glom): gruppo che, come è chiarito nel preambolo, è stato «nominato (...) dalla Tavola valdese (...) e dal Comitato esecutivo Ucebi (...) il 18 novembre 2000». Nel suddetto documento, si può leggere che: «La situazione delle nostre chiese è (...) “a metà del guado”, e perciò piuttosto problematica e rischiosa, a motivo della sua indefinitezza,determinata non solo dalla nostra struttura ecclesiale, ma anche dal permanere, al nostro interno, sia di diffidenze moralistiche verso l’omosessualità, sia di timori circa i rischi di divisioni e di scissioni che si corrono (...)».
Coscienti del fatto che la situazione descritta si rivela ancora attuale, ribadiamo la nostra ferma convinzione circa la necessità di celebrare tali benedizioni, onde evitare che l’accoglienza che le nostre chiese hanno a più riprese dichiarata nei confronti delle persone e delle coppie omosessuali si riveli puramente formale. A tale riguardo riteniamo che l’impegno che ci coinvolge tutte e tutti sotto il profilo strettamente ecclesiastico debba consistere nella celebrazione di benedizioni gay e lesbiche, poiché per tutto ciò che attiene al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali in ambito civile ogni rivendicazione, per quanto giusta e doverosa, ci coinvolge come cittadine e cittadini e non direttamente come chiese.
Sperando di poter finalmente dare concretezza alle parole conclusive del documento, il cui spirito ed il cui contenuto, ribadendoli, intendiamo far nostri: «Le coppie omosessuali, così come quelle eterosessuali, desiderano condividere la loro vita con la persona amata, a tutti i livelli: da quello spirituale a quello materiale, da quello affettivo a quello erotico-sessuale. Il desiderio di essere riconosciuti come coppia a livello ecclesiale e sociale, oltre a manifestare una volontà di continuità nel progetto di vita, produce l’espansione dell’amore nel mondo».
Il Consiglio di Chiesa di Trapani e Marsala
pubblicato su 'Riforma' del 4 giugno 2010
http://www.chiesavaldesetrapani.com/public_html/archivio-articoli/473-dio-vuole-lamore-non-lo-giudica.html
ARTICOLI E NOTIZIE RIGUARDO L'APOSTASIA CHE STA ENTRANDO IN TUTTE LE CHIESE CRISTIANE
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mercoledì 9 giugno 2010
Nozze gay nella chiesa valdese di Trapani
Nozze gay nella chiesa valdese di Trapani
Trapani, 08-06-2010
Nozze gay a Trapani. Sono state celebrate nel tempio valdese tra due tedesche. Il rito che ha unito le donne delle chiese luterana e mennonita, è stato celebrato dal pastore Alessandro Esposito. Le spose erano arrivate a bordo di pullman carichi di circa duecento parenti e amici. Il patto nuziale, già validato in Germania con la stipula di una unione civile, è stato benedetto gioiosamente dalla comunità trapanese, tra formule e inni pronunciati in italiano e in tedesco.
E' la prima volta che in Italia un pastore protestante benedice un matrimonio omosessuale. La "Tavola valdese", ha detto Esposito, "il nostro esecutivo" ha autorizzato l'unione.
"Certamente - dice il pastore valdese di Trapani e Marsala, intervistato da Repubblica - questa ha un valore sotto il profilo ecclesiastico e ritengo civico, ma non possiede effetti civili. Ma anche sotto l'aspetto simbolico credo che la scelta operata dalla nostra comunità sia eloquente e vada senza dubbio nella direzione del pieno riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali che auspichiamo e chiediamo". Esposito chiede a questo punto un pronunciamento ufficiale anche da parte delle chiese battiste e metodiste: "Esistono dei punti fondamentali che concernono il riconoscimento dei diritti umani, tra cui rientra a pieno titolo la differenza di orientamento sessuale e affettivo, rispetto ai quali una spaccatura può e deve essere provocata, con buona pace di quanti questi diritti non intendono riconoscerli".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=141740
Trapani, 08-06-2010
Nozze gay a Trapani. Sono state celebrate nel tempio valdese tra due tedesche. Il rito che ha unito le donne delle chiese luterana e mennonita, è stato celebrato dal pastore Alessandro Esposito. Le spose erano arrivate a bordo di pullman carichi di circa duecento parenti e amici. Il patto nuziale, già validato in Germania con la stipula di una unione civile, è stato benedetto gioiosamente dalla comunità trapanese, tra formule e inni pronunciati in italiano e in tedesco.
E' la prima volta che in Italia un pastore protestante benedice un matrimonio omosessuale. La "Tavola valdese", ha detto Esposito, "il nostro esecutivo" ha autorizzato l'unione.
"Certamente - dice il pastore valdese di Trapani e Marsala, intervistato da Repubblica - questa ha un valore sotto il profilo ecclesiastico e ritengo civico, ma non possiede effetti civili. Ma anche sotto l'aspetto simbolico credo che la scelta operata dalla nostra comunità sia eloquente e vada senza dubbio nella direzione del pieno riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali che auspichiamo e chiediamo". Esposito chiede a questo punto un pronunciamento ufficiale anche da parte delle chiese battiste e metodiste: "Esistono dei punti fondamentali che concernono il riconoscimento dei diritti umani, tra cui rientra a pieno titolo la differenza di orientamento sessuale e affettivo, rispetto ai quali una spaccatura può e deve essere provocata, con buona pace di quanti questi diritti non intendono riconoscerli".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=141740
mercoledì 26 maggio 2010
CHIESA VETERO-CATTOLICA: PRIMA DONNA SACERDOTE
Prima donna sacerdote in Italia, celebra messa per strada: video
La prima donna sacerdote in Italia dice messa per strada perché a chiesa che l’ha ospitata negli ultimi 5 anni le chiude la porta in faccia. Ma lei non si scoraggia
Ha fatto scalpore qualche tempo fa la notizia dell’ordinazione della prima donna sacerdote in Italia all’interno della Chiesa vetero cattolica. Ora, dopo aver mostrato una certa apertura, la Chiesa cattolica torna sui suoi passi negandole la parrocchia per celebrare la sua prima messa. Chiuse anche le porte della cappella dove negli ultimi 5 anni aveva celebrato da diacona. Pentimento postumo per aver concesso ad una donna un sacramento di solito riservato agli uomini? Forse. Fatto sta che madre Maria Vittoria Longhitano ha dovuto celebrare per strada, con un altare improvvisato e il frastuono del traffico.
A pochi passi dalla chiesa che per tanti anni l’ha accolta, eppure è come se fosse ad anni luce di distanza: improvvisamente irraggiungibile, la cappella nell’istituto don Orione, a Milano, è stata decisamente interdetta alla neosacerdotessa subito dopo l’ordinazione. E pensare che la Chiesa vetero cattolica è in dialogo con Roma e di certo non ha saputo della novità solo dopo che la notizia si è diffusa. E così Maria Vittoria col marito e la sorella, insieme ad una trentina di fedeli tra i quali omosessuali e trans gender, ha improvvisato una chiesa all’aria aperta, nei giardini di fronte al Don Orione, con un crocifisso di legno e uno scaffale Ikea come altare. Nella sua omelia, cita due donne perseguitate, Emanuela Loy, la prima poliziotta vittima della mafia, e Santa Rita, la santa dei miracoli impossibili.
http://donna.fanpage.it/prima-donna-sacerdote-in-italia-celebra-messa-per-strada-video/
La prima donna sacerdote in Italia dice messa per strada perché a chiesa che l’ha ospitata negli ultimi 5 anni le chiude la porta in faccia. Ma lei non si scoraggia
Ha fatto scalpore qualche tempo fa la notizia dell’ordinazione della prima donna sacerdote in Italia all’interno della Chiesa vetero cattolica. Ora, dopo aver mostrato una certa apertura, la Chiesa cattolica torna sui suoi passi negandole la parrocchia per celebrare la sua prima messa. Chiuse anche le porte della cappella dove negli ultimi 5 anni aveva celebrato da diacona. Pentimento postumo per aver concesso ad una donna un sacramento di solito riservato agli uomini? Forse. Fatto sta che madre Maria Vittoria Longhitano ha dovuto celebrare per strada, con un altare improvvisato e il frastuono del traffico.
A pochi passi dalla chiesa che per tanti anni l’ha accolta, eppure è come se fosse ad anni luce di distanza: improvvisamente irraggiungibile, la cappella nell’istituto don Orione, a Milano, è stata decisamente interdetta alla neosacerdotessa subito dopo l’ordinazione. E pensare che la Chiesa vetero cattolica è in dialogo con Roma e di certo non ha saputo della novità solo dopo che la notizia si è diffusa. E così Maria Vittoria col marito e la sorella, insieme ad una trentina di fedeli tra i quali omosessuali e trans gender, ha improvvisato una chiesa all’aria aperta, nei giardini di fronte al Don Orione, con un crocifisso di legno e uno scaffale Ikea come altare. Nella sua omelia, cita due donne perseguitate, Emanuela Loy, la prima poliziotta vittima della mafia, e Santa Rita, la santa dei miracoli impossibili.
http://donna.fanpage.it/prima-donna-sacerdote-in-italia-celebra-messa-per-strada-video/
CHIESA VETERO CATTOLICA: LA PRIMA DONNA SACRDOTE
Prima donna sacerdote in Italia, celebra messa per strada: video
La prima donna sacerdote in Italia dice messa per strada perché a chiesa che l’ha ospitata negli ultimi 5 anni le chiude la porta in faccia. Ma lei non si scoraggia
Ha fatto scalpore qualche tempo fa la notizia dell’ordinazione della prima donna sacerdote in Italia all’interno della Chiesa vetero cattolica. Ora, dopo aver mostrato una certa apertura, la Chiesa cattolica torna sui suoi passi negandole la parrocchia per celebrare la sua prima messa. Chiuse anche le porte della cappella dove negli ultimi 5 anni aveva celebrato da diacona. Pentimento postumo per aver concesso ad una donna un sacramento di solito riservato agli uomini? Forse. Fatto sta che madre Maria Vittoria Longhitano ha dovuto celebrare per strada, con un altare improvvisato e il frastuono del traffico.
A pochi passi dalla chiesa che per tanti anni l’ha accolta, eppure è come se fosse ad anni luce di distanza: improvvisamente irraggiungibile, la cappella nell’istituto don Orione, a Milano, è stata decisamente interdetta alla neosacerdotessa subito dopo l’ordinazione. E pensare che la Chiesa vetero cattolica è in dialogo con Roma e di certo non ha saputo della novità solo dopo che la notizia si è diffusa. E così Maria Vittoria col marito e la sorella, insieme ad una trentina di fedeli tra i quali omosessuali e trans gender, ha improvvisato una chiesa all’aria aperta, nei giardini di fronte al Don Orione, con un crocifisso di legno e uno scaffale Ikea come altare. Nella sua omelia, cita due donne perseguitate, Emanuela Loy, la prima poliziotta vittima della mafia, e Santa Rita, la santa dei miracoli impossibili.
http://donna.fanpage.it/prima-donna-sacerdote-in-italia-celebra-messa-per-strada-video/
La prima donna sacerdote in Italia dice messa per strada perché a chiesa che l’ha ospitata negli ultimi 5 anni le chiude la porta in faccia. Ma lei non si scoraggia
Ha fatto scalpore qualche tempo fa la notizia dell’ordinazione della prima donna sacerdote in Italia all’interno della Chiesa vetero cattolica. Ora, dopo aver mostrato una certa apertura, la Chiesa cattolica torna sui suoi passi negandole la parrocchia per celebrare la sua prima messa. Chiuse anche le porte della cappella dove negli ultimi 5 anni aveva celebrato da diacona. Pentimento postumo per aver concesso ad una donna un sacramento di solito riservato agli uomini? Forse. Fatto sta che madre Maria Vittoria Longhitano ha dovuto celebrare per strada, con un altare improvvisato e il frastuono del traffico.
A pochi passi dalla chiesa che per tanti anni l’ha accolta, eppure è come se fosse ad anni luce di distanza: improvvisamente irraggiungibile, la cappella nell’istituto don Orione, a Milano, è stata decisamente interdetta alla neosacerdotessa subito dopo l’ordinazione. E pensare che la Chiesa vetero cattolica è in dialogo con Roma e di certo non ha saputo della novità solo dopo che la notizia si è diffusa. E così Maria Vittoria col marito e la sorella, insieme ad una trentina di fedeli tra i quali omosessuali e trans gender, ha improvvisato una chiesa all’aria aperta, nei giardini di fronte al Don Orione, con un crocifisso di legno e uno scaffale Ikea come altare. Nella sua omelia, cita due donne perseguitate, Emanuela Loy, la prima poliziotta vittima della mafia, e Santa Rita, la santa dei miracoli impossibili.
http://donna.fanpage.it/prima-donna-sacerdote-in-italia-celebra-messa-per-strada-video/
lunedì 17 maggio 2010
Pedofilia:risarcimento da chiesa Vermont
Pedofilia:risarcimento da chiesa Vermont
20 mln a vittime per una trentina di casi che coinvolgono preti
15 maggio, 09:28
(ANSA) - WASHINGTON, 15 MAG - La Chiesa cattolica del Vermont paghera' 20 milioni di dollari di risarcimento per una trentina di casi riguardanti preti pedofili. L'accordo prevede un risarcimento per 17,65 milioni di dollari nei confronti di 26 persone che avevano collettivamente presentato denuncia, che ora sara' lasciata cadere. L'intesa prevede un ulteriore risarcimento di circa 3 milioni di dollari per non procedere con una serie di altre cause che aveva gia' raggiunto l'appello.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/05/15/visualizza_new.html_1792956977.html
20 mln a vittime per una trentina di casi che coinvolgono preti
15 maggio, 09:28
(ANSA) - WASHINGTON, 15 MAG - La Chiesa cattolica del Vermont paghera' 20 milioni di dollari di risarcimento per una trentina di casi riguardanti preti pedofili. L'accordo prevede un risarcimento per 17,65 milioni di dollari nei confronti di 26 persone che avevano collettivamente presentato denuncia, che ora sara' lasciata cadere. L'intesa prevede un ulteriore risarcimento di circa 3 milioni di dollari per non procedere con una serie di altre cause che aveva gia' raggiunto l'appello.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/05/15/visualizza_new.html_1792956977.html
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lunedì 12 aprile 2010
GERMANIA: CHIESA RISARCISCA VITTIME DI PEDOFILIA
GERMANIA: CHIESA RISARCISCA VITTIME DI PEDOFILIA
(AGI) - Berlino, 9 mar. - La Chiesa tedesca deve indennizzare le vittime di abusi sessuali compiuti negli istituti di istruzione ecclesiastici. Lo chiede oggi dalle colonne del quotidiano 'Sueddeutsche Zeitung' il ministro federale della Giustizia, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, secondo la quale "e' necessario un chiaro segnale indirizzato alle vittime, come ad esempio una discussione su risarcimenti volontari nei casi in cui e' avvenuta la prescrizione giudiziaria". Il ministro sottolinea che questo gesto di riparazione materiale significa "rendere in parte giustizia alle vittime, anche se l'ingiustizia sofferta non e' quantizzabile materialmente". Sulla stessa lunghezza d'onda e' anche il segretario del partito socialdemocratico, Andrea Nahles, che estende la richiesta di risarcimento anche agli istituti laici in cui si sono verificati abusi. La signora Nahles spiega alla 'Sueddeutsche' che un risarcimento anche simbolico "sarebbe un'offerta adeguata alle vittime di allora", aggiungendo che "bisogna fare chiarezza ovunque si sono tenuti nascosti per anni abusi sistematici, affinche' essi non si ripetano". Nel frattempo il ministro della Giustizia bavarese, Beate Merk (Csu), chiede sul quotidiano 'Die Welt' di elevare le pene riguardanti gli abusi sessuali, poiche' ogni reato del genere e' "un crimine che deve essere nuovamente bollato allo stesso modo in cui cio' avveniva con la vecchia legislazione e come continua a rimanere nella percezione dei cittadini". In termini concreti la signora Merk chiede che "la pena minima venga aumentata dal minimo attuale di sei mesi ad un anno", poiche' "gli abusi sessuali sono le cose piu' ripugnanti che una persona possa fare all'animo innocente di un bambino".
http://www.agi.it/estero/notizie/201003091046-est-rt10032-germania_ministro_giustizia_chiesa_risarcisca_vittime_pedofilia
(AGI) - Berlino, 9 mar. - La Chiesa tedesca deve indennizzare le vittime di abusi sessuali compiuti negli istituti di istruzione ecclesiastici. Lo chiede oggi dalle colonne del quotidiano 'Sueddeutsche Zeitung' il ministro federale della Giustizia, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, secondo la quale "e' necessario un chiaro segnale indirizzato alle vittime, come ad esempio una discussione su risarcimenti volontari nei casi in cui e' avvenuta la prescrizione giudiziaria". Il ministro sottolinea che questo gesto di riparazione materiale significa "rendere in parte giustizia alle vittime, anche se l'ingiustizia sofferta non e' quantizzabile materialmente". Sulla stessa lunghezza d'onda e' anche il segretario del partito socialdemocratico, Andrea Nahles, che estende la richiesta di risarcimento anche agli istituti laici in cui si sono verificati abusi. La signora Nahles spiega alla 'Sueddeutsche' che un risarcimento anche simbolico "sarebbe un'offerta adeguata alle vittime di allora", aggiungendo che "bisogna fare chiarezza ovunque si sono tenuti nascosti per anni abusi sistematici, affinche' essi non si ripetano". Nel frattempo il ministro della Giustizia bavarese, Beate Merk (Csu), chiede sul quotidiano 'Die Welt' di elevare le pene riguardanti gli abusi sessuali, poiche' ogni reato del genere e' "un crimine che deve essere nuovamente bollato allo stesso modo in cui cio' avveniva con la vecchia legislazione e come continua a rimanere nella percezione dei cittadini". In termini concreti la signora Merk chiede che "la pena minima venga aumentata dal minimo attuale di sei mesi ad un anno", poiche' "gli abusi sessuali sono le cose piu' ripugnanti che una persona possa fare all'animo innocente di un bambino".
http://www.agi.it/estero/notizie/201003091046-est-rt10032-germania_ministro_giustizia_chiesa_risarcisca_vittime_pedofilia
Pedofilia,la Chiesa olandese indaga
Pedofilia,la Chiesa olandese indaga
9/3/2010
Inchiesta su abusi in scuole cattoliche
La Conferenza episcopale olandese ha annunciato che sarà avviata un'inchiesta per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. Lo hanno reso noto diversi media olandesi. L'indagine sulle presunte violenze sessuali, spiegano i vescovi, sarà "vasta, esterna e indipendente".
I vescovi olandesi sono "profondamente colpiti" dalle storie sui minori emerse in queste ultime settimane. Il caso è scoppiato una decina di giorni fa. Anche alcune suore, non solo quindi sacerdoti, di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni '50, di abusi. Un giornale olandese riporta la storia di Herman Harends, oggi 63enne, che ricorda i turbamenti subiti quando, 11enne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi.
"Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare. Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo - ha aggiunto si trattasse di un caso solato''.
Già l'ordine dei Salesiani aveva annunciato che un'inchiesta sarebbe stata aperta per i presunti abusi sessuali commessi da membri del clero in uno studentato della regione di Arnhem negli anni '60. Da allora, una commissione consultiva episcopale, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 200 testimonianze.
Sugli scandali che hanno colpito la Chiesa in diversi Paesi, dalla Germania all'Irlanda, il Vaticano ha preso una netta posizione. La Chiesa ha "affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione", ha dichiarato il portavoce, padre Federico Lombardi. In una nota per la Radio Vaticana, il religioso spiega anche come "concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva".
"Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte" nella vicenda "hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa". E' quanto rileva padre Lombardi in una lunga nota dedicata al caso degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti e alle reazione della Santa Sede.
"Così facendo - ha aggiunto Lombardi - hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo476028.shtml
9/3/2010
Inchiesta su abusi in scuole cattoliche
La Conferenza episcopale olandese ha annunciato che sarà avviata un'inchiesta per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. Lo hanno reso noto diversi media olandesi. L'indagine sulle presunte violenze sessuali, spiegano i vescovi, sarà "vasta, esterna e indipendente".
I vescovi olandesi sono "profondamente colpiti" dalle storie sui minori emerse in queste ultime settimane. Il caso è scoppiato una decina di giorni fa. Anche alcune suore, non solo quindi sacerdoti, di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni '50, di abusi. Un giornale olandese riporta la storia di Herman Harends, oggi 63enne, che ricorda i turbamenti subiti quando, 11enne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi.
"Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare. Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo - ha aggiunto si trattasse di un caso solato''.
Già l'ordine dei Salesiani aveva annunciato che un'inchiesta sarebbe stata aperta per i presunti abusi sessuali commessi da membri del clero in uno studentato della regione di Arnhem negli anni '60. Da allora, una commissione consultiva episcopale, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 200 testimonianze.
Sugli scandali che hanno colpito la Chiesa in diversi Paesi, dalla Germania all'Irlanda, il Vaticano ha preso una netta posizione. La Chiesa ha "affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione", ha dichiarato il portavoce, padre Federico Lombardi. In una nota per la Radio Vaticana, il religioso spiega anche come "concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva".
"Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte" nella vicenda "hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa". E' quanto rileva padre Lombardi in una lunga nota dedicata al caso degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti e alle reazione della Santa Sede.
"Così facendo - ha aggiunto Lombardi - hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo476028.shtml
«Pedofilia, in gioco la credibilità della Chiesa»
«Pedofilia, in gioco
la credibilità della Chiesa»
28 marzo 2010 | Francesco Peloso
LA CHIESA si gioca la sua credibilità sulla questione “cruciale” dello scandalo degli abusi sessuali da parte dei preti: tutto dipende dal tipo di risposta che saprà dare. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, torna a commentare le polemiche che infuriano sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, questa volta non per urlare al complotto contro la Santa Sede, ma per dire che la Chiesa deve andare fino in fondo nell’opera di pulizia. Poi spiega che da parte dei media c’è un interesse naturale verso la vicenda, anche se alcuni mezzi di informazione hanno davvero attaccato il Papa. Ancora si rileva che la linea dura, a cominciare da quella messa in campo dalla Chiesa degli Stati Uniti che per prima ha affrontato lo scandalo, ha dato i suoi buoni frutti. La strada da seguire è dunque già tracciata - spiega il gesuita - ed è la stessa indicata dal Pontefice nella sua lettera ai cattolici irlandesi.
La lunga nota di padre Lombardi è in equilibrio, ma i toni non sono più quelli della crociata. Il fatto che «la questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato ad essere largamente presente sui media di molti Paesi - ha detto Lombardi - non è una sorpresa. L’argomento è di natura tale da attirare di per sé l’attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità morale».
Molti casi sono vecchi, ha spiegato il portavoce vaticano, e tuttavia «riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia e di quella “purificazione della memoria” che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro». Poi c’è il riferimento alla Chiesa degli States che, con linea intransigente, è riuscita a ridurre, nell’ultimo anno, del 30% le denunce di abusi sessuali. Un buon segno che non deve far «indulgere a compiacimenti fuori luogo», e tuttavia si dimostra che la strada seguita è efficace. Infine si rileva che gli attacchi più recenti al Papa non lo indeboliscono, anzi la sua autorità esce rafforzata nel perseguire la via del «rinnovamento e della riparazione».
In Irlanda è in gioco il futuro del cardinale Sean Brady, primate della Chiesa cattolica del suo Paese, del quale l’opinione pubblica chiede a gran voce le dimissioni per aver taciuto del suo coinvolgimento nella copertura di abusi sessuali ai danni di bambini. Il cardinale che ha nascosto le proprie responsabilità anche agli altri vescovi e al Pontefice, sarebbe vicino alle dimissioni. In Vaticano si auspica che il porporato abbia il buon senso di lasciare il suo posto per evitare un braccio di ferro con Roma, ma se un cardinale fosse costretto alle dimissioni, il fatto avrebbe connotati clamorosi.
L’Osservatore romano, infine, ha pubblicato un intervento dell’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, nel quale il prelato dice che di fronte a notizie di abusi sessuali da parte di preti, i vescovi devono rivolgersi alla polizia; non vi è alcun impedimento nella legge canonica - rileva Nichols - in questo senso. Anzi l’arcivescovo si spinge oltre e chiede che il processo penale anticipi quello canonico, capovolgendo tutta l’impostazione data fin qui al tema dalle alte gerarchie ecclesiastiche.
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2010/03/28/AMwRxuXD-pedofilia_credibilita_chiesa.shtml
la credibilità della Chiesa»
28 marzo 2010 | Francesco Peloso
LA CHIESA si gioca la sua credibilità sulla questione “cruciale” dello scandalo degli abusi sessuali da parte dei preti: tutto dipende dal tipo di risposta che saprà dare. Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, torna a commentare le polemiche che infuriano sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, questa volta non per urlare al complotto contro la Santa Sede, ma per dire che la Chiesa deve andare fino in fondo nell’opera di pulizia. Poi spiega che da parte dei media c’è un interesse naturale verso la vicenda, anche se alcuni mezzi di informazione hanno davvero attaccato il Papa. Ancora si rileva che la linea dura, a cominciare da quella messa in campo dalla Chiesa degli Stati Uniti che per prima ha affrontato lo scandalo, ha dato i suoi buoni frutti. La strada da seguire è dunque già tracciata - spiega il gesuita - ed è la stessa indicata dal Pontefice nella sua lettera ai cattolici irlandesi.
La lunga nota di padre Lombardi è in equilibrio, ma i toni non sono più quelli della crociata. Il fatto che «la questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato ad essere largamente presente sui media di molti Paesi - ha detto Lombardi - non è una sorpresa. L’argomento è di natura tale da attirare di per sé l’attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità morale».
Molti casi sono vecchi, ha spiegato il portavoce vaticano, e tuttavia «riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia e di quella “purificazione della memoria” che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro». Poi c’è il riferimento alla Chiesa degli States che, con linea intransigente, è riuscita a ridurre, nell’ultimo anno, del 30% le denunce di abusi sessuali. Un buon segno che non deve far «indulgere a compiacimenti fuori luogo», e tuttavia si dimostra che la strada seguita è efficace. Infine si rileva che gli attacchi più recenti al Papa non lo indeboliscono, anzi la sua autorità esce rafforzata nel perseguire la via del «rinnovamento e della riparazione».
In Irlanda è in gioco il futuro del cardinale Sean Brady, primate della Chiesa cattolica del suo Paese, del quale l’opinione pubblica chiede a gran voce le dimissioni per aver taciuto del suo coinvolgimento nella copertura di abusi sessuali ai danni di bambini. Il cardinale che ha nascosto le proprie responsabilità anche agli altri vescovi e al Pontefice, sarebbe vicino alle dimissioni. In Vaticano si auspica che il porporato abbia il buon senso di lasciare il suo posto per evitare un braccio di ferro con Roma, ma se un cardinale fosse costretto alle dimissioni, il fatto avrebbe connotati clamorosi.
L’Osservatore romano, infine, ha pubblicato un intervento dell’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, nel quale il prelato dice che di fronte a notizie di abusi sessuali da parte di preti, i vescovi devono rivolgersi alla polizia; non vi è alcun impedimento nella legge canonica - rileva Nichols - in questo senso. Anzi l’arcivescovo si spinge oltre e chiede che il processo penale anticipi quello canonico, capovolgendo tutta l’impostazione data fin qui al tema dalle alte gerarchie ecclesiastiche.
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2010/03/28/AMwRxuXD-pedofilia_credibilita_chiesa.shtml
Abusi, Chiesa: "Ammettere colpe"
Abusi, Chiesa: "Ammettere colpe"
27/3/2010
Padre Lombardi: "Così si fa giustizia"
Gli episodi di pedofilia nel clero rappresentano un tema "cruciale per la credibilità morale" della Chiesa. Si tratta di casi "avvenuti generalmente diverso tempo fa, anche decenni addietro, ma riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia". Lo sottolinea padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, in un commento alla Radio Vaticana.
La nota è stata diffusa in vista della Settimana Santa. Nel testo Padre Lombardi sottolinea appunto che, pur trattandosi di fatti molto lontani nel tempo, riconoscerli rappresenta, oltre al prezzo da pagare per ristabilire la giustizia, anche "di quella 'purificazione' della memoria che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro".
"A questa fiducia - continua la nota - contribuiscono i numerosi segnali positivi venuti da diverse conferenze episcopali, vescovi e istituzioni cattoliche di vari Paesi nei diversi continenti: le direttive per la corretta gestione e la prevenzione degli abusi aggiornate e rinnovate in Germania, Austria, Australia, Canada e così via. La questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato a essere largamente presente sui media di molti Paesi, in particolare in Europa e in America del nord anche negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione della Lettera del Papa ai cattolici irlandesi. Non è una sorpresa, l'argomento è di natura tale da attirare di per sè l'attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità".
Dagli Stati Uniti, sottolinea poi padre Lombardi, arrivano notizie positive. Infatti il numero di accuse di abuso è sceso nel corso dell'ultimo anno del 30%. Quindi in relazione alle misure prese dalla Chiesa americana, la nota afferma: "Si deve riconoscere che le misure decise e in corso di attuazione si stanno manifestando efficaci. La Chiesa negli Stati Uniti ha preso la strada buona per rinnovarsi".
Guardian: Italia e Vaticano "contro il resto del mondo"
Lo scandalo sui preti cattolici pedofili, sollevando accuse di copertura o di omissione anche contro il papa Benedetto XVI, "ha fatto emergere una forte differenza fra la visione dell'Italia e del Vaticano da una parte, e quelle degli altri paesi". A scriverlo in una cronaca da Roma è il Guardian, principale giornale progressista britannico, che ricorda un sondaggio della rivista tedesca "Stern", secondo cui in Germania la fiducia dei cattolici nel papa sia crollata dalla fine di gennaio dal 62% al 39%.
Ma mentre i cattolici e biografi oltre confine, come il britannico Michael Walsh ritengono che il pontefice e la Chiesa "sono destinati a subire danni" dalla vicenda, a Roma l'impressione è esattamente opposta. Così, il quotidiano londinese cita il vaticanista Sandro Magister che pensa che le critiche a Benedetto XVI "ne stanno rafforzando l'autorità, sia rispetto ai vescovi che ai fedeli. Ne sta uscendo più forte di prima, come un uomo molto deciso che è visto nella chiesa come colui che ha fatto più di tutti per combattere la piaga degli abusi pedofili", grazie alla linea "tolleranza zero" intrapresa da quando è asceso al soglio.
In un editoriale intitolato "Fede nel futuro", il Guardian parla di "tragedia e disastro", la prima per le vittime, il secondo per la Chiesa. "Nessuno sa esattamente quante migliaia di vittime ci siano state", ricorda il giornale, sono "centinaia in Irlanda, più di 1000 negli Stati uniti e sempre di più in Germania, Svizzera e Francia", mentre nuovi casi emergono in America Latina. Il quotidiano scrive che "in un'altra istituzione sarebbe impossibile immaginare che un leader politico anche marginalmente coinvolto in un tradimento così terribile dei suoi obiettivi fondanti possa sopravvivere". Forse, conclude il Guardian, in futuro la prossima generazione di cardinali e vescovi potrebbero chiedere una riforma che dia loro più potere: "Per ora il Vaticano non mostra entusiasmo (per una simile riforma, ndr). Ma potrebbe scoprire che la sua sopravvivenza dipende da questa".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477604.shtml
27/3/2010
Padre Lombardi: "Così si fa giustizia"
Gli episodi di pedofilia nel clero rappresentano un tema "cruciale per la credibilità morale" della Chiesa. Si tratta di casi "avvenuti generalmente diverso tempo fa, anche decenni addietro, ma riconoscerli e farne ammenda nei confronti delle vittime è il prezzo del ristabilimento della giustizia". Lo sottolinea padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, in un commento alla Radio Vaticana.
La nota è stata diffusa in vista della Settimana Santa. Nel testo Padre Lombardi sottolinea appunto che, pur trattandosi di fatti molto lontani nel tempo, riconoscerli rappresenta, oltre al prezzo da pagare per ristabilire la giustizia, anche "di quella 'purificazione' della memoria che permette di guardare con rinnovato impegno, e insieme con umiltà e fiducia al futuro".
"A questa fiducia - continua la nota - contribuiscono i numerosi segnali positivi venuti da diverse conferenze episcopali, vescovi e istituzioni cattoliche di vari Paesi nei diversi continenti: le direttive per la corretta gestione e la prevenzione degli abusi aggiornate e rinnovate in Germania, Austria, Australia, Canada e così via. La questione degli abusi sessuali su minori da parte di membri del clero cattolico ha continuato a essere largamente presente sui media di molti Paesi, in particolare in Europa e in America del nord anche negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione della Lettera del Papa ai cattolici irlandesi. Non è una sorpresa, l'argomento è di natura tale da attirare di per sè l'attenzione dei media, e il modo in cui la Chiesa lo affronta è cruciale per la sua credibilità".
Dagli Stati Uniti, sottolinea poi padre Lombardi, arrivano notizie positive. Infatti il numero di accuse di abuso è sceso nel corso dell'ultimo anno del 30%. Quindi in relazione alle misure prese dalla Chiesa americana, la nota afferma: "Si deve riconoscere che le misure decise e in corso di attuazione si stanno manifestando efficaci. La Chiesa negli Stati Uniti ha preso la strada buona per rinnovarsi".
Guardian: Italia e Vaticano "contro il resto del mondo"
Lo scandalo sui preti cattolici pedofili, sollevando accuse di copertura o di omissione anche contro il papa Benedetto XVI, "ha fatto emergere una forte differenza fra la visione dell'Italia e del Vaticano da una parte, e quelle degli altri paesi". A scriverlo in una cronaca da Roma è il Guardian, principale giornale progressista britannico, che ricorda un sondaggio della rivista tedesca "Stern", secondo cui in Germania la fiducia dei cattolici nel papa sia crollata dalla fine di gennaio dal 62% al 39%.
Ma mentre i cattolici e biografi oltre confine, come il britannico Michael Walsh ritengono che il pontefice e la Chiesa "sono destinati a subire danni" dalla vicenda, a Roma l'impressione è esattamente opposta. Così, il quotidiano londinese cita il vaticanista Sandro Magister che pensa che le critiche a Benedetto XVI "ne stanno rafforzando l'autorità, sia rispetto ai vescovi che ai fedeli. Ne sta uscendo più forte di prima, come un uomo molto deciso che è visto nella chiesa come colui che ha fatto più di tutti per combattere la piaga degli abusi pedofili", grazie alla linea "tolleranza zero" intrapresa da quando è asceso al soglio.
In un editoriale intitolato "Fede nel futuro", il Guardian parla di "tragedia e disastro", la prima per le vittime, il secondo per la Chiesa. "Nessuno sa esattamente quante migliaia di vittime ci siano state", ricorda il giornale, sono "centinaia in Irlanda, più di 1000 negli Stati uniti e sempre di più in Germania, Svizzera e Francia", mentre nuovi casi emergono in America Latina. Il quotidiano scrive che "in un'altra istituzione sarebbe impossibile immaginare che un leader politico anche marginalmente coinvolto in un tradimento così terribile dei suoi obiettivi fondanti possa sopravvivere". Forse, conclude il Guardian, in futuro la prossima generazione di cardinali e vescovi potrebbero chiedere una riforma che dia loro più potere: "Per ora il Vaticano non mostra entusiasmo (per una simile riforma, ndr). Ma potrebbe scoprire che la sua sopravvivenza dipende da questa".
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477604.shtml
martedì 10 novembre 2009
IN SCENA PRESSO L'AUDITORIUM SAN DOMENICO UN OPERA MOLTO BLASFEMA-AMORE GAY VERSO GESU'
IN SCENA PRESSO L'AUDITORIUM SAN DOMENICO UN OPERA MOLTO BLASFEMA-AMORE GAY VERSO GESU'
04 novembre 2009
In scena “Lettera d’amore per uno sconosciuto” di Orazio Panunzio
Convincono Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri
di Corrado Altomare
“Io non so cosa succeda ai sentimenti dopo la morte, ma sono sicuro che il mio amore durerà nell’eternità e brucerà l’alito gelido della morte”, queste sono parole dello scrittore molfettese Orazio Panunzio scritte in una delle sue ultime opere “Lettera d’amore per uno sconosciuto”, in cui si evidenzia la religiosità e l’attaccamento alla sua città natale. L’opera è stata portata in scena da una emergente compagnia teatrale “Fuori scena” presso l'Auditorium San Domenico.
Nell’opera Panunzio parla di un giovane ventenne che nella notte tra il giovedì e il venerdì santo si innamora di Gesù e ripensando, nei giorni successivi a quel volto decide di scrivere una lettera d’amore per uno sconosciuto, perché lui non hai mai visto e né conosce Cristo, ma si è innamorato di quell’uomo che è stato torturato e ha subito ingiustamente una pena capitale.
Per cinquanta anni l’uomo cercherà di scrivere la lettera, senza mai riuscirci, per cinquanta anni l’uomo ogni giovedì santo rivedrà quel volto e ogni anno di Pasqua in Pasqua il suo amore si rafforza, occupando ogni spazio della sua esistenza, priva di qualsiasi altro sogno.
Il tema affrontato da Panunzio nella “Lettera d’amore per uno sconosciuto” non è facile da rappresentare, in quanto si tratta di un opera contrassegnata da passioni e sentimenti molto forti al limite del blasfemo e del sacrilego, comunque i due attori, che hanno rappresentato l’animo dell’innamorato sono riusciti a far comprendere allo spettatore la complessità dell’opera e il profondo sentimento di amore del giovane per uno sconosciuto.
Una scommessa vinta quella del collettivo “Fuori scena” con Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri, che hanno convinto e avvinto il pubblico con la loro performance con un testo come quello di Orazio Panunzio di non facile lettura, che loro hanno portato in scena con estrema bravura e maestria.
http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10450
IL SITO PARROCCHIA SAN DOMENICO - MOLFETTA
Via San Domenico tel/fax 0803355000
http://www.parrocchiasandomenico.it/new2/
mercoledì 4 novembre 2009
Ti amo, Gesù Morto: il Collettivo Fuori Scena sul palco con un'opera di Orazio Panunzio "Lettera d'amore ad uno Sconosciuto" portata in scena, domenica sera, nell' Auditorium San Domenico
MOLFETTA - E’ una storia d’amore l’opera prima del Collettivo Fuori Scena (Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri).
Un amore sicuramente anticonvenzionale, puro in origine, poi un po’ perso, insozzato, segnato dal tempo e dai tempi, avvertito continuamente, ma convulsamente degenerato. Ma di amore si tratta, e il titolo stesso non fa nulla per nasconderlo: “Lettera d’Amore ad uno Sconosciuto" è un testo inedito, dello scomparso scrittore molfettese Orazio Panunzio, messo a disposizione da parte della famiglia ad un gruppo teatrale giovanissimo, che in quanto tale sembra possedere la scintilla.
La scintilla che fa durare la stasi iniziale solo pochi attimi, che fa scordare la dolcezza del risveglio presi dall’ansia del vivere, che rompe ritmi scenici e vasi in terracotta senza preavviso. E’ la storia di un amore.
Sicuramente anticonvenzionale. Altrettanto sicuramente denso di una poesia e rispondente ad una idea sospesa tra classico e moderno, tra il bianco del candore iniziale e il rosso sangue di un compromesso di sopravvivenza. Un giovane, sembra ormai tanto tempo fa, si innamora, semplicemente ma passionalmente e tutt’altro che platonicamente, della Statua di Cristo Morto, nella notte del venerdì santo, nei vicoli di Molfetta. Il pianoforte che accompagna la nascita di questo amore rende la marcia funebre meno greve ma non meno grave.
E’ un amore puro, incantato, appassionato e pieno. Non durerà questa purezza.
E’ la storia di un amore corrisposto. Perché è anche quel ceppo di legno, trasformato in statua, ad innamorarsi, dall’alto, della città, della gente che vede nella penombra ai suoi piedi. E’ un amore a prima vista, che cresce con il passare degli anni, ammetterà Cristo Morto. Non durerà la purezza, ma durerà, in un modo o nell’altro, questo amore. Un amore da far perdere la testa ad una statua piena di santità, ma che in maniera quasi sacrilega finisce per perdere l’identità, per scordarsi quella santità per vivere l’amore terreno e carnale con l’ uomo. Con l’Uomo.
Durerà, in un modo o nell’altro, questo amore, tra muraglioni stracolmi e vocianti, tra vuoti a perdere abbandonati per le strade, tra l’illuminazione pubblica che, sessant’anni dopo, non vuol saperne di spegnersi quando passa la processione. Lettera d’Amore ad uno Sconosciuto è uno scritto di rara pienezza, e che sconosciuto sia rimasto, ai più, per tanto tempo, è un handicap forse finalmente colmato, per una città amata da Panunzio, che, si dice nella nota introduttiva, “ha trasformato la sua cittadina nel suo personaggio”.
Pieno di rosso-passione, rosso-sangue, rosso-virginale menarca, non c’è solo il giovane, interpretato da Elio Colasanto, innamorato del Gesù Cristo ancora sotto le lenzuola, con le fattezze di Andrea La Forgia. C’è un’intera città: o almeno, è bello poterla pensare così.
Per questo, anche per questo, riportare in scena questo amore (primo amore, e non si scorda mai) magari a ridosso della Settimana Santa, quando ci sarà da far capire ad altri, giovani vergini dei nostri tempi che forse quella notte del venerdì c’è altro, oltre a un’occasione per tirar tardi e bere in compagnia (che l’amore magari cambia, ma non si distrugge) non è un suggerimento. E’ un dovere.
Vincenzo Azzollini
http://www.quindici-molfetta.it/News.aspx?Id_News=17197
Centro Culturale Auditorium - ORAZIO PANUNZIO, UN UOMO, UNA CITTA' UN UNICO AMORE
Fonte: ASSOCIAZIONE 01-NOV-09
Il Centro Culturale Auditorium, sito in Molfetta via San Rocco, prosegue nella rassegna culturale di questo autunno.
Prossimo appuntamento, domenica 1 novembre 2009 ore 19, presso l'Auditorium S.Domenico
ORAZIO PANUNZIO
"Un uomo, una città, un unico amore"
a cura del Collettivo Fuori Scena
Voci recitanti e regia:
Andrea La forgia e Elio Colasanto
Al Pianoforte:
Francesco Giancaspro
http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_edit_app_dioc.edit_appuntamento?p_id=935721
04 novembre 2009
In scena “Lettera d’amore per uno sconosciuto” di Orazio Panunzio
Convincono Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri
di Corrado Altomare
“Io non so cosa succeda ai sentimenti dopo la morte, ma sono sicuro che il mio amore durerà nell’eternità e brucerà l’alito gelido della morte”, queste sono parole dello scrittore molfettese Orazio Panunzio scritte in una delle sue ultime opere “Lettera d’amore per uno sconosciuto”, in cui si evidenzia la religiosità e l’attaccamento alla sua città natale. L’opera è stata portata in scena da una emergente compagnia teatrale “Fuori scena” presso l'Auditorium San Domenico.
Nell’opera Panunzio parla di un giovane ventenne che nella notte tra il giovedì e il venerdì santo si innamora di Gesù e ripensando, nei giorni successivi a quel volto decide di scrivere una lettera d’amore per uno sconosciuto, perché lui non hai mai visto e né conosce Cristo, ma si è innamorato di quell’uomo che è stato torturato e ha subito ingiustamente una pena capitale.
Per cinquanta anni l’uomo cercherà di scrivere la lettera, senza mai riuscirci, per cinquanta anni l’uomo ogni giovedì santo rivedrà quel volto e ogni anno di Pasqua in Pasqua il suo amore si rafforza, occupando ogni spazio della sua esistenza, priva di qualsiasi altro sogno.
Il tema affrontato da Panunzio nella “Lettera d’amore per uno sconosciuto” non è facile da rappresentare, in quanto si tratta di un opera contrassegnata da passioni e sentimenti molto forti al limite del blasfemo e del sacrilego, comunque i due attori, che hanno rappresentato l’animo dell’innamorato sono riusciti a far comprendere allo spettatore la complessità dell’opera e il profondo sentimento di amore del giovane per uno sconosciuto.
Una scommessa vinta quella del collettivo “Fuori scena” con Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri, che hanno convinto e avvinto il pubblico con la loro performance con un testo come quello di Orazio Panunzio di non facile lettura, che loro hanno portato in scena con estrema bravura e maestria.
GUARDA LE IMMAGINI
http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10450
04 novembre 2009
In scena “Lettera d’amore per uno sconosciuto” di Orazio Panunzio
Convincono Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri
di Corrado Altomare
“Io non so cosa succeda ai sentimenti dopo la morte, ma sono sicuro che il mio amore durerà nell’eternità e brucerà l’alito gelido della morte”, queste sono parole dello scrittore molfettese Orazio Panunzio scritte in una delle sue ultime opere “Lettera d’amore per uno sconosciuto”, in cui si evidenzia la religiosità e l’attaccamento alla sua città natale. L’opera è stata portata in scena da una emergente compagnia teatrale “Fuori scena” presso l'Auditorium San Domenico.
Nell’opera Panunzio parla di un giovane ventenne che nella notte tra il giovedì e il venerdì santo si innamora di Gesù e ripensando, nei giorni successivi a quel volto decide di scrivere una lettera d’amore per uno sconosciuto, perché lui non hai mai visto e né conosce Cristo, ma si è innamorato di quell’uomo che è stato torturato e ha subito ingiustamente una pena capitale.
Per cinquanta anni l’uomo cercherà di scrivere la lettera, senza mai riuscirci, per cinquanta anni l’uomo ogni giovedì santo rivedrà quel volto e ogni anno di Pasqua in Pasqua il suo amore si rafforza, occupando ogni spazio della sua esistenza, priva di qualsiasi altro sogno.
Il tema affrontato da Panunzio nella “Lettera d’amore per uno sconosciuto” non è facile da rappresentare, in quanto si tratta di un opera contrassegnata da passioni e sentimenti molto forti al limite del blasfemo e del sacrilego, comunque i due attori, che hanno rappresentato l’animo dell’innamorato sono riusciti a far comprendere allo spettatore la complessità dell’opera e il profondo sentimento di amore del giovane per uno sconosciuto.
Una scommessa vinta quella del collettivo “Fuori scena” con Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri, che hanno convinto e avvinto il pubblico con la loro performance con un testo come quello di Orazio Panunzio di non facile lettura, che loro hanno portato in scena con estrema bravura e maestria.
http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10450
IL SITO PARROCCHIA SAN DOMENICO - MOLFETTA
Via San Domenico tel/fax 0803355000
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mercoledì 4 novembre 2009
Ti amo, Gesù Morto: il Collettivo Fuori Scena sul palco con un'opera di Orazio Panunzio "Lettera d'amore ad uno Sconosciuto" portata in scena, domenica sera, nell' Auditorium San Domenico
MOLFETTA - E’ una storia d’amore l’opera prima del Collettivo Fuori Scena (Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri).
Un amore sicuramente anticonvenzionale, puro in origine, poi un po’ perso, insozzato, segnato dal tempo e dai tempi, avvertito continuamente, ma convulsamente degenerato. Ma di amore si tratta, e il titolo stesso non fa nulla per nasconderlo: “Lettera d’Amore ad uno Sconosciuto" è un testo inedito, dello scomparso scrittore molfettese Orazio Panunzio, messo a disposizione da parte della famiglia ad un gruppo teatrale giovanissimo, che in quanto tale sembra possedere la scintilla.
La scintilla che fa durare la stasi iniziale solo pochi attimi, che fa scordare la dolcezza del risveglio presi dall’ansia del vivere, che rompe ritmi scenici e vasi in terracotta senza preavviso. E’ la storia di un amore.
Sicuramente anticonvenzionale. Altrettanto sicuramente denso di una poesia e rispondente ad una idea sospesa tra classico e moderno, tra il bianco del candore iniziale e il rosso sangue di un compromesso di sopravvivenza. Un giovane, sembra ormai tanto tempo fa, si innamora, semplicemente ma passionalmente e tutt’altro che platonicamente, della Statua di Cristo Morto, nella notte del venerdì santo, nei vicoli di Molfetta. Il pianoforte che accompagna la nascita di questo amore rende la marcia funebre meno greve ma non meno grave.
E’ un amore puro, incantato, appassionato e pieno. Non durerà questa purezza.
E’ la storia di un amore corrisposto. Perché è anche quel ceppo di legno, trasformato in statua, ad innamorarsi, dall’alto, della città, della gente che vede nella penombra ai suoi piedi. E’ un amore a prima vista, che cresce con il passare degli anni, ammetterà Cristo Morto. Non durerà la purezza, ma durerà, in un modo o nell’altro, questo amore. Un amore da far perdere la testa ad una statua piena di santità, ma che in maniera quasi sacrilega finisce per perdere l’identità, per scordarsi quella santità per vivere l’amore terreno e carnale con l’ uomo. Con l’Uomo.
Durerà, in un modo o nell’altro, questo amore, tra muraglioni stracolmi e vocianti, tra vuoti a perdere abbandonati per le strade, tra l’illuminazione pubblica che, sessant’anni dopo, non vuol saperne di spegnersi quando passa la processione. Lettera d’Amore ad uno Sconosciuto è uno scritto di rara pienezza, e che sconosciuto sia rimasto, ai più, per tanto tempo, è un handicap forse finalmente colmato, per una città amata da Panunzio, che, si dice nella nota introduttiva, “ha trasformato la sua cittadina nel suo personaggio”.
Pieno di rosso-passione, rosso-sangue, rosso-virginale menarca, non c’è solo il giovane, interpretato da Elio Colasanto, innamorato del Gesù Cristo ancora sotto le lenzuola, con le fattezze di Andrea La Forgia. C’è un’intera città: o almeno, è bello poterla pensare così.
Per questo, anche per questo, riportare in scena questo amore (primo amore, e non si scorda mai) magari a ridosso della Settimana Santa, quando ci sarà da far capire ad altri, giovani vergini dei nostri tempi che forse quella notte del venerdì c’è altro, oltre a un’occasione per tirar tardi e bere in compagnia (che l’amore magari cambia, ma non si distrugge) non è un suggerimento. E’ un dovere.
Vincenzo Azzollini
http://www.quindici-molfetta.it/News.aspx?Id_News=17197
Centro Culturale Auditorium - ORAZIO PANUNZIO, UN UOMO, UNA CITTA' UN UNICO AMORE
Fonte: ASSOCIAZIONE 01-NOV-09
Il Centro Culturale Auditorium, sito in Molfetta via San Rocco, prosegue nella rassegna culturale di questo autunno.
Prossimo appuntamento, domenica 1 novembre 2009 ore 19, presso l'Auditorium S.Domenico
ORAZIO PANUNZIO
"Un uomo, una città, un unico amore"
a cura del Collettivo Fuori Scena
Voci recitanti e regia:
Andrea La forgia e Elio Colasanto
Al Pianoforte:
Francesco Giancaspro
http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_edit_app_dioc.edit_appuntamento?p_id=935721
04 novembre 2009
In scena “Lettera d’amore per uno sconosciuto” di Orazio Panunzio
Convincono Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri
di Corrado Altomare
“Io non so cosa succeda ai sentimenti dopo la morte, ma sono sicuro che il mio amore durerà nell’eternità e brucerà l’alito gelido della morte”, queste sono parole dello scrittore molfettese Orazio Panunzio scritte in una delle sue ultime opere “Lettera d’amore per uno sconosciuto”, in cui si evidenzia la religiosità e l’attaccamento alla sua città natale. L’opera è stata portata in scena da una emergente compagnia teatrale “Fuori scena” presso l'Auditorium San Domenico.
Nell’opera Panunzio parla di un giovane ventenne che nella notte tra il giovedì e il venerdì santo si innamora di Gesù e ripensando, nei giorni successivi a quel volto decide di scrivere una lettera d’amore per uno sconosciuto, perché lui non hai mai visto e né conosce Cristo, ma si è innamorato di quell’uomo che è stato torturato e ha subito ingiustamente una pena capitale.
Per cinquanta anni l’uomo cercherà di scrivere la lettera, senza mai riuscirci, per cinquanta anni l’uomo ogni giovedì santo rivedrà quel volto e ogni anno di Pasqua in Pasqua il suo amore si rafforza, occupando ogni spazio della sua esistenza, priva di qualsiasi altro sogno.
Il tema affrontato da Panunzio nella “Lettera d’amore per uno sconosciuto” non è facile da rappresentare, in quanto si tratta di un opera contrassegnata da passioni e sentimenti molto forti al limite del blasfemo e del sacrilego, comunque i due attori, che hanno rappresentato l’animo dell’innamorato sono riusciti a far comprendere allo spettatore la complessità dell’opera e il profondo sentimento di amore del giovane per uno sconosciuto.
Una scommessa vinta quella del collettivo “Fuori scena” con Alessia Garofalo, Andrea la Forgia, Elio Colasanto e Mariel Corrieri, che hanno convinto e avvinto il pubblico con la loro performance con un testo come quello di Orazio Panunzio di non facile lettura, che loro hanno portato in scena con estrema bravura e maestria.
GUARDA LE IMMAGINI
http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10450
sabato 24 ottobre 2009
Svezia: nozze in chiesa per coppie omosessuali
Svezia: nozze in chiesa per coppie omosessuali
Dopo il sì alle unioni civili, il sinodo luterano ammette quelle religiose
22 ottobre, 19:30
di Livia Sansone
COPENAGHEN - In Svezia, a partire dal primo novembre le coppie gay, già ammesse da alcuni mesi alle unioni civili, potranno sposarsi anche in chiesa. La decisione é stata presa oggi a larga maggioranza dal Sinodo generale della Chiesa luterana svedese, la prima delle grandi chiese del mondo pronte a consentire che le persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio con il rito religioso. Il dibattito all'interno e fuori della chiesa è stato ampio e tormentato a partire dalla primavera scorsa, quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile. Contrasti sono emersi anche oggi nella riunione del Sinodo che si è tenuta ad Uppsala, ma alla fine la maggioranza favorevole è stata superiore alle previsioni.
Dei 250 delegati che compongono il Sinodo 176 hanno votato a favore, 62 contro e 11 si sono astenuti. A decidere per il sì è stata dunque una maggioranza ampia, ma ciò non toglie che nella Chiesa svedese si possa aprire un periodo di tensioni che porteranno alcuni pastori a rifiutarsi di celebrare nozze gay. In una conferenza stampa che si è tenuta al termine dei lavori, il vescovo Esbjorn Hagberg si è detto preoccupato per i contrasti che ora potranno accrescersi nei rapporti con le grandi chiese del mondo. Al contrario l'Arcivescono Anders Wejryd non ritiene che vi saranno profonde fratture. "I cambiamenti - è stato il suo commento - comportano sempre tensioni e dissidi. Ma non credo che rimarremo a lungo proprio soli". Wejryd ha aggiunto che questa svolta ha a che vedere con lo scarso valore che in Svezia hanno le tradizioni in rapporto ai diritti ed ha ricordato che fin dagli anni 90 i vescovi della Chiesa di Svezia si erano espressi unanimemente a favore delle relazioni omosessuali. Del resto nel Paese, prima ancora che per le persone dello stesso sesso venisse introdotto il matrimonio civile, le coppie gay venivano riconosciute come coppie di fatto ed avevano ottenuto il diritto all'adozione. Il pronunciamento del Sinodo naturalmente viene accolto con entusiasmo dall' organizzazione cristiana degli omosessuali EKHO, che raggruppa anche i bisessuali e i transessuali. "La decisione - si legge in suo comunicato stampa - mostra che quella svedese è una chiesa aperta, e che si guarda con serietà all'amore fra le persone dello stesso sesso".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2009/10/22/visualizza_new.html_989650572.html
Dopo il sì alle unioni civili, il sinodo luterano ammette quelle religiose
22 ottobre, 19:30
di Livia Sansone
COPENAGHEN - In Svezia, a partire dal primo novembre le coppie gay, già ammesse da alcuni mesi alle unioni civili, potranno sposarsi anche in chiesa. La decisione é stata presa oggi a larga maggioranza dal Sinodo generale della Chiesa luterana svedese, la prima delle grandi chiese del mondo pronte a consentire che le persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio con il rito religioso. Il dibattito all'interno e fuori della chiesa è stato ampio e tormentato a partire dalla primavera scorsa, quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile. Contrasti sono emersi anche oggi nella riunione del Sinodo che si è tenuta ad Uppsala, ma alla fine la maggioranza favorevole è stata superiore alle previsioni.
Dei 250 delegati che compongono il Sinodo 176 hanno votato a favore, 62 contro e 11 si sono astenuti. A decidere per il sì è stata dunque una maggioranza ampia, ma ciò non toglie che nella Chiesa svedese si possa aprire un periodo di tensioni che porteranno alcuni pastori a rifiutarsi di celebrare nozze gay. In una conferenza stampa che si è tenuta al termine dei lavori, il vescovo Esbjorn Hagberg si è detto preoccupato per i contrasti che ora potranno accrescersi nei rapporti con le grandi chiese del mondo. Al contrario l'Arcivescono Anders Wejryd non ritiene che vi saranno profonde fratture. "I cambiamenti - è stato il suo commento - comportano sempre tensioni e dissidi. Ma non credo che rimarremo a lungo proprio soli". Wejryd ha aggiunto che questa svolta ha a che vedere con lo scarso valore che in Svezia hanno le tradizioni in rapporto ai diritti ed ha ricordato che fin dagli anni 90 i vescovi della Chiesa di Svezia si erano espressi unanimemente a favore delle relazioni omosessuali. Del resto nel Paese, prima ancora che per le persone dello stesso sesso venisse introdotto il matrimonio civile, le coppie gay venivano riconosciute come coppie di fatto ed avevano ottenuto il diritto all'adozione. Il pronunciamento del Sinodo naturalmente viene accolto con entusiasmo dall' organizzazione cristiana degli omosessuali EKHO, che raggruppa anche i bisessuali e i transessuali. "La decisione - si legge in suo comunicato stampa - mostra che quella svedese è una chiesa aperta, e che si guarda con serietà all'amore fra le persone dello stesso sesso".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2009/10/22/visualizza_new.html_989650572.html
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mercoledì 27 maggio 2009
L'APOSTASIA NELLA CHIESA SCOZZESE
RELIGIONE, RIFORMATI SCOZZESI. Nella Chiesa di Scozia e' gia' iniziata la rivoluzione sessuale
EUROPA, 14:13:00
2009-05-21 Redazione
Nella chiesa di Scozia cresce il numero di persone single mentre diminuisce quello dei matrimoni. Aumenta pure il tasso dei divorzi e delle separazioni. Intanto sta cambiando l'atteggiamento verso il sesso. L'85% dei giovani compresi tra i 16 ed 19 anni considera i rapporti sessuali prima del matrimonio "raramente/affatto sbagliati". E così la chiesa di Scozia reagisce invitando i suoi membri a rivedere il proprio insegnamento su "sesso al di fuori del matrimonio". L'Assemblea Generale che si riunisce oggi ascolterà la relazione di un gruppo di pastori sui ministri gay (se ne parlerà sabato sera) e sulla questione de "i single ed il sesso".
Un gruppo di "evangelici" (leggi "conservatori") sta facendo di tutto per bloccare la nomina del pastore Scott Rennie, gay dichiarato che convive con il suo partner, alla guida della chiesa di Aberdeen. C'è anche un tentativo di costringere la Kirk (il nome scozzese per Chiesa di Scozia) a non accettare come ministro chiunque abbia una relazione eterosessuale fuori dal matrimonio.
Di questo si parlerà comunque la settimana prossima, dedicata interamente alla questione "single" (non sposati).
Nella relazione che sarà presentata all'assemblea, si ricorda che per la chiesa "sesso è più del sesso - è l'unione di due persone". Separarlo dal matrimonio è fondamentalmente sbagliato. Fin qui la parte descrittiva della questione e le precisazioni di rito. Adesso comincia la parte "revisionista". "Un'etica cristiana revisionista del sesso porrebbe l'enfasi sull'aspetto consensuale del rapporto, con adeguato uso di contraccettivi, prenderebbe in considerazione l'aspetto dell'intimità piuttosto che la semplice emozione fisica, l'aspetto del donarsi, scevra comunque dall'infedeltà da un pre-esistente rapporto di fiducia e di responsabilità".
Secondo il rapporto che sarà presentato nei prossimi giorni all'Assemblea della Chiesa di Scozia, alcune chiese hanno accettato l'idea dell'attività sessuale in rapporti a lungo termine.
http://www.icn-news.com//?do=news&id=6639
EUROPA, 14:13:00
2009-05-21 Redazione
Nella chiesa di Scozia cresce il numero di persone single mentre diminuisce quello dei matrimoni. Aumenta pure il tasso dei divorzi e delle separazioni. Intanto sta cambiando l'atteggiamento verso il sesso. L'85% dei giovani compresi tra i 16 ed 19 anni considera i rapporti sessuali prima del matrimonio "raramente/affatto sbagliati". E così la chiesa di Scozia reagisce invitando i suoi membri a rivedere il proprio insegnamento su "sesso al di fuori del matrimonio". L'Assemblea Generale che si riunisce oggi ascolterà la relazione di un gruppo di pastori sui ministri gay (se ne parlerà sabato sera) e sulla questione de "i single ed il sesso".
Un gruppo di "evangelici" (leggi "conservatori") sta facendo di tutto per bloccare la nomina del pastore Scott Rennie, gay dichiarato che convive con il suo partner, alla guida della chiesa di Aberdeen. C'è anche un tentativo di costringere la Kirk (il nome scozzese per Chiesa di Scozia) a non accettare come ministro chiunque abbia una relazione eterosessuale fuori dal matrimonio.
Di questo si parlerà comunque la settimana prossima, dedicata interamente alla questione "single" (non sposati).
Nella relazione che sarà presentata all'assemblea, si ricorda che per la chiesa "sesso è più del sesso - è l'unione di due persone". Separarlo dal matrimonio è fondamentalmente sbagliato. Fin qui la parte descrittiva della questione e le precisazioni di rito. Adesso comincia la parte "revisionista". "Un'etica cristiana revisionista del sesso porrebbe l'enfasi sull'aspetto consensuale del rapporto, con adeguato uso di contraccettivi, prenderebbe in considerazione l'aspetto dell'intimità piuttosto che la semplice emozione fisica, l'aspetto del donarsi, scevra comunque dall'infedeltà da un pre-esistente rapporto di fiducia e di responsabilità".
Secondo il rapporto che sarà presentato nei prossimi giorni all'Assemblea della Chiesa di Scozia, alcune chiese hanno accettato l'idea dell'attività sessuale in rapporti a lungo termine.
http://www.icn-news.com//?do=news&id=6639
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