Non ci sono solo i luterani… Anche il cardinale di Vienna “apre” alle coppie gay
Il Card. Shoenborn, “considerato uomo molto vicino a Ratzinger” (Il Secolo XIX, 05/05/2010)
Il cardinale Schoenborn “apre” anche alle coppie gay e ai divorziati
e attacca Sodano
di Francesco Peloso
LE RECENTI parole pronunciate dal decano del Sacro Collegio cardinalizio, il cardinale Angelo Sodano, in occasione della messa di Pasqua, sono da considerarsi «una grave violazione nei confronti delle vittime degli abusi sessuali».
E’ questo il duro giudizio del cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn, in relazione alle affermazioni compiute dall’ex Segretario di Stato nel corso della celebrazione pasquale durante la quale, rivolgendosi al Papa, definì «chiacchiericcio» le polemiche intorno allo scandalo degli abusi nella Chiesa.
Non solo: Schoenborn, considerato uomo molto vicino a Ratzinger, ha confermato che Sodano «impedì l’istruzione di un’indagine sul caso del cardinale Groer 15 anni fa», cosa che invece voleva fare l’allora cardinale Joseph Ratzinger.
La vicenda è quella relativa all’arcivescovo di Vienna Hans Groer, coinvolto negli anni ‘90 in una vicenda di abusi sessuali che, successivamente, lo costrinse alle dimissioni.
Quello di Schoenborn è un “uno-due” senza precedenti, del resto il cardinale si sta distinguendo per la fermezza e l’apertura ai laici nella gestione dello scandalo pedofilia.
Ma il fatto di chiamare direttamente in causa Sodano, uno degli uomini chiave del pontificato di Giovanni Paolo II, costituisce un salto di qualità nel dibattito interno alla Chiesa anche perché Schoenborn, contestualmente, invoca una riforma della Curia troppo chiusa e poco sensibile alla voce delle chiese locali. L’arcivescovo di Vienna, teologo autorevole e uomo di contatto con l’oriente, parlando con la stampa ha anche spiegato che la crisi in corso «in una scala da 1 a 5 ha una gravità pari a 3», mentre in Irlanda si può dire che ha assunto connotati «catastrofici», e in Austria i fedeli stanno uscendo in massa dalla Chiesa cattolica. Per questo ha deciso di lanciare l’allarme.
Schoenborn ha anche affermato che nella Chiesa, in materia di abusi sessuali, «è finito il tempo delle coperture». Ha poi sottolineato che «è necessario costruire un sistema aperto» perché è nelle strutture chiuse che si possono generare i fenomeni di abuso. Inoltre il porporato austriaco ha messo in luce l’importanza del ruolo dei laici nella denuncia dello scandalo e in particolare delle donne. Poi un’altra bordata contro Roma: Schoenbron ha infatti rilevato come non sia un mistero che la Curia vaticana abbia bisogno «di un’ urgente riforma» secondo i criteri dell’internazionalizzazione.
Significative anche le affermazioni del cardinale in materia di etica e morale, soprattutto per l’apertura sulle coppie gay e sui divorziati risposati. «In tema di omosessualità? ha detto – si deve considerare anche la qualità di una relazione» e, se questo elemento c’è, «se ne può parlare con apprezzamento. Una relazione stabile è sicuramente meglio di un modo di vivere nel quale prevale la promiscuità». E’ dunque una piccola bomba quella lanciata da uno dei cardinali più autorevoli della Chiesa di Roma che, evidentemente, intravede i segni di una crisi grave in quanto sta accadendo.
Anche sui divorziati-risposati l’arcivescovo di Vienna sprona la Chiesa a cercare una nuova visione, in quanto in passato i matrimoni duravano a lungo ma ora non è più così.
Fonte: Il Secolo XIX, 5 maggio 2010
Questo articolo é stato pubblicato 6 maggio 2010, 11:31 ed é archiviato sotto Attualità. Resta aggiornato attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento oppure inviare un trackback dal tuo sito.
http://www.agerecontra.it/public/press/?p=4375
ARTICOLI E NOTIZIE RIGUARDO L'APOSTASIA CHE STA ENTRANDO IN TUTTE LE CHIESE CRISTIANE
Visualizzazione post con etichetta omosessuali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omosessuali. Mostra tutti i post
lunedì 17 maggio 2010
La Curia di Verona chiede perdono per i tradizionalisti e tace sui luterani benedicenti le coppie omosex, occupanti la chiesa del co-patrono S. Pietro
La Curia di Verona chiede perdono per i tradizionalisti e tace sui luterani benedicenti le coppie omosex, occupanti la chiesa del co-patrono S. Pietro Martire
La Diocesi di Verona, come si legge nel comunicato qui a lato riportato, tratto dal sito della Curia (a fianco) si dissocia e chiede perdono per la Messa di riparazione contemporanea alla visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma e per il Rosario di riparazione con relativo atto dimostrativo organizzato dal “Comitato perché la chiesa di San Pietro Martire resti cattolica e contro il relativismo religioso” in occasione della visita di Ratzinger al tempio luterano di Roma. Notiamo con dispiacere che, mentre le legittime manifestazioni nei confronti di atti d’apostasia vengono stigmatizzate pubblicamente dalla Curia scaligera e si ha addirittura l’ardire di chiedere perdono per esse, ribadendo, (e meno male!) fedeltà e obbedienza non alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ma al Concilio Vaticano II, invece nei confronti degli eretici luterani, occupanti con placet curiale la chiesa del co-patrono di Verona San Pietro Martire e benedicenti le unioni omosex, non si dice nulla. Anzi, per il momento li si “premia” (?) addirittura con una proroga della concessione della chiesa di S. Pietro Martire fino a Settembre. A buon intenditor…
****************************************************************************************************************************
Affermazioni contro il santo Padre
Comunicato
L’Ufficio “Ecumenismo e Dialogo” legge con dispiacere le affermazioni contro Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, da parte del “Comitato perchè la chiesa di san Pietro martire resti cattolica e contro il relativismo religioso”, contenute nella cronaca della manifestazione tenutasi il 14 marzo 2010 – rinvenibili qui - e nel volantino distribuito in quell’occasione – visionabile qui).
L’Ufficio si dissocia decisamente dai giudizi ivi espressi sull’operato del Pontefice e sulla sua testimonianza. Nel chiedere perdono al santo Padre per le gravi affermazioni di cui è fatto oggetto, questo Ufficio rinnova a Benedetto XVI stima e fiducia; ribadisce fedeltà e obbedienza ai suoi insegnamenti e a quelli del Concilio Vaticano II.
Questo articolo é stato pubblicato 13 maggio 2010, 08:13 ed é archiviato sotto "MANI PULITE". Resta aggiornato attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento oppure inviare un trackback dal tuo sito.
http://www.agerecontra.it/public/press/?p=4451
La Diocesi di Verona, come si legge nel comunicato qui a lato riportato, tratto dal sito della Curia (a fianco) si dissocia e chiede perdono per la Messa di riparazione contemporanea alla visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma e per il Rosario di riparazione con relativo atto dimostrativo organizzato dal “Comitato perché la chiesa di San Pietro Martire resti cattolica e contro il relativismo religioso” in occasione della visita di Ratzinger al tempio luterano di Roma. Notiamo con dispiacere che, mentre le legittime manifestazioni nei confronti di atti d’apostasia vengono stigmatizzate pubblicamente dalla Curia scaligera e si ha addirittura l’ardire di chiedere perdono per esse, ribadendo, (e meno male!) fedeltà e obbedienza non alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ma al Concilio Vaticano II, invece nei confronti degli eretici luterani, occupanti con placet curiale la chiesa del co-patrono di Verona San Pietro Martire e benedicenti le unioni omosex, non si dice nulla. Anzi, per il momento li si “premia” (?) addirittura con una proroga della concessione della chiesa di S. Pietro Martire fino a Settembre. A buon intenditor…
****************************************************************************************************************************
Affermazioni contro il santo Padre
Comunicato
L’Ufficio “Ecumenismo e Dialogo” legge con dispiacere le affermazioni contro Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, da parte del “Comitato perchè la chiesa di san Pietro martire resti cattolica e contro il relativismo religioso”, contenute nella cronaca della manifestazione tenutasi il 14 marzo 2010 – rinvenibili qui - e nel volantino distribuito in quell’occasione – visionabile qui).
L’Ufficio si dissocia decisamente dai giudizi ivi espressi sull’operato del Pontefice e sulla sua testimonianza. Nel chiedere perdono al santo Padre per le gravi affermazioni di cui è fatto oggetto, questo Ufficio rinnova a Benedetto XVI stima e fiducia; ribadisce fedeltà e obbedienza ai suoi insegnamenti e a quelli del Concilio Vaticano II.
Questo articolo é stato pubblicato 13 maggio 2010, 08:13 ed é archiviato sotto "MANI PULITE". Resta aggiornato attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento oppure inviare un trackback dal tuo sito.
http://www.agerecontra.it/public/press/?p=4451
Etichette:
benedicono,
curia,
luterani,
omosessuali,
verona
venerdì 23 aprile 2010
Gay/ I luterani italiani benediranno le unioni omosessuali
Gay/ I luterani italiani benediranno le unioni omosessuali
Roma, 22 apr. (Apcom) - La Chiesa cattolica no, e neppure la Corte costituzionale, ma la Chiesa luterana in Italia, piccola minoranza protestante, si prepara a benedire le coppie gay. "Per quanto riguarda la benedizione delle unioni di vita - che non può e non deve essere confusa con una celebrazione nuziale - la Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) intende iniziare un processo di riflessione sulla realtà delle unioni di vita differenti da quelle della famiglia classica", si legge in un comunicato. "L'esperienza pastorale porta quotidianamente a contatto con queste diverse e nuove forme di convivenza, determinando la necessità di accompagnare persone che cercano supporto nel vivere la loro particolare situazione in Italia e sollecitando una comprensione più ampia e profonda da parte della Celi di questo fenomeno". Il comunicato rende noto che da venerdì 30 aprile a lunedì 3 maggio si svolgerà, presso il centro Carraro di Verona, l'assemblea del Sinodo dei luterani italiani, guidato dal 2008 da due donne, la presidente Christiane Groeben e la vicepresidente Caroline von Hohenbuehel. "Al centro dei lavori di quest'anno, ci saranno in particolare l'elezione del Decano e del Vicedecano nonché il dibattito sulla benedizione delle unioni di vita e la presentazione del nuovo innario della Celi". La nota ricorda che la prima comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano di Martin Lutero nel 1517. I Luterani presenti in Italia e riuniti nella Celi sono circa 7mila e il loro riconoscimento giuridico avviene il 20 aprile 1993 con la firma dell'Intesa con lo Stato italiano.
http://www.apcom.it/news/rss/20100422_211925_dc0c97_86985.html
Roma, 22 apr. (Apcom) - La Chiesa cattolica no, e neppure la Corte costituzionale, ma la Chiesa luterana in Italia, piccola minoranza protestante, si prepara a benedire le coppie gay. "Per quanto riguarda la benedizione delle unioni di vita - che non può e non deve essere confusa con una celebrazione nuziale - la Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) intende iniziare un processo di riflessione sulla realtà delle unioni di vita differenti da quelle della famiglia classica", si legge in un comunicato. "L'esperienza pastorale porta quotidianamente a contatto con queste diverse e nuove forme di convivenza, determinando la necessità di accompagnare persone che cercano supporto nel vivere la loro particolare situazione in Italia e sollecitando una comprensione più ampia e profonda da parte della Celi di questo fenomeno". Il comunicato rende noto che da venerdì 30 aprile a lunedì 3 maggio si svolgerà, presso il centro Carraro di Verona, l'assemblea del Sinodo dei luterani italiani, guidato dal 2008 da due donne, la presidente Christiane Groeben e la vicepresidente Caroline von Hohenbuehel. "Al centro dei lavori di quest'anno, ci saranno in particolare l'elezione del Decano e del Vicedecano nonché il dibattito sulla benedizione delle unioni di vita e la presentazione del nuovo innario della Celi". La nota ricorda che la prima comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano di Martin Lutero nel 1517. I Luterani presenti in Italia e riuniti nella Celi sono circa 7mila e il loro riconoscimento giuridico avviene il 20 aprile 1993 con la firma dell'Intesa con lo Stato italiano.
http://www.apcom.it/news/rss/20100422_211925_dc0c97_86985.html
Etichette:
benediranno,
italiani,
luterani,
omosessuali,
unioni
mercoledì 14 aprile 2010
Arcigay: da Bertone parole irresponsabili
Arcigay: da Bertone parole irresponsabili
Roma, 13-04-2010
"L'equazione omosessualità-pedofilia, falsa, ignobile e anti-scientifica, è un'affermazione disonesta che colpisce la vita e la dignità di milioni di persone gay e lesbiche, confermando il cinismo, la mancanza di scrupoli e la crudeltà di quelle stesse gerarchie vaticane che hanno coperto per anni i crimini sessuali perpetrati in tutto il mondo da esponenti della chiesa contro la vita di migliaia di bambini innocenti": e' la dura reazione di Arcigay alle affermazioni dei segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, ieri in Cile.
"Di quei corpi brutalmente violentati, di quell'infanzia e di quelle vite distrutte - dice il presidente Paolo Patane' - la chiesa porta la piena e vergognosa responsabilità, e non sarà tentando di distogliere l'attenzione dalle sue stridenti contraddizioni e dalle sue omertà interne che potrà sottrarsi ad un giudizio severissimo per reati sessuali denunciati in tutto il mondo contro i preti pedofili". "Siamo davvero indignati per le parole che Bertone ha pronunciato in Cile: non tenti la chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto ad interrogarsi sulla sua mancanza di umanità" conclude Patane'.
Ieri il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, intervenendo da Santiago del Cile sulla campagna mediatica innescata dagli scandali dei preti pedofili aveva dichiarato:"E' stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri - ha detto - che non c'è‚ legame tra celibato e pedofilia", mentre invece "molti" altri studiosi hanno dimostrato un legame "tra omosessualità e pedofilia".
Bertone ha infine ricordato la lettera del Papa ai fedeli d'Irlanda, e i suoi discorsi di condanna della pedofilia pronunciati negli Stati Uniti e in Australia, precisando che la pedofilia non e' un'esclusiva della Chiesa cattolica, ma "riguarda anche le altre religioni".
Il parere del presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici
Non c'e' nessun legame tra pedofilia e omosessualita': le teorie psichiatriche che ipotizzano un nesso sono "assolutamente prive di fondamento". Lo chiarisce il prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (Aippc), dopo le parole del Cardinal Bertone secondo il quale invece "c'e' una relazione tra omosessualita' e pedofilia". "E' una tesi senza fondamento
- sottolinea, interpellato dall'AGI, il presidente degli psichiatri cattolici - perche' il pedofilo e' attratto da soggetti pre-puberi, che non hanno sviluppato la sessualita', e quindi la pedofilia e' una perversione che prescinde assolutamente dall'orientamento sessuale". Non a caso, sottolinea Cantelmi, "dei 10.000 pedofili accertati che ci sono in Italia, la maggior parte ha una vita 'normale', con famiglia, e mostrano tendenze eterosessuali. La pedofilia e' una perversione psichiatrica che colpisce narcisisti e antisociali, e nasce prima che si sviluppi la tendenza sessuale, quindi in quanto tale riguarda sia etero che omosessuali".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=139861
Roma, 13-04-2010
"L'equazione omosessualità-pedofilia, falsa, ignobile e anti-scientifica, è un'affermazione disonesta che colpisce la vita e la dignità di milioni di persone gay e lesbiche, confermando il cinismo, la mancanza di scrupoli e la crudeltà di quelle stesse gerarchie vaticane che hanno coperto per anni i crimini sessuali perpetrati in tutto il mondo da esponenti della chiesa contro la vita di migliaia di bambini innocenti": e' la dura reazione di Arcigay alle affermazioni dei segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, ieri in Cile.
"Di quei corpi brutalmente violentati, di quell'infanzia e di quelle vite distrutte - dice il presidente Paolo Patane' - la chiesa porta la piena e vergognosa responsabilità, e non sarà tentando di distogliere l'attenzione dalle sue stridenti contraddizioni e dalle sue omertà interne che potrà sottrarsi ad un giudizio severissimo per reati sessuali denunciati in tutto il mondo contro i preti pedofili". "Siamo davvero indignati per le parole che Bertone ha pronunciato in Cile: non tenti la chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto ad interrogarsi sulla sua mancanza di umanità" conclude Patane'.
Ieri il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, intervenendo da Santiago del Cile sulla campagna mediatica innescata dagli scandali dei preti pedofili aveva dichiarato:"E' stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri - ha detto - che non c'è‚ legame tra celibato e pedofilia", mentre invece "molti" altri studiosi hanno dimostrato un legame "tra omosessualità e pedofilia".
Bertone ha infine ricordato la lettera del Papa ai fedeli d'Irlanda, e i suoi discorsi di condanna della pedofilia pronunciati negli Stati Uniti e in Australia, precisando che la pedofilia non e' un'esclusiva della Chiesa cattolica, ma "riguarda anche le altre religioni".
Il parere del presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici
Non c'e' nessun legame tra pedofilia e omosessualita': le teorie psichiatriche che ipotizzano un nesso sono "assolutamente prive di fondamento". Lo chiarisce il prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (Aippc), dopo le parole del Cardinal Bertone secondo il quale invece "c'e' una relazione tra omosessualita' e pedofilia". "E' una tesi senza fondamento
- sottolinea, interpellato dall'AGI, il presidente degli psichiatri cattolici - perche' il pedofilo e' attratto da soggetti pre-puberi, che non hanno sviluppato la sessualita', e quindi la pedofilia e' una perversione che prescinde assolutamente dall'orientamento sessuale". Non a caso, sottolinea Cantelmi, "dei 10.000 pedofili accertati che ci sono in Italia, la maggior parte ha una vita 'normale', con famiglia, e mostrano tendenze eterosessuali. La pedofilia e' una perversione psichiatrica che colpisce narcisisti e antisociali, e nasce prima che si sviluppi la tendenza sessuale, quindi in quanto tale riguarda sia etero che omosessuali".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=139861
Etichette:
bertone,
omosessuali,
pedofili
sabato 24 ottobre 2009
Svezia: nozze in chiesa per coppie omosessuali
Svezia: nozze in chiesa per coppie omosessuali
Dopo il sì alle unioni civili, il sinodo luterano ammette quelle religiose
22 ottobre, 19:30
di Livia Sansone
COPENAGHEN - In Svezia, a partire dal primo novembre le coppie gay, già ammesse da alcuni mesi alle unioni civili, potranno sposarsi anche in chiesa. La decisione é stata presa oggi a larga maggioranza dal Sinodo generale della Chiesa luterana svedese, la prima delle grandi chiese del mondo pronte a consentire che le persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio con il rito religioso. Il dibattito all'interno e fuori della chiesa è stato ampio e tormentato a partire dalla primavera scorsa, quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile. Contrasti sono emersi anche oggi nella riunione del Sinodo che si è tenuta ad Uppsala, ma alla fine la maggioranza favorevole è stata superiore alle previsioni.
Dei 250 delegati che compongono il Sinodo 176 hanno votato a favore, 62 contro e 11 si sono astenuti. A decidere per il sì è stata dunque una maggioranza ampia, ma ciò non toglie che nella Chiesa svedese si possa aprire un periodo di tensioni che porteranno alcuni pastori a rifiutarsi di celebrare nozze gay. In una conferenza stampa che si è tenuta al termine dei lavori, il vescovo Esbjorn Hagberg si è detto preoccupato per i contrasti che ora potranno accrescersi nei rapporti con le grandi chiese del mondo. Al contrario l'Arcivescono Anders Wejryd non ritiene che vi saranno profonde fratture. "I cambiamenti - è stato il suo commento - comportano sempre tensioni e dissidi. Ma non credo che rimarremo a lungo proprio soli". Wejryd ha aggiunto che questa svolta ha a che vedere con lo scarso valore che in Svezia hanno le tradizioni in rapporto ai diritti ed ha ricordato che fin dagli anni 90 i vescovi della Chiesa di Svezia si erano espressi unanimemente a favore delle relazioni omosessuali. Del resto nel Paese, prima ancora che per le persone dello stesso sesso venisse introdotto il matrimonio civile, le coppie gay venivano riconosciute come coppie di fatto ed avevano ottenuto il diritto all'adozione. Il pronunciamento del Sinodo naturalmente viene accolto con entusiasmo dall' organizzazione cristiana degli omosessuali EKHO, che raggruppa anche i bisessuali e i transessuali. "La decisione - si legge in suo comunicato stampa - mostra che quella svedese è una chiesa aperta, e che si guarda con serietà all'amore fra le persone dello stesso sesso".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2009/10/22/visualizza_new.html_989650572.html
Dopo il sì alle unioni civili, il sinodo luterano ammette quelle religiose
22 ottobre, 19:30
di Livia Sansone
COPENAGHEN - In Svezia, a partire dal primo novembre le coppie gay, già ammesse da alcuni mesi alle unioni civili, potranno sposarsi anche in chiesa. La decisione é stata presa oggi a larga maggioranza dal Sinodo generale della Chiesa luterana svedese, la prima delle grandi chiese del mondo pronte a consentire che le persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio con il rito religioso. Il dibattito all'interno e fuori della chiesa è stato ampio e tormentato a partire dalla primavera scorsa, quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile. Contrasti sono emersi anche oggi nella riunione del Sinodo che si è tenuta ad Uppsala, ma alla fine la maggioranza favorevole è stata superiore alle previsioni.
Dei 250 delegati che compongono il Sinodo 176 hanno votato a favore, 62 contro e 11 si sono astenuti. A decidere per il sì è stata dunque una maggioranza ampia, ma ciò non toglie che nella Chiesa svedese si possa aprire un periodo di tensioni che porteranno alcuni pastori a rifiutarsi di celebrare nozze gay. In una conferenza stampa che si è tenuta al termine dei lavori, il vescovo Esbjorn Hagberg si è detto preoccupato per i contrasti che ora potranno accrescersi nei rapporti con le grandi chiese del mondo. Al contrario l'Arcivescono Anders Wejryd non ritiene che vi saranno profonde fratture. "I cambiamenti - è stato il suo commento - comportano sempre tensioni e dissidi. Ma non credo che rimarremo a lungo proprio soli". Wejryd ha aggiunto che questa svolta ha a che vedere con lo scarso valore che in Svezia hanno le tradizioni in rapporto ai diritti ed ha ricordato che fin dagli anni 90 i vescovi della Chiesa di Svezia si erano espressi unanimemente a favore delle relazioni omosessuali. Del resto nel Paese, prima ancora che per le persone dello stesso sesso venisse introdotto il matrimonio civile, le coppie gay venivano riconosciute come coppie di fatto ed avevano ottenuto il diritto all'adozione. Il pronunciamento del Sinodo naturalmente viene accolto con entusiasmo dall' organizzazione cristiana degli omosessuali EKHO, che raggruppa anche i bisessuali e i transessuali. "La decisione - si legge in suo comunicato stampa - mostra che quella svedese è una chiesa aperta, e che si guarda con serietà all'amore fra le persone dello stesso sesso".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2009/10/22/visualizza_new.html_989650572.html
Etichette:
chiesa,
nozze,
omosessuali,
svezia
Iscriviti a:
Post (Atom)

