articolo di giovedì 03 giugno 2010
Scandalo pedofilia:
indagato il capo
dei vescovi tedeschi
di Andrea Tornielli
L’arcivescovo di Friburgo, Robert Zollitsch, è accusato di aver rinnovato l’incarico a un frate sospettato di abusi sessuali su minori. La difesa: "Solo nel 2006 venne a conoscenza delle violenze e agì immediatamente"
Il presidente dei Conferenza episcopale tedesca, l’arcivescovo di Friburgo, Robert Zollitsch, è indagato per complicità in un caso di abuso sessuale su un minore.
Lo ha confermato ieri la Procura di Friburgo, dopo le indiscrezioni della Tv Ard e del quotidiano Südkurier. Secondo l’accusa della vittima, che ha subito violenza nel 1960, Zollittsch, ventisette anni dopo, cioè nel 1987, avrebbe confermato il sacerdote violentatore nel suo incarico.
La diocesi di Friburgo ha smentito che l’arcivescovo, all’epoca soltanto responsabile del personale della diocesi, sia implicato, e ha definito del tutto «inconsistente» l’accusa, spiegando che solo nel 2006 Zollitsch venne a conoscenza dei trascorsi del sacerdote, agendo di conseguenza.
Il coinvolgimento del capo dei vescovi tedeschi ha creato notevole scalpore in Germania. Zollitsch è in prima linea nell’applicare la «tolleranza zero» contro i preti pedofili: nei mesi scorsi ha fatto importanti ammissioni, dicendo che la Chiesa aveva «nascosto casi di abusi sessuali per anni». Ha praticamente invitato il confratello vescovo di Ausburg, Walter Mixa, a rassegnare le dimissioni perché coinvolto in un presunto caso di abusi (poi dimostratosi infondato) e per aver usato, da sacerdote, metodi maneschi. Ora è lui stesso ad essere finito nel tritacarne mediatico-giudiziario, per una vicenda che però appare piuttosto inconsistente.
Nei giorni scorsi un uomo ha denunciato un frate cistercense per abusi avvenuti cinquant’anni fa, accusando anche Zollitsch per averlo in qualche modo «coperto». Nel 1987 l’attuale arcivescovo aveva rinnovato l’incarico di priore a Birnau, sul lago di Costanza, al frate, che esercitava il suo ministero nella diocesi di Friburgo ma dipendeva dall’abate del monastero cistercense di Mehrerau. Secondo la vittima, Zollitsch doveva essere a conoscenza del fatto che il frate si era macchiato di abusi sessuali.
La diocesi di Friburgo, invece, smentisce. Parla di «sensazionalismo», precisa che monsignor Zollitsch, che all’epoca non era ancora arcivescovo ma si occupava degli spostamenti dei sacerdoti, non aveva scelto una nuova destinazione per il frate, limitandosi a rinnovare l’incarico che già ricopriva. E dunque essendo all’oscuro del suo passato. Quando, nel 2006, per la prima volta, Zollitsch era venuto a conoscenza degli abusi, aveva subito «avvertito l’ordine» cistercense, al quale appartiene l’accusato, chiedendo di trarne «le necessarie conseguenze».
L’apertura dell’inchiesta è stata confermata ufficialmente dal procuratore capo di Friburgo, Wolfgang Mayer e gli atti sono già stati trasmessi alla Procura di Costanza. Nel caso in cui i reati di pedofilia commessi dal padre cistercense fossero già caduti in prescrizione, verrebbe automaticamente archiviata anche l’indagine nei riguardi di Zollitsch.
Come si ricorderà lo scandalo degli abusi sui minori era scoppiato in Germania nei primi mesi dell’anno, a partire dal prestigioso collegio Canisius, gestito dai gesuiti. Nei giorni scorsi un rapporto ufficiale ha messo in evidenza che solo nelle scuole gestite dai gesuiti tedeschi si sono verificati nei decenni passati 205 casi di abusi sessuali.
http://www.ilgiornale.it/esteri/scandalo_pedofilia_indagato_capo__dei_vescovi_tedeschi/03-06-2010/articolo-id=450085-page=0-comments=1
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giovedì 3 giugno 2010
mercoledì 26 maggio 2010
Preti pedofili, "cento in Italia"
Preti pedofili, "cento in Italia"
25/5/2010
La Cei: "Rilevati negli ultimi 10 anni"
I casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti "rilevati in Italia con procedimenti canonici nell'ultimo decennio" sono "un centinaio", secondo quanto riferito dal segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata. Si tratta, secondo il prelato, di "un dato che indica il quadro complessivo della situazione", ricordando che "anche un solo caso è sempre di troppo". In Italia, comunque, "non c'è bisogno di alcuna commissione speciale".
Secondo monsignor Crociata, "le indicazioni del Papa ai cattolici irlandesi e le linee-guida della Congregazione per la Dottrina della fede contengono tutti gli elementi necessari per continuare ad affrontare i casi che si presentano", motivo per cui una commissione simile a quella istituita dalla conferenza episcopale tedesca sarebbe inutile in Italia. Il numero due della Cei ha sottolineato che dal punto di vista canonico la Congregazione dell'ex Sant'Uffizio e da quello civile le autorità competenti "hanno nei responsabili della vita della chiesa tutta la collaborazione possibile per accertare la verità dei fatti".
Crociata ha quindi ribadito che "la normativa italiana non prevede l'obbligo di denuncia. Evidentemente questo non esclude, ma anzi richiede e prevede per nostra specifica iniziativa, che ci siano tutta la collaborazione e la cooperazione per rendere possibile l'accertamento dei fatti, incoraggiando le denunce da parte di chi è a conoscenza e di chi ha subito eventuali abusi". Che un vescovo possa essere chiamato a testimoniare, ha concluso il segretario della Cei con riferimento al processo in corso a un sacerdote nel Lazio "è un fatto del tutto ordinario, nella misura in cui egli sia a conoscenza dei fatti".
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo482467.shtml
25/5/2010
La Cei: "Rilevati negli ultimi 10 anni"
I casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti "rilevati in Italia con procedimenti canonici nell'ultimo decennio" sono "un centinaio", secondo quanto riferito dal segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata. Si tratta, secondo il prelato, di "un dato che indica il quadro complessivo della situazione", ricordando che "anche un solo caso è sempre di troppo". In Italia, comunque, "non c'è bisogno di alcuna commissione speciale".
Secondo monsignor Crociata, "le indicazioni del Papa ai cattolici irlandesi e le linee-guida della Congregazione per la Dottrina della fede contengono tutti gli elementi necessari per continuare ad affrontare i casi che si presentano", motivo per cui una commissione simile a quella istituita dalla conferenza episcopale tedesca sarebbe inutile in Italia. Il numero due della Cei ha sottolineato che dal punto di vista canonico la Congregazione dell'ex Sant'Uffizio e da quello civile le autorità competenti "hanno nei responsabili della vita della chiesa tutta la collaborazione possibile per accertare la verità dei fatti".
Crociata ha quindi ribadito che "la normativa italiana non prevede l'obbligo di denuncia. Evidentemente questo non esclude, ma anzi richiede e prevede per nostra specifica iniziativa, che ci siano tutta la collaborazione e la cooperazione per rendere possibile l'accertamento dei fatti, incoraggiando le denunce da parte di chi è a conoscenza e di chi ha subito eventuali abusi". Che un vescovo possa essere chiamato a testimoniare, ha concluso il segretario della Cei con riferimento al processo in corso a un sacerdote nel Lazio "è un fatto del tutto ordinario, nella misura in cui egli sia a conoscenza dei fatti".
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo482467.shtml
mercoledì 14 aprile 2010
BARBARA ANDERSON: ATTO D'ACCUSA CONTRO I TESTIMONI DI GEOVA
BARBARA ANDERSON: ATTO D'ACCUSA CONTRO I TESTIMONI DI GEOVA
by Roberta Lerici
Le sue parole rilanciate dai network radiofonici e televisivi d'America hanno scosso milioni di statunitensi. Le sue rivelazioni, dirette e circostanziate, l'hanno resa – con ogni probabilità – il nemico numero uno dei Testimoni di Geova accusati di avere coperto per tanto tempo casi di abusi sessuali su minori.
PROVINCIA | 03 luglio 2009 | Ora - dopo oltre 40 anni di permanenza tra le loro fila, tanto da essere incaricata di scrivere la storia ufficiale del movimento religioso – Barbara Anderson gira il mondo per invitare giovani e famiglie a tenersi lontano dai Testimoni di Geova e dai loro “pericoli”.
Questo fine settimana – dopo essere intervenuta, oggi, all’Università di Ginevra per la conferenza annuale dell’Associazione internazionale per lo studio delle sette – farà tappa in Romagna per una serie di appuntamenti organizzati dal Gris. Domani sera a Cervia per parlare della “Pedofilia occultata dai Testimoni di Geova”, domenica sera a Rimini, per soffermarsi sul 'Perchè è rischioso aderire ai Testimoni di Geova”. L'abbiamo raggiunta telefonicamente al suo arrivo in Italia.
“Mi sono avvicinata ai Testimoni di Geova”, che abbandonerà nel 1997, “molto giovane – spiega -. Avevo 14 anni nel 1954 ed era un tempo di grandi incertezze. Era il tempo della bomba atomica, si guardava con preoccupazione al futuro. Io ero una ragazza cattolica e avevo molte domande sulla vita e sulla Bibbia. La Chiesa cattolica – aggiunge – parlava di Dio come di un mistero, non dava risposte alle domande di una ragazzina. I Testimoni di Geova sembrava che dessero risposte, le prendevano direttamente dalle pagine della Bibbia. Mia madre, una cattolica di origini polacche, non fece molta attenzione alla cosa - puntualizza - non avevamo basi teologiche, non conoscevamo bene i fondamenti: direi che si è trattato di ignoranza”.
Dall'ingresso nei testimoni di Geova, nel 1954, inizia una sorta di scalata che porta Barbara Anderson sino alla prestigiosa Watch Tower Library di Brooklyn e al compito di redigere una storia ufficiale del movimento religioso utilizzando i documenti contenuti nella biblioteca newyorchese.
Un compito che le spalancherà, quelli che definisce i "segreti" dei Testimoni di Geova. “Lavorando in quell'ambito, all'interno della Watch Tower – prosegue – ho avuto modo di scoprire tante cose, anche cose negative, tra cui casi di pedofilia. Casi – sottolinea – coperti dalla stessa organizzazione. Anche perchè - precisa - tra i Testimoni di Geova vige una norma, che dicono biblica, secondo cui non si può accusare una persona se non ci sono almeno due testimoni. Di fatto molti segreti sono rimasti a conoscenza degli anziani che non hanno lasciato trapelare gli accadimenti all'esterno: i panni, insomma, si sono lavati in casa”.
Per questo, la Anderson ha preso progressivamente le distanze dal movimento fino a rendere testimonianze sui network televisivi e radiofonici a stelle e strisce. Particolarmente incisiva una sua presenza alla trasmissione 'Dateline', programma di punta della Nbc, da sempreuna delle reti più seguite dell'intero Paese.
“La pedofilia – osserva – non è un peccato, è un crimine. Gli anziani dovevano andare a raccontare tutti alle autorità invece di tenere tutto all'interno dell'organizzazione. C'è stato un caso di un uomo che ha compiuto abusi per venti anni e si è spostato di congregazione in congregazione. Ora è un fuggitivo e tra i principali ricercati dall'Fbi”.
Diversi casi, argomenta, sono finiti in un “aula di Tribunale”, dove è stato tolto il velo a comportamenti ma molti “hanno visto raggiungere delle transazioni” di carattere stragiudiziale. Alcune pure consistenti dal punto di vista economico.
Barbara Anderson e il marito Joe sono da tempo 'dissidenti', fuoriusciti dai Testimoni di Geova. In seguito a questa scelta, il figlio - definito dalla stessa Anderson “radicale” - ha voltato le spalle ai genitori ai quali non lascia vedere il nipotino. "Nostro nipote - ha chiosato al riguardo - cresce in una sorta di isolamento".
(Newsrimini.it)
Posted in Etichette: 4 luglio 2009, Barbara Anderson, Gris, pedofilia occulta, Romagna. Atto d'accusa, Testimoni di Geova |
http://movimentoinfanzialazio.blogspot.com/2009/07/barbara-anderson-in-romagna-atto.html
by Roberta Lerici
Le sue parole rilanciate dai network radiofonici e televisivi d'America hanno scosso milioni di statunitensi. Le sue rivelazioni, dirette e circostanziate, l'hanno resa – con ogni probabilità – il nemico numero uno dei Testimoni di Geova accusati di avere coperto per tanto tempo casi di abusi sessuali su minori.
PROVINCIA | 03 luglio 2009 | Ora - dopo oltre 40 anni di permanenza tra le loro fila, tanto da essere incaricata di scrivere la storia ufficiale del movimento religioso – Barbara Anderson gira il mondo per invitare giovani e famiglie a tenersi lontano dai Testimoni di Geova e dai loro “pericoli”.
Questo fine settimana – dopo essere intervenuta, oggi, all’Università di Ginevra per la conferenza annuale dell’Associazione internazionale per lo studio delle sette – farà tappa in Romagna per una serie di appuntamenti organizzati dal Gris. Domani sera a Cervia per parlare della “Pedofilia occultata dai Testimoni di Geova”, domenica sera a Rimini, per soffermarsi sul 'Perchè è rischioso aderire ai Testimoni di Geova”. L'abbiamo raggiunta telefonicamente al suo arrivo in Italia.
“Mi sono avvicinata ai Testimoni di Geova”, che abbandonerà nel 1997, “molto giovane – spiega -. Avevo 14 anni nel 1954 ed era un tempo di grandi incertezze. Era il tempo della bomba atomica, si guardava con preoccupazione al futuro. Io ero una ragazza cattolica e avevo molte domande sulla vita e sulla Bibbia. La Chiesa cattolica – aggiunge – parlava di Dio come di un mistero, non dava risposte alle domande di una ragazzina. I Testimoni di Geova sembrava che dessero risposte, le prendevano direttamente dalle pagine della Bibbia. Mia madre, una cattolica di origini polacche, non fece molta attenzione alla cosa - puntualizza - non avevamo basi teologiche, non conoscevamo bene i fondamenti: direi che si è trattato di ignoranza”.
Dall'ingresso nei testimoni di Geova, nel 1954, inizia una sorta di scalata che porta Barbara Anderson sino alla prestigiosa Watch Tower Library di Brooklyn e al compito di redigere una storia ufficiale del movimento religioso utilizzando i documenti contenuti nella biblioteca newyorchese.
Un compito che le spalancherà, quelli che definisce i "segreti" dei Testimoni di Geova. “Lavorando in quell'ambito, all'interno della Watch Tower – prosegue – ho avuto modo di scoprire tante cose, anche cose negative, tra cui casi di pedofilia. Casi – sottolinea – coperti dalla stessa organizzazione. Anche perchè - precisa - tra i Testimoni di Geova vige una norma, che dicono biblica, secondo cui non si può accusare una persona se non ci sono almeno due testimoni. Di fatto molti segreti sono rimasti a conoscenza degli anziani che non hanno lasciato trapelare gli accadimenti all'esterno: i panni, insomma, si sono lavati in casa”.
Per questo, la Anderson ha preso progressivamente le distanze dal movimento fino a rendere testimonianze sui network televisivi e radiofonici a stelle e strisce. Particolarmente incisiva una sua presenza alla trasmissione 'Dateline', programma di punta della Nbc, da sempreuna delle reti più seguite dell'intero Paese.
“La pedofilia – osserva – non è un peccato, è un crimine. Gli anziani dovevano andare a raccontare tutti alle autorità invece di tenere tutto all'interno dell'organizzazione. C'è stato un caso di un uomo che ha compiuto abusi per venti anni e si è spostato di congregazione in congregazione. Ora è un fuggitivo e tra i principali ricercati dall'Fbi”.
Diversi casi, argomenta, sono finiti in un “aula di Tribunale”, dove è stato tolto il velo a comportamenti ma molti “hanno visto raggiungere delle transazioni” di carattere stragiudiziale. Alcune pure consistenti dal punto di vista economico.
Barbara Anderson e il marito Joe sono da tempo 'dissidenti', fuoriusciti dai Testimoni di Geova. In seguito a questa scelta, il figlio - definito dalla stessa Anderson “radicale” - ha voltato le spalle ai genitori ai quali non lascia vedere il nipotino. "Nostro nipote - ha chiosato al riguardo - cresce in una sorta di isolamento".
(Newsrimini.it)
Posted in Etichette: 4 luglio 2009, Barbara Anderson, Gris, pedofilia occulta, Romagna. Atto d'accusa, Testimoni di Geova |
http://movimentoinfanzialazio.blogspot.com/2009/07/barbara-anderson-in-romagna-atto.html
Vaticano, un documento segreto per coprire i preti pedofili
Vaticano, un documento segreto per coprire i preti pedofili
Tratto dal libro di Cosimo Cellammare: “Al di là dei mulini a vento: crimini compiuti in nome di Dio”
ORDINA LIBRO
Il testo, datato 1962, pubblicato dal giornale londinese Observer
Ai prelati venne ordinato di nascondere con ogni mezzo gli abusi
LONDRA - Un documento "confidenziale" scritto oltre 40 anni fa dal Vaticano ordinava ai vescovi di tutto il mondo di coprire con ogni mezzo gli abusi sessuali commessi dai religiosi. Il testo, 69 pagine tradotte in inglese, è stato pubblicato oggi dal giornale londinese Observer.
Secondo quanto riferito dalla testata, il documento proviene dall'archivio segreto del Vaticano. L'avvocato texano Daniel Shea, impegnato in un caso di abusi sessuali all'interno della Chiesa americana, ne avrebbe ottenuto una copia da un prete tedesco. Nel testo, datato 1962, si indicano “le procedure da seguire in caso di crimini di istigazione". Cioè quelli in cui un religioso tende "a sollecitare e provocare il penitente ad atti impuri ed osceni". “Il peggiore dei crimini si legge - è quello costituito da azioni nei confronti di giovani di ambo i sessi".
La Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ha confermato l'autenticità del documento, che doveva "essere diligentemente conservato negli archivi segreti della Curia, rimanendo rigidamente riservato". Un mese fa, il legale americano che l'ha scoperto ha provveduto a consegnarne una copia alle autorità degli Stati Uniti, dove da molto tempo la chiesa cattolica è al centro di uno scandalo su abusi sessuali commessi nei confronti di adolescenti. Una vicenda che ha coinvolto anche l'arcivescovo di Boston Bemard Law. Costretto a lasciare il seggio per aver trasferito in massima segretezza i religiosi incriminati.
Nel documento segreto, scritto sotto il pontificato di Giovanni XXIII, il Vaticano impone ai vescovi di mantenere la massima segretezza sulle accuse di abusi. Si invita ad "ammonire, correggere e, se il caso lo richiedesse, a sospendere" i sacerdoti messi sotto accusa. "Ma - si legge - tutti i prelati devono gestire questi casi con la massima segretezza e vincolati al silenzio perpetuo". Pena la scomunica.
"Questo prova - dichiara Daniel Shea - che vi era un complotto internazionale da parte della Chiesa per coprire gli abusi sessuali. E un subdolo tentativo di nascondere attività criminali". Secondo un portavoce del Vaticano, però, il testo indica solo “le procedure disciplinari nel caso che un prete sia accusato di aver sollecitato prestazioni sessuali durante la confessione". La segretezza sarebbe dunque tesa "a proteggere gli accusati, come avviene anche nelle procedure penali oggi. Ed è anche subordinata alla speciale natura segreta del sacramento della confessione". In ogni caso, riferisce il giornale, non proibisce alle vittime di presentare accuse civili.
E su questo punto insiste il reverendo Thomas Doyle, un cappellano dell'Air Force statunitense in Germania. Secondo l'esperto di diritto ecclesiastico, il documento non legittima l'ordine di silenzio imposto alle vittime. “Pur confermando la patologica ossessione per la segretezza che affligge la Chiesa cattolica - afferma Doyle - il testo non giustifica le intimidazioni al silenzio subite dalle vittime degli abusi sessuali da parte esponenti della chiesa americana". Per provare questo, conclude il sacerdote, "servono infatti prove concrete".
(www.repubblica.it/2003/h/sezioni/esteri/observer/observer/obscrver.hftffl i (17 agosto 2003)
Riportiamo di seguito alcune delle 69 pagine del documento originale tradotto in inglese dal giornale londinese Observer e alcuni articoli del testo evidenziati dallo stesso giornale (il testo completo è riportato nel sito summenzionato).
http://www.disinformazione.it/vaticano_pedofilia.htm
Tratto dal libro di Cosimo Cellammare: “Al di là dei mulini a vento: crimini compiuti in nome di Dio”
ORDINA LIBRO
Il testo, datato 1962, pubblicato dal giornale londinese Observer
Ai prelati venne ordinato di nascondere con ogni mezzo gli abusi
LONDRA - Un documento "confidenziale" scritto oltre 40 anni fa dal Vaticano ordinava ai vescovi di tutto il mondo di coprire con ogni mezzo gli abusi sessuali commessi dai religiosi. Il testo, 69 pagine tradotte in inglese, è stato pubblicato oggi dal giornale londinese Observer.
Secondo quanto riferito dalla testata, il documento proviene dall'archivio segreto del Vaticano. L'avvocato texano Daniel Shea, impegnato in un caso di abusi sessuali all'interno della Chiesa americana, ne avrebbe ottenuto una copia da un prete tedesco. Nel testo, datato 1962, si indicano “le procedure da seguire in caso di crimini di istigazione". Cioè quelli in cui un religioso tende "a sollecitare e provocare il penitente ad atti impuri ed osceni". “Il peggiore dei crimini si legge - è quello costituito da azioni nei confronti di giovani di ambo i sessi".
La Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ha confermato l'autenticità del documento, che doveva "essere diligentemente conservato negli archivi segreti della Curia, rimanendo rigidamente riservato". Un mese fa, il legale americano che l'ha scoperto ha provveduto a consegnarne una copia alle autorità degli Stati Uniti, dove da molto tempo la chiesa cattolica è al centro di uno scandalo su abusi sessuali commessi nei confronti di adolescenti. Una vicenda che ha coinvolto anche l'arcivescovo di Boston Bemard Law. Costretto a lasciare il seggio per aver trasferito in massima segretezza i religiosi incriminati.
Nel documento segreto, scritto sotto il pontificato di Giovanni XXIII, il Vaticano impone ai vescovi di mantenere la massima segretezza sulle accuse di abusi. Si invita ad "ammonire, correggere e, se il caso lo richiedesse, a sospendere" i sacerdoti messi sotto accusa. "Ma - si legge - tutti i prelati devono gestire questi casi con la massima segretezza e vincolati al silenzio perpetuo". Pena la scomunica.
"Questo prova - dichiara Daniel Shea - che vi era un complotto internazionale da parte della Chiesa per coprire gli abusi sessuali. E un subdolo tentativo di nascondere attività criminali". Secondo un portavoce del Vaticano, però, il testo indica solo “le procedure disciplinari nel caso che un prete sia accusato di aver sollecitato prestazioni sessuali durante la confessione". La segretezza sarebbe dunque tesa "a proteggere gli accusati, come avviene anche nelle procedure penali oggi. Ed è anche subordinata alla speciale natura segreta del sacramento della confessione". In ogni caso, riferisce il giornale, non proibisce alle vittime di presentare accuse civili.
E su questo punto insiste il reverendo Thomas Doyle, un cappellano dell'Air Force statunitense in Germania. Secondo l'esperto di diritto ecclesiastico, il documento non legittima l'ordine di silenzio imposto alle vittime. “Pur confermando la patologica ossessione per la segretezza che affligge la Chiesa cattolica - afferma Doyle - il testo non giustifica le intimidazioni al silenzio subite dalle vittime degli abusi sessuali da parte esponenti della chiesa americana". Per provare questo, conclude il sacerdote, "servono infatti prove concrete".
(www.repubblica.it/2003/h/sezioni/esteri/observer/observer/obscrver.hftffl i (17 agosto 2003)
Riportiamo di seguito alcune delle 69 pagine del documento originale tradotto in inglese dal giornale londinese Observer e alcuni articoli del testo evidenziati dallo stesso giornale (il testo completo è riportato nel sito summenzionato).
http://www.disinformazione.it/vaticano_pedofilia.htm
Arcigay: da Bertone parole irresponsabili
Arcigay: da Bertone parole irresponsabili
Roma, 13-04-2010
"L'equazione omosessualità-pedofilia, falsa, ignobile e anti-scientifica, è un'affermazione disonesta che colpisce la vita e la dignità di milioni di persone gay e lesbiche, confermando il cinismo, la mancanza di scrupoli e la crudeltà di quelle stesse gerarchie vaticane che hanno coperto per anni i crimini sessuali perpetrati in tutto il mondo da esponenti della chiesa contro la vita di migliaia di bambini innocenti": e' la dura reazione di Arcigay alle affermazioni dei segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, ieri in Cile.
"Di quei corpi brutalmente violentati, di quell'infanzia e di quelle vite distrutte - dice il presidente Paolo Patane' - la chiesa porta la piena e vergognosa responsabilità, e non sarà tentando di distogliere l'attenzione dalle sue stridenti contraddizioni e dalle sue omertà interne che potrà sottrarsi ad un giudizio severissimo per reati sessuali denunciati in tutto il mondo contro i preti pedofili". "Siamo davvero indignati per le parole che Bertone ha pronunciato in Cile: non tenti la chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto ad interrogarsi sulla sua mancanza di umanità" conclude Patane'.
Ieri il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, intervenendo da Santiago del Cile sulla campagna mediatica innescata dagli scandali dei preti pedofili aveva dichiarato:"E' stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri - ha detto - che non c'è‚ legame tra celibato e pedofilia", mentre invece "molti" altri studiosi hanno dimostrato un legame "tra omosessualità e pedofilia".
Bertone ha infine ricordato la lettera del Papa ai fedeli d'Irlanda, e i suoi discorsi di condanna della pedofilia pronunciati negli Stati Uniti e in Australia, precisando che la pedofilia non e' un'esclusiva della Chiesa cattolica, ma "riguarda anche le altre religioni".
Il parere del presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici
Non c'e' nessun legame tra pedofilia e omosessualita': le teorie psichiatriche che ipotizzano un nesso sono "assolutamente prive di fondamento". Lo chiarisce il prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (Aippc), dopo le parole del Cardinal Bertone secondo il quale invece "c'e' una relazione tra omosessualita' e pedofilia". "E' una tesi senza fondamento
- sottolinea, interpellato dall'AGI, il presidente degli psichiatri cattolici - perche' il pedofilo e' attratto da soggetti pre-puberi, che non hanno sviluppato la sessualita', e quindi la pedofilia e' una perversione che prescinde assolutamente dall'orientamento sessuale". Non a caso, sottolinea Cantelmi, "dei 10.000 pedofili accertati che ci sono in Italia, la maggior parte ha una vita 'normale', con famiglia, e mostrano tendenze eterosessuali. La pedofilia e' una perversione psichiatrica che colpisce narcisisti e antisociali, e nasce prima che si sviluppi la tendenza sessuale, quindi in quanto tale riguarda sia etero che omosessuali".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=139861
Roma, 13-04-2010
"L'equazione omosessualità-pedofilia, falsa, ignobile e anti-scientifica, è un'affermazione disonesta che colpisce la vita e la dignità di milioni di persone gay e lesbiche, confermando il cinismo, la mancanza di scrupoli e la crudeltà di quelle stesse gerarchie vaticane che hanno coperto per anni i crimini sessuali perpetrati in tutto il mondo da esponenti della chiesa contro la vita di migliaia di bambini innocenti": e' la dura reazione di Arcigay alle affermazioni dei segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, ieri in Cile.
"Di quei corpi brutalmente violentati, di quell'infanzia e di quelle vite distrutte - dice il presidente Paolo Patane' - la chiesa porta la piena e vergognosa responsabilità, e non sarà tentando di distogliere l'attenzione dalle sue stridenti contraddizioni e dalle sue omertà interne che potrà sottrarsi ad un giudizio severissimo per reati sessuali denunciati in tutto il mondo contro i preti pedofili". "Siamo davvero indignati per le parole che Bertone ha pronunciato in Cile: non tenti la chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto ad interrogarsi sulla sua mancanza di umanità" conclude Patane'.
Ieri il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, intervenendo da Santiago del Cile sulla campagna mediatica innescata dagli scandali dei preti pedofili aveva dichiarato:"E' stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri - ha detto - che non c'è‚ legame tra celibato e pedofilia", mentre invece "molti" altri studiosi hanno dimostrato un legame "tra omosessualità e pedofilia".
Bertone ha infine ricordato la lettera del Papa ai fedeli d'Irlanda, e i suoi discorsi di condanna della pedofilia pronunciati negli Stati Uniti e in Australia, precisando che la pedofilia non e' un'esclusiva della Chiesa cattolica, ma "riguarda anche le altre religioni".
Il parere del presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici
Non c'e' nessun legame tra pedofilia e omosessualita': le teorie psichiatriche che ipotizzano un nesso sono "assolutamente prive di fondamento". Lo chiarisce il prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (Aippc), dopo le parole del Cardinal Bertone secondo il quale invece "c'e' una relazione tra omosessualita' e pedofilia". "E' una tesi senza fondamento
- sottolinea, interpellato dall'AGI, il presidente degli psichiatri cattolici - perche' il pedofilo e' attratto da soggetti pre-puberi, che non hanno sviluppato la sessualita', e quindi la pedofilia e' una perversione che prescinde assolutamente dall'orientamento sessuale". Non a caso, sottolinea Cantelmi, "dei 10.000 pedofili accertati che ci sono in Italia, la maggior parte ha una vita 'normale', con famiglia, e mostrano tendenze eterosessuali. La pedofilia e' una perversione psichiatrica che colpisce narcisisti e antisociali, e nasce prima che si sviluppi la tendenza sessuale, quindi in quanto tale riguarda sia etero che omosessuali".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=139861
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lunedì 12 aprile 2010
Usa, abusò di 200 bambini. Il Nyt: «Il Papa e Bertone lo coprirono»
Usa, abusò di 200 bambini. Il Nyt: «Il Papa e Bertone lo coprirono»
La salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione di non punirlo. È quanto ha commentato al New York Times il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, riferendosi al caso di pedofilia, rivelato dallo stesso giornale, che ha coinvolto un prete del Wisconsin e almeno 200 bambini sordi. Un caso che, secondo documenti ottenuti dal New York Times, il cardinale Joseph Ratzinger, attuale Papa Benedetto XVI, e il cardinale Tarcisio Bertone, attuale segretario di Stato Vaticano, preferirono non rivelare.
Padre Murphy, è detto in un comunicato di Padre Lombardi citato dal New York Times, ha certamente abusato di bambini «particolarmente vulnerabili» e violato la legge. Si tratta di «un caso tragico», ha aggiunto.
Lombardi ha però sottolineato che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che «il diritto canonico non prevede punizioni automatiche».
Ha quindi aggiunto che la precaria salute di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione. Padre Murphy è morto nel 1998, due anni dopo che il Vaticano venne a conoscenza del caso.
25 marzo 2010
http://www.unita.it/news/mondo/96613/usa_abus_di_bambini_il_nyt_il_papa_e_bertone_lo_coprirono
La salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione di non punirlo. È quanto ha commentato al New York Times il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, riferendosi al caso di pedofilia, rivelato dallo stesso giornale, che ha coinvolto un prete del Wisconsin e almeno 200 bambini sordi. Un caso che, secondo documenti ottenuti dal New York Times, il cardinale Joseph Ratzinger, attuale Papa Benedetto XVI, e il cardinale Tarcisio Bertone, attuale segretario di Stato Vaticano, preferirono non rivelare.
Padre Murphy, è detto in un comunicato di Padre Lombardi citato dal New York Times, ha certamente abusato di bambini «particolarmente vulnerabili» e violato la legge. Si tratta di «un caso tragico», ha aggiunto.
Lombardi ha però sottolineato che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che «il diritto canonico non prevede punizioni automatiche».
Ha quindi aggiunto che la precaria salute di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione. Padre Murphy è morto nel 1998, due anni dopo che il Vaticano venne a conoscenza del caso.
25 marzo 2010
http://www.unita.it/news/mondo/96613/usa_abus_di_bambini_il_nyt_il_papa_e_bertone_lo_coprirono
Lista nera di preti pedofili-Svizzeri dicono sì in un sondaggio
Lista nera di preti pedofiliLa auspica Leuthard - Svizzeri dicono sì in un sondaggio
28 mar 2010 10:31
BERNA - Lo scandalo dei preti pedofili ha scosso gli animi anche del Consiglio federale. La presidente Doris Leuthard, sulla SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche, si è infatti dichiarata favorevole ad una lista nera di preti pedofili. Secondo la rappresentante del Governo, i sacerdoti che si sono macchiati di abusi non devono più poter entrare in contatto con i bambini. Le modalità di applicazione del registro in questione dovrebbero comunque essere approfondite. Secondo Leuthard il fatto che a commettere un abuso sia stato un prete, o un qualsiasi altro cittadino, non cambia:"entrambe le categorie sottostanno al diritto penale svizzero, senza se e senza ma". La Chiesa dovrebbe esprimersi favorevolmente dato che si tratterebbe di un provvedimento da prendere anche nel suo stesso interesse.
Secondo un sondaggio della società Demoscope, Leuthard può contare sull'appoggio al progetto da parte dell'80 per cento della cittadinanza. Il campione d'indagine ha coinvolto 607 persone dai quindici anni in su. Inoltre, il 92 per cento degli interpellati si è detto contrario al celibato nella Chiesa cattolica, solo il 5 per cento, per contro, ha difeso lo status quo.
(Aggiornamento notizia: 28 mar 2010 13:54)
http://www.cdt.ch/confederazione/cronaca/21941/lista-nera-di-preti-pedofili.html
28 mar 2010 10:31
BERNA - Lo scandalo dei preti pedofili ha scosso gli animi anche del Consiglio federale. La presidente Doris Leuthard, sulla SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche, si è infatti dichiarata favorevole ad una lista nera di preti pedofili. Secondo la rappresentante del Governo, i sacerdoti che si sono macchiati di abusi non devono più poter entrare in contatto con i bambini. Le modalità di applicazione del registro in questione dovrebbero comunque essere approfondite. Secondo Leuthard il fatto che a commettere un abuso sia stato un prete, o un qualsiasi altro cittadino, non cambia:"entrambe le categorie sottostanno al diritto penale svizzero, senza se e senza ma". La Chiesa dovrebbe esprimersi favorevolmente dato che si tratterebbe di un provvedimento da prendere anche nel suo stesso interesse.
Secondo un sondaggio della società Demoscope, Leuthard può contare sull'appoggio al progetto da parte dell'80 per cento della cittadinanza. Il campione d'indagine ha coinvolto 607 persone dai quindici anni in su. Inoltre, il 92 per cento degli interpellati si è detto contrario al celibato nella Chiesa cattolica, solo il 5 per cento, per contro, ha difeso lo status quo.
(Aggiornamento notizia: 28 mar 2010 13:54)
http://www.cdt.ch/confederazione/cronaca/21941/lista-nera-di-preti-pedofili.html
Preti pedofili, accuse a Ratzinger
Preti pedofili, accuse a Ratzinger
9/4/2010
Lettera dell'85:"Non rimosse prete Usa"
Nel 1985, Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, in una lettera si oppose alla riduzione allo stato laicale di un sacerdote pedofilo Usa, padre Stephen Kiesle. Lo rivela l'agenzia di stampa Usa Associated Press. Secondo quest'ultima il Vaticano ha confermato la firma di Ratzinger sulla missiva. Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, non commenta: "Non rispondiamo a singoli documenti".
L'agenzia stampa statunitense ha ricostruito così i fatti. Nel 1981 la diocesi di Oakland chiese al Vaticano che padre Kiesle venisse rimosso, dietro indicazione dello stesso sacerdote; era l'anno di nomina di Ratzinger alla testa della Congregazione per la Dottrina della fede. In precedenza, nel 1978, il sacerdote era stato condannato a tre anni di libertà vigilata dopo non aver contestato le accuse di molestie e condotta lasciva a danno di due ragazzi nel rettorato di una chiesa nella zona della Baia di San Francisco. Nel 1982, il vescovo di Oakland, John Cummins, scrisse alla Congregazione per la dottrina della fede sostenendo la necessità che il sacerdote non venisse riammesso nel lavoro pastorale. "E' mia convinzione - scriveva - che non ci sarebbe scandalo se questa richiesta venisse accolta e che ci sarebbe maggiore scandalo alla comunità se a padre Kiesle fosse accordato di tornare al ministero attivo".
Ratzinger rispose nel 1985. Nella missiva, che l''Ap' ha fatto tradurre dal latino, il futuro Papa afferma che gli argomenti a favore della rimozione del sacerdote sono di "grande significato", ma aggiunge che simili azioni necessitano grande cautela e più tempo. Il cardinal Ratzinger consigliava al vescovo americano di assicurare al sacerdote "la massima cura paterna possibile". Ratzinger sottolineava poi che qualunque decisione relativa alla riduzione allo stato laicale di padre Kiesle doveva tenere in considerazione "il bene della Chiesa universale" e il "danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare considerando la giovane età" del sacerdote, che all'epoca aveva 38 anni. L''Associated Press' riferisce che, a quanto documentato dagli archivi di Oakland, la diocesi tornò a chiedere che il sacerdote venisse rimosso.
A padre Kiesle furono rimossi i poteri sacerdotali nel 1987. I documenti non indicano che ruolo ebbe Ratzinger nella decisione. Nel 2002 il sacerdote fu arrestato con 13 accuse di molestie dagli anni Settanta. Nel 2004 fu condannato a sei anni di prigione per gli abusi su una bambina di sei anni. Oggi ha 63 anni.
In serata il Vaticano ha smentito il significato della lettera. "L'allora cardinale Ratzinger non coprì il caso ma, come si evince chiaramente dalla lettera, fece presente la necessità di studiare il caso con maggiore attenzione. Da tener presente che la rimozione dall'incarico era allora competenza del vescovo locale e non della Congregazione della Dottrina della fede" dichiara il vicedirettore della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini. In precedenza, il portavoce vaticano padre Lombardi aveva affermato che il Papa "è un Pastore all'altezza di affrontare con alta rettitudine e sicurezza questo tempo difficile, in cui non mancano critiche e insinuazioni infondate".
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo478710.shtml
9/4/2010
Lettera dell'85:"Non rimosse prete Usa"
Nel 1985, Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, in una lettera si oppose alla riduzione allo stato laicale di un sacerdote pedofilo Usa, padre Stephen Kiesle. Lo rivela l'agenzia di stampa Usa Associated Press. Secondo quest'ultima il Vaticano ha confermato la firma di Ratzinger sulla missiva. Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, non commenta: "Non rispondiamo a singoli documenti".
L'agenzia stampa statunitense ha ricostruito così i fatti. Nel 1981 la diocesi di Oakland chiese al Vaticano che padre Kiesle venisse rimosso, dietro indicazione dello stesso sacerdote; era l'anno di nomina di Ratzinger alla testa della Congregazione per la Dottrina della fede. In precedenza, nel 1978, il sacerdote era stato condannato a tre anni di libertà vigilata dopo non aver contestato le accuse di molestie e condotta lasciva a danno di due ragazzi nel rettorato di una chiesa nella zona della Baia di San Francisco. Nel 1982, il vescovo di Oakland, John Cummins, scrisse alla Congregazione per la dottrina della fede sostenendo la necessità che il sacerdote non venisse riammesso nel lavoro pastorale. "E' mia convinzione - scriveva - che non ci sarebbe scandalo se questa richiesta venisse accolta e che ci sarebbe maggiore scandalo alla comunità se a padre Kiesle fosse accordato di tornare al ministero attivo".
Ratzinger rispose nel 1985. Nella missiva, che l''Ap' ha fatto tradurre dal latino, il futuro Papa afferma che gli argomenti a favore della rimozione del sacerdote sono di "grande significato", ma aggiunge che simili azioni necessitano grande cautela e più tempo. Il cardinal Ratzinger consigliava al vescovo americano di assicurare al sacerdote "la massima cura paterna possibile". Ratzinger sottolineava poi che qualunque decisione relativa alla riduzione allo stato laicale di padre Kiesle doveva tenere in considerazione "il bene della Chiesa universale" e il "danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare considerando la giovane età" del sacerdote, che all'epoca aveva 38 anni. L''Associated Press' riferisce che, a quanto documentato dagli archivi di Oakland, la diocesi tornò a chiedere che il sacerdote venisse rimosso.
A padre Kiesle furono rimossi i poteri sacerdotali nel 1987. I documenti non indicano che ruolo ebbe Ratzinger nella decisione. Nel 2002 il sacerdote fu arrestato con 13 accuse di molestie dagli anni Settanta. Nel 2004 fu condannato a sei anni di prigione per gli abusi su una bambina di sei anni. Oggi ha 63 anni.
In serata il Vaticano ha smentito il significato della lettera. "L'allora cardinale Ratzinger non coprì il caso ma, come si evince chiaramente dalla lettera, fece presente la necessità di studiare il caso con maggiore attenzione. Da tener presente che la rimozione dall'incarico era allora competenza del vescovo locale e non della Congregazione della Dottrina della fede" dichiara il vicedirettore della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini. In precedenza, il portavoce vaticano padre Lombardi aveva affermato che il Papa "è un Pastore all'altezza di affrontare con alta rettitudine e sicurezza questo tempo difficile, in cui non mancano critiche e insinuazioni infondate".
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo478710.shtml
"Preti pedofili, campagna sionista"
"Preti pedofili, campagna sionista"
11/4/2010
Il vescovo Grosseto poi smentisce
Bufera sul vescovo di Grosseto, Giacomo Babini. Lo scandalo pedofilia sui media - ha detto il religioso come riporta il sito Pontifex - non è altro che "un attacco sionista: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo i giudei sono deicidi". Queste dichiarazioni hanno indignato gli ebrei Usa: il Rabbino Rosen ha chiesto ai vescovi di condannare Babini. Dure accuse anche contro i gay. Il monsignore poi ha smentito tutto in un comunicato.
"L'Olocausto - ha detto ancora il monsignore - fu una vergogna per l'intera umanità, ma adesso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono l'economia tedesca". Subito dopo, il Comitato Ebraico Americano ha chiesto alla Cei di condannare le parole "antisemitiche" del vescovo.
Nel mirino anche gli omosessuali
Dopo l'affondo contro gli ebrei, il vescovo attacca il mondo omosessuale. "Anche loro se possono tirano sulla Chiesa -dice il monsignore a Pontifex-. Bisogna trattare coloro che solo hanno tendenze omosessuali con delicatezza e senza ifierire, con misericordia. Ma accettino serenemante la loro croce e la malattia con santa rassegnazione. Altri invece praticano la omosessualità e persino se ne vantano. A loro dico che persino gli animali rispettano l'ordine della natura e loro no, da questo punto di vista meglio la regolarità degli animali".
"L'omosessualità ostentata è un vizio osceno, una cosa che denota mancanza di equilibrio e violazione della natura", ha aggiunto il religioso. Dura anche la presa di posizione sui sacramenti a un gay conclamato. "La comunione certo no - ha detto Babini-. Per il funerale se dovessimo applicare il diritto canonico direi di no, ma alcune volte i parenti ti chiedono l'impossibile e pretendono una chiesa che lavora a gettone. Certo, bisogna sempre far prevalere la misericordia per quanto riguarda il suicida e credo che sia giusto dar loro il funerale. Per l'omosessuale che pubblicamente ha oltraggiato la chiesa e l'ordine etico direi no".
"Mai espresso giudizi antesimi"
Il vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, smentisce seccamente - attraverso un comunicato inviato dalla Cei - di aver mai espresso giudizi antisemiti, dai quali, anzi, prende le distanze. "In ordine ad alcune agenzie che mi attribuiscono dichiarazioni sui fratelli ebrei da me mai pronunciate, preciso - si legge nella nota firmata da mons. Babini diffusa dall'ufficio stampa dell'episcopato italiano - che in alcun modo ho espresso simili valutazioni e giudizi da cui prendo nettamente le distanze". "Rinnovo ai nostri fratelli maggiori nella fede la mia fraterna stima e piena vicinanza, in sintonia con il Magistero della Chiesa costantemente riaffermato dal Concilio Vaticano II in poi", aggiunge.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo478808.shtml
11/4/2010
Il vescovo Grosseto poi smentisce
Bufera sul vescovo di Grosseto, Giacomo Babini. Lo scandalo pedofilia sui media - ha detto il religioso come riporta il sito Pontifex - non è altro che "un attacco sionista: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo i giudei sono deicidi". Queste dichiarazioni hanno indignato gli ebrei Usa: il Rabbino Rosen ha chiesto ai vescovi di condannare Babini. Dure accuse anche contro i gay. Il monsignore poi ha smentito tutto in un comunicato.
"L'Olocausto - ha detto ancora il monsignore - fu una vergogna per l'intera umanità, ma adesso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono l'economia tedesca". Subito dopo, il Comitato Ebraico Americano ha chiesto alla Cei di condannare le parole "antisemitiche" del vescovo.
Nel mirino anche gli omosessuali
Dopo l'affondo contro gli ebrei, il vescovo attacca il mondo omosessuale. "Anche loro se possono tirano sulla Chiesa -dice il monsignore a Pontifex-. Bisogna trattare coloro che solo hanno tendenze omosessuali con delicatezza e senza ifierire, con misericordia. Ma accettino serenemante la loro croce e la malattia con santa rassegnazione. Altri invece praticano la omosessualità e persino se ne vantano. A loro dico che persino gli animali rispettano l'ordine della natura e loro no, da questo punto di vista meglio la regolarità degli animali".
"L'omosessualità ostentata è un vizio osceno, una cosa che denota mancanza di equilibrio e violazione della natura", ha aggiunto il religioso. Dura anche la presa di posizione sui sacramenti a un gay conclamato. "La comunione certo no - ha detto Babini-. Per il funerale se dovessimo applicare il diritto canonico direi di no, ma alcune volte i parenti ti chiedono l'impossibile e pretendono una chiesa che lavora a gettone. Certo, bisogna sempre far prevalere la misericordia per quanto riguarda il suicida e credo che sia giusto dar loro il funerale. Per l'omosessuale che pubblicamente ha oltraggiato la chiesa e l'ordine etico direi no".
"Mai espresso giudizi antesimi"
Il vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, smentisce seccamente - attraverso un comunicato inviato dalla Cei - di aver mai espresso giudizi antisemiti, dai quali, anzi, prende le distanze. "In ordine ad alcune agenzie che mi attribuiscono dichiarazioni sui fratelli ebrei da me mai pronunciate, preciso - si legge nella nota firmata da mons. Babini diffusa dall'ufficio stampa dell'episcopato italiano - che in alcun modo ho espresso simili valutazioni e giudizi da cui prendo nettamente le distanze". "Rinnovo ai nostri fratelli maggiori nella fede la mia fraterna stima e piena vicinanza, in sintonia con il Magistero della Chiesa costantemente riaffermato dal Concilio Vaticano II in poi", aggiunge.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo478808.shtml
martedì 15 dicembre 2009
Papa:"Vergogna per preti pedofili"
Papa:"Vergogna per preti pedofili"
11/12/2009
"Massima attenzione per caso Irlanda"
Benedetto XVI si è detto "sconvolto e angosciato" dal contenuto del rapporto sugli abusi su minori compiuti dai preti cattolici in Irlanda. E' quanto si legge in un comunicato della Santa Sede al termine dell'incontro del Pontefice con rappresentanti della Chiesa locale. Il Vaticano continuerà a seguire questa "grave questione" con la "massima attenzione" per capire come siano potuti accadere questi "vergognosi eventi".
Il Papa - afferma la nota della sala stampa - ha ''ascoltato le preoccupazioni'' dei vescovi irlandesi e della Curia romana, e ha discusso con loro degli ''eventi traumatici'' evidenziati dal Rapporto della Commissione investigativa irlandese sull'arcidiocesi di Dublino.
Dopo un ''attento studio'' del rapporto, il papa si è sentito ''profondamente sconvolto e angosciato dal suo contenuto. ''Desidera ancora una volta - aggiunge la nota - esprimere il suo profondo dispiacere per le azioni compiute da alcuni membri del clero che hanno tradito le loro solenni promesse a Dio, oltre che la fiducia loro accordata dalle vittime e dalle loro famiglie, e in generale dalla società''.
''Il Santo Padre - prosegue il comunicato - condivide il senso di oltraggio, tradimento e vergogna sentito da tanti fedeli in Irlanda, e si unisce a loro in preghiera in questo
difficile momento per la vita della Chiesa''. Il Papa chiede perciò ai cattolici irlandesi, ai quali rivolgerà presto una lettera pastorale, e a quelli di tutto il mondo, di unirsi alle preghiere per le vittime, le loro famiglie e chiunque sia stato toccato da questi ''odiosi crimini''.
Promette, intanto, che ''la Chiesa continuerà a seguire questa grave questione con la massima attenzione per capire come questi vergognosi eventi siano potuti accadere e individuare il miglior modo per sviluppare efficaci e sicure strategie per evitare che si ripetano''.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo468358.shtml
11/12/2009
"Massima attenzione per caso Irlanda"
Benedetto XVI si è detto "sconvolto e angosciato" dal contenuto del rapporto sugli abusi su minori compiuti dai preti cattolici in Irlanda. E' quanto si legge in un comunicato della Santa Sede al termine dell'incontro del Pontefice con rappresentanti della Chiesa locale. Il Vaticano continuerà a seguire questa "grave questione" con la "massima attenzione" per capire come siano potuti accadere questi "vergognosi eventi".
Il Papa - afferma la nota della sala stampa - ha ''ascoltato le preoccupazioni'' dei vescovi irlandesi e della Curia romana, e ha discusso con loro degli ''eventi traumatici'' evidenziati dal Rapporto della Commissione investigativa irlandese sull'arcidiocesi di Dublino.
Dopo un ''attento studio'' del rapporto, il papa si è sentito ''profondamente sconvolto e angosciato dal suo contenuto. ''Desidera ancora una volta - aggiunge la nota - esprimere il suo profondo dispiacere per le azioni compiute da alcuni membri del clero che hanno tradito le loro solenni promesse a Dio, oltre che la fiducia loro accordata dalle vittime e dalle loro famiglie, e in generale dalla società''.
''Il Santo Padre - prosegue il comunicato - condivide il senso di oltraggio, tradimento e vergogna sentito da tanti fedeli in Irlanda, e si unisce a loro in preghiera in questo
difficile momento per la vita della Chiesa''. Il Papa chiede perciò ai cattolici irlandesi, ai quali rivolgerà presto una lettera pastorale, e a quelli di tutto il mondo, di unirsi alle preghiere per le vittime, le loro famiglie e chiunque sia stato toccato da questi ''odiosi crimini''.
Promette, intanto, che ''la Chiesa continuerà a seguire questa grave questione con la massima attenzione per capire come questi vergognosi eventi siano potuti accadere e individuare il miglior modo per sviluppare efficaci e sicure strategie per evitare che si ripetano''.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo468358.shtml
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